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Von der Leyen avverte la Cina: "Nuovi accordi su capitali e terre rare"

(ansa)
La presidente della Commissione europea cerca di chiarire le relazioni tra l’Unione e il “Dragone” alla vigilia del viaggio con il presidente francese Macron
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BRUXELLES - La Cina sta diventando sempre più aggressiva, ha una tendenza egemonica ma l’Europa non può interrompere i rapporti. I rapporti commerciali con Pechino sono fondamentali. Soprattutto in relazione alla produzione di nuove tecnologie. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, cerca di chiarire le relazioni tra l’Unione e il “Dragone” alla vigilia del viaggio con il presidente francese Macron, programmato per la prossima settimana.

"Il nostro rapporto con la Cina - ha spiegato - è uno dei più intricati e importanti al mondo" ma "non è percorribile sganciarsi". Semmai l’obiettivo è abbassare i rischi di conflitto. E in questo senso sarà fondamentale "i…

BRUXELLES - La Cina sta diventando sempre più aggressiva, ha una tendenza egemonica ma l’Europa non può interrompere i rapporti. I rapporti commerciali con Pechino sono fondamentali. Soprattutto in relazione alla produzione di nuove tecnologie. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, cerca di chiarire le relazioni tra l’Unione e il “Dragone” alla vigilia del viaggio con il presidente francese Macron, programmato per la prossima settimana.

"Il nostro rapporto con la Cina - ha spiegato - è uno dei più intricati e importanti al mondo" ma "non è percorribile sganciarsi". Semmai l’obiettivo è abbassare i rischi di conflitto. E in questo senso sarà fondamentale "il modo in cui la Cina continuerà a interagire con la guerra di Putin". Nessuno però può nascondere che la situazione sia cambiata rispetto a pochi anni fa. Quindi va modificato anche l’Accordo Ue-Cina sugli investimenti, "sulla base della trasparenza, della prevedibilità e della reciprocità". E soprattutto della "sicurezza", pure sul piano militare.

Bisogna poi tenere presente che la Cina fornisce al Vecchio Continente il 98% delle terre rare, il 93% del magnesio e il 97% del litio. Uno squilibrio che va preso in considerazione ma anche corretto. Anche perché, avverte la responsabile dell’esecutivo europeo, "si prevede che la produzione di batterie che alimentano i nostri veicoli elettrici farà aumentare la domanda di litio di 17 volte entro il 2050".

Per gli stessi motivi, la Commissione presenterà entro l’anno una nuova Strategia per la sicurezza economica. L’obiettivo sarà quello di "garantire che capitali, competenze e conoscenze delle nostre società non vengano utilizzate per migliorare le capacità militari e di intelligence dei rivali sistemici" come la Cina. Dovrebbe riguardare gli investimenti "in uscita" e "un piccolo numero di tecnologie sensibili".

Ovviamente si tratta di una programmazione che si interseca decisamente con quel che sta avvenendo in Ucraina. Il governo cinese, infatti, mantiene la sua "amicizia senza limiti" con la Russia di Putin. Ma i rapporti adesso sono diversi: "È chiaro che XI vede la debolezza del Cremlino come un modo per aumentare la sua influenza sulla Russia. Ed è chiaro che l’equilibrio di potere - che per gran parte del secolo scorso ha favorito la Russia - si è ora invertito". Si tratta di un cambiamento epocale. E l’obiettivo di Pechino adesso sta diventando sempre più evidente: "Il loro raggio d’azione si estende a tutti i continenti e alle istituzioni globali, e le loro ambizioni sono ancora più grandi. Xi vuole essenzialmente che la Cina diventi la nazione più potente del mondo".


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