Ispettori e consulenti, conflitto al ministero del Lavoro
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - Bufera sul ministero del Lavoro per il doppio protocollo d'intesa firmato il 29 marzo da Paolo Pennesi, direttore dell'Ispettorato nazionale del lavoro da fine dicembre, e Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro dal 18 novembre, nominato in sostituzione della moglie Marina Elvira Calderone, diventata nel frattempo ministra del Lavoro nel governo Meloni.
Entrambi gli enti - Ispettorato e Ordine - sono vigilati dal ministero del Lavoro. Paolo Pennesi, già direttore dell'Ispettorato tra 2015 e 2018, è stato per un periodo - dal primo marzo 2019 al 28 febbraio 2020 - anche direttore generale del Consiglio nazionale dei Consulenti. Ma l'evidente conflitto di interessi tra cariche intrecciate è solo una parte del polverone alzato dai nuovi protocolli del 29 marzo.
I due protocolli nella bufera
Un primo protocollo rinnova l'Asse.co, l'Asseverazione di conformità che i consulent…
ROMA - Bufera sul ministero del Lavoro per il doppio protocollo d'intesa firmato il 29 marzo da Paolo Pennesi, direttore dell'Ispettorato nazionale del lavoro da fine dicembre, e Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro dal 18 novembre, nominato in sostituzione della moglie Marina Elvira Calderone, diventata nel frattempo ministra del Lavoro nel governo Meloni.
Entrambi gli enti - Ispettorato e Ordine - sono vigilati dal ministero del Lavoro. Paolo Pennesi, già direttore dell'Ispettorato tra 2015 e 2018, è stato per un periodo - dal primo marzo 2019 al 28 febbraio 2020 - anche direttore generale del Consiglio nazionale dei Consulenti. Ma l'evidente conflitto di interessi tra cariche intrecciate è solo una parte del polverone alzato dai nuovi protocolli del 29 marzo.
I due protocolli nella bufera
Un primo protocollo rinnova l'Asse.co, l'Asseverazione di conformità che i consulenti possono rilasciare alle aziende che lo richiedono: una sorta di bollino che accerta la regolarità retributiva e contributiva, il rispetto del contratto nazionale. L'Asse.co vale un anno, è stata istituita nel 2014 dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Il protocollo del 2016 è stato firmato da Pennesi, allora a capo dell'Ispettorato, e da Calderone, all'epoca a capo dei consulenti. Così pure nel 2018, stesse firme. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando nel 2021 non ha voluto rinnovare il protocollo: all'Ispettorato c'era Bruno Giordano, poi cacciato per rimettere Pennesi e riportare l'Ispettorato dentro il ministero, come direzione generale.
A destare lo sconcerto di Pd, M5S, Cgil e Uil è il combinato disposto dell'Asse.co con il secondo protocollo del 29 marzo. Quello che di fatto crea una corsia preferenziale, in via esclusiva, per i soli consulenti - senza coinvolgere altri professionisti - nelle ispezioni, concentrate nelle aziende prive di bollino (che di fatto viene incentivato, per non avere controlli) e alla presenza del consulente. Il consulente diventa quasi il braccio destro dell'ispettore, quando le due figure sono su sponde opposte: vigilante e vigilato.
Le reazioni
Maurizio Landini (Cgil), parla di "privatizzazione delle attività di controllo, un gravissimo attacco all'autonomia degli ispettori e un totale depotenziamento della loro funzione". Ivana Veronese (Uil) si chiede "se i consulenti segnaleranno all'Ispettorato anche le imprese da loro assistite che applicano i contratti pirata". Andrea Orlando (Pd) dice che "si consegna a soggetti privati la tutela della legge". Ma per il ministero del Lavoro "i protocolli non introducono novità: ribadiscono iniziative in corso da anni". E per il sottosegretario leghista Claudio Durigon "non c'è conflitto di interessi e contro Calderone è in atto una campagna denigratoria".