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Codice appalti, retromarcia del governo: torna l'obbligo di assumere giovani e donne

La manifestazione degli edili di Cgil e Uil di sabato primo aprile (ansa)
L'esecutivo si era limitato ad una mera facoltà, tradendo i principi della delega Draghi. Nel testo pubblicato in Gazzetta ufficiale la correzione: torna il vincolo
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ROMA - Il governo Meloni fa retromarcia sulla clausola per incentivare l'occupazione di donne, giovani e disabili negli appalti pubblici. Il nuovo Codice degli appalti aveva inizialmente scritto che "le stazioni appaltanti possono prevedere" queste clausole. Ma il testo poi finito in Gazzetta ufficiale, dopo le polemiche soprattutto del Pd, ha corretto quella possibilità in obbligo: "Le stazioni appaltanti prevedono".

Ecco dunque che lo spirito della legge delega del governo Draghi torna ad essere rispettato: "Previsione dell'obbligo", c'era scritto nella legge 78 del 2022. Previsione poi piventata solo una facoltà con il governo Meloni e ora tornata ad essere un obbligo. Questo significa - si legge nell'allegato al nuovo Codice degli appalti - che la stazione appaltante (chi fa l'appalto) deve prevedere nei bandi, negli avvisi o negli inviti una riserva del 30% almeno di assunzioni per under 36 e donne, a meno di circos…

ROMA - Il governo Meloni fa retromarcia sulla clausola per incentivare l'occupazione di donne, giovani e disabili negli appalti pubblici. Il nuovo Codice degli appalti aveva inizialmente scritto che "le stazioni appaltanti possono prevedere" queste clausole. Ma il testo poi finito in Gazzetta ufficiale, dopo le polemiche soprattutto del Pd, ha corretto quella possibilità in obbligo: "Le stazioni appaltanti prevedono".

Ecco dunque che lo spirito della legge delega del governo Draghi torna ad essere rispettato: "Previsione dell'obbligo", c'era scritto nella legge 78 del 2022. Previsione poi piventata solo una facoltà con il governo Meloni e ora tornata ad essere un obbligo. Questo significa - si legge nell'allegato al nuovo Codice degli appalti - che la stazione appaltante (chi fa l'appalto) deve prevedere nei bandi, negli avvisi o negli inviti una riserva del 30% almeno di assunzioni per under 36 e donne, a meno di circostanze (da motivare) che lo impediscano.

Cos'è la riserva di posti per giovani, donne e disabili?

La legge delega di Draghi prevedeva l'obbligo, per le stazioni appaltanti, di inserire nei bandi di gara, negli avvisi o negli inviti, "specifiche clausole sociali" per promuovere "meccanismi e strumenti anche di premialità" a favore dell'occupazione di giovani, donne, disabili o categorie svantaggiate. Queste clausole erano requisiti "necessari" dell'offerta, senza i quali l'impresa non poteva aspirare a un appalto pubblico. Il governo Meloni ha cambiato l'obbligo in facoltà: "Le stazioni appaltanti possono prevedere", dice il testo ancora non pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ma sul punto, anche per le critiche dell'opposizione (Pd e Iv su tutti), la discussione a Palazzo Chigi è ancora aperta.

Ma che fine fa il bollino rosa?

Il bollino rosa, la certificazione della parità di genere nelle aziende, rimane anche nel nuovo Codice degli appalti. La certificazione è stata inserita nel Codice per le pari opportunità del 2006 con la legge 162 del 2021. Si tratta di un'attestazione conforme allo standard Uni, rilasciata da organismi accreditati, che misura l'efficacia di politiche e misure concrete adottate per "ridurre il divario di genere in relazione alle opportunità di crescita in azienda, alla parità salariale e parità di mansioni, alle politiche di gestione delle differenze di genere e alla tutela della maternità". Per la valutazione, vengono usati indicatori suddivisi in sei aree (tra cui cultura e strategia, governance, equità remunerativa per genere, tutela della genitorialità ecc.). Il bollino rosa può essere abbinato a sgravi o premialità per le aziende che ce l'hanno.