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Litio&CO.: investire nelle materie prime della transizione energetica, al centro del risiko geopolitico

(afp)
Il prezzo del litio è tornato a scendere dopo una cavalcata lunga due anni. La panoramica con Ciampaglia, ceo di Sprott AM che ha quotato con HANEtf un prodotto dedicato
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Litio, rame, nichel, argento, manganese, cobalto, grafite e terre rare. Sono le materie prime sull'avamposto della transizione energetica, quelle legate a doppio filo al passaggio dai combustibili fossili alle fonte energetiche rinnovabili a bassa emissione di carbonio.

A fare il punto su transizione, materie prime e opportunità d'investimento è John Ciampaglia, ceo di Sprott AM che è partner di HANetf: giovedì ha quotato su Borsa italiana l'Etf Sprott Energy Transition Materials per esporsi al settore delle materie prime protagoniste della transizione: generazione di energia pulita, che utilizza terre rare e argento; trasmissione di energia pulita, basata sul rame; e stoccaggio di energia pulita, per cui risultano fondamentali litio, nichel, manganese, cobalto e grafite.

Lo sguardo di investitori si posa su quel paniere di materie prime "che riteniamo essere le maggiormente impattate dalla transizione in termin di domanda-offerta in quan…

Litio, rame, nichel, argento, manganese, cobalto, grafite e terre rare. Sono le materie prime sull'avamposto della transizione energetica, quelle legate a doppio filo al passaggio dai combustibili fossili alle fonte energetiche rinnovabili a bassa emissione di carbonio.

A fare il punto su transizione, materie prime e opportunità d'investimento è John Ciampaglia, ceo di Sprott AM che è partner di HANetf: giovedì ha quotato su Borsa italiana l'Etf Sprott Energy Transition Materials per esporsi al settore delle materie prime protagoniste della transizione: generazione di energia pulita, che utilizza terre rare e argento; trasmissione di energia pulita, basata sul rame; e stoccaggio di energia pulita, per cui risultano fondamentali litio, nichel, manganese, cobalto e grafite.

Lo sguardo di investitori si posa su quel paniere di materie prime "che riteniamo essere le maggiormente impattate dalla transizione in termin di domanda-offerta in quanto hanno pochi sostituti disponibili in commercio, per questo sono più sensibili a possibili rialzi".

Come spesso accade quando ci si trova in mezzo a cambiamenti epocali, la transizione può esser a grandi sbalzi e altrettanto inattesi e importanti passi indietro. Basta prendere il prezzo del litio per vedere. "E' essenziale per le batterie agli ioni di litio utilizzate nei veicoli elettrici (EV) e altri beni di consumo come i telefoni cellulari, strumenti che comportano la maggior parte della domanda di questo minerale fondamentale. Negli ultimi anni, la crescita dell'industria dei veicoli elettrici è stata esponenziale e ha portato il bilancio del mercato del litio in deficit. In assenza di possibili sostituiti, i prezzi del litio sono saliti alle stelle, con un'offerta inadeguata e una domanda anelastica".

Una cavalcata del 1.300 per cento in due anni, in Cina, cui però ha fatto seguito un dimezzamento dal record dello scorso novembre, secondo i dati di Asian Metal riportati da Bloomberg in settimana. Un contraccolpo che riflette due fattori: la prospettiva di forniture globali più diffuse e consistenti (si stima che Cile, Australia e la stessa Cina porteranno a un aumento dell'offerta di Litio fino al +43% quest'anno); e segnali di moderazione della crescita a rotta di collo del settore elettrico in Cina, dove per altro sono finiti importanti incentivi statali per le auto elettriche.

"Il rame invece è fondamentale per la conduzione dell'elettricità nelle fonti di energia rinnovabili, tra cui l'eolico e il solare, ma soprattutto per i veicoli elettrici e gli investimenti nelle reti elettriche. Riteniamo che la domanda crescente, le scarse scorte di rame e i problemi lungo la catena di rifornimento possano portare questo mercato a un deficit di domanda-offerta in futuro", spiega ancora Ciampaglia.

Chiaramente i materiali per la transizione energetica gettano anche una nuova luce sul planisfero. "Ogni specifico materiale per la transizione energetica può essere più concentrato geograficamente rispetto al petrolio o al gas naturale. Ad esempio, il cobalto viene estratto prevalentemente dalla Repubblica Democratica del Congo e purtroppo si tratta in gran parte di estrazione artigianale, ossia attività estrattive non ufficiali realizzate con scarsa tecnologia o macchinari ridotti al minimo. Inoltre, la Cina controlla la lavorazione di molti materiali legati alla transizione energetica e in questi anni si è appurato come non sempre essa sia affidabile a garantire la provenienza dei suoi materiali. Per questo motivo, quando si investe in questo settore è essenziale avere una strategia in grado di affrontare questi possibili problemi".

Ciò ha chiamato anche a risposte di politiche industriali da parte delle superpotenze. "La posizione dominante della Cina nel settore delle batterie per veicoli elettrici, dei pannelli solari, delle terre rare e dei componenti per le turbine eoliche ha agito da catalizzatore nella modifica della politica industriale. L'Inflation Reduction Act statunitense è un esempio lampante di questo cambiamento, voluto per costruire catene di approvvigionamento resilienti a livello locale in una serie di aree strategiche, tra cui alcuni settori della transizione energetica".

L'Europa ha annunciato una strategia per avere almeno una quota di produzione locale ma per l'esperto - anche in considerazione delle politiche sulle emissioni e sul comparto auto - "dovrà sicuramente incentivare l’avvio di filiere locali che vadano dalla “produzione” di materie prime, alla lavorazione di questi minerali fino alla lavorazione dei prodotti finiti". Sviluppare le risorse naturali locali è complesso: "Un esempio, la Serbia ha recentemente bloccato i piani per la costruzione della più grande miniera di litio d'Europa. I tempi e gli oneri amministrativi per la concessione dei permessi minerari e la costruzione delle miniere in Europa sono poi gli ostacoli principali".