Il Buy Now Pay Later resiste al rialzo dei tassi. Mancini (Scalapay): "Per noi anche opportunità"
di Flavio Bini , di Flavio BiniMILANO - Acquisti frazionati attraverso il Buy Now Pay Later, ma non solo. Scalapay, prima ex startup made in Italy a guadagnarsi il titolo di unicorno, cioè società da un miliardo di dollari di valutazione, non guarda con preoccupazione al contesto di mercato segnato dal robusto rialzo dei tassi ma in prospettiva si prepara ad allargare sempre di più il proprio business anche oltre il BNPL. Lo strumento con cui si sono imposti sul mercato, l'acquisto a tre rate senza interessi con rimborso entro due mesi, oggi è sempre più affollato di competitor, con Apple che ha appena lanciato il servizio negli Stati Uniti ed è messo a dura prova dall'aumento del costo del denaro a livello mondiale, come dimostrano i massicci licenziamenti dello scorso anno a Klarna, uno dei principali player mondiali del settore.
Gli spazi aperti dall'e-commerce
L'azienda ha fatto il punto sul proprio business presentando oggi a Milano un report sul e-co…
MILANO - Acquisti frazionati attraverso il Buy Now Pay Later, ma non solo. Scalapay, prima ex startup made in Italy a guadagnarsi il titolo di unicorno, cioè società da un miliardo di dollari di valutazione, non guarda con preoccupazione al contesto di mercato segnato dal robusto rialzo dei tassi ma in prospettiva si prepara ad allargare sempre di più il proprio business anche oltre il BNPL. Lo strumento con cui si sono imposti sul mercato, l'acquisto a tre rate senza interessi con rimborso entro due mesi, oggi è sempre più affollato di competitor, con Apple che ha appena lanciato il servizio negli Stati Uniti ed è messo a dura prova dall'aumento del costo del denaro a livello mondiale, come dimostrano i massicci licenziamenti dello scorso anno a Klarna, uno dei principali player mondiali del settore.
Gli spazi aperti dall'e-commerce
L'azienda ha fatto il punto sul proprio business presentando oggi a Milano un report sul e-commerce con un focus dedicato al commercio elettronico. Un bacino, quello dell'e-commerce, che continua a crescere a doppia cifra e senza segnali di rallentamento e che nel 2022 ha raggiunto 5542 miliardi di euro a livello globale come volume complessivo di vendite. L'obiettivo è cercare di cogliere da questo mercato quante opportunità possibili. Da questo punto di vista, sottolinea lo studio, il BNPL oggi contribuirebbe con un aumento del 48% del valore medio degli ordini, dell'11% del tasso di conversione (cioè gli utenti che scelgono di perfezionare l'acquisto del prodotto che visionano). In prospettiva però l'azienda vuole come detto spingersi oltre il solo Buy Now Pay later, consolidandosi sempre di più anche come strumento per autenticarsi più velocemente attraverso i siti di e-commerce e velocizzare i tempi di check-out. Anche alla luce del fatto che, evidenzia il report, il 21% degli utenti europei abbandona un acquisto se il tempo di check out è più lungo di un minuto.
Il Bnpl resiste alla prova dei tassi
I dati del report mostrano che dal 2020 al 2024, in Europa la quota di acquisti completata attraverso il BNPL dovrebbe crescere dall' 8% al 14%. A livello mondiale il mercato del Buy Now Pay Later dovrebbe salire dai 34 miliardi del 2018 ai 300 del 2023 con una prospettiva di arrivare a 576 miliardi nel 2026. In Italia il voluime dele transazioni BNPL è salita dai 632 milioni del 2019 ai 1890 del 2022, puntando a quota 3 miliardi nel 2026.
(Fonte: Italy Buy Now Pay Later Market 2022 - Reseacrh and Markets, aAugust 2022)
Il ceo Mancini: "Anche opportunità dal rialzo dei tassi"
Il business però non può non tenere conto delle mutate condizioni di mercato. Da una parte una inflazione sempre più alta che ha ridotto il potere di acquisto delle famiglie, dall'altra l'aumento dei tassi, fattore non indifferente per un'azienda che in sostanza si fa carico di un debito, quello relativo all'acquisto, facendo credito a chi acquista senza applicare alcun interesse. "Abbiamo risposto per tempo con l'utilizzo di strumenti derivati grazie al nostro tesoriere Massimiliano Sinagra, che viene da Unicredit", spiega il Ceo Simone Mancini. "Abbiamo un'esposizione limitata e siamo coperti anche con l'aumento dei tassi fino al 6%".
Il manager però vede anche delle opportunità da questa fase di iper restringimento della politica monetaria. "Quello che osserviamo in tutti i mercati è un allentamento del credito da parte delle banche e questo offre più opportunità a noi per offrire i nostri servizi. Inoltre è interessante quello che abbiamo visto in Grecia, dove i negozianti sono stati disponibili a pagare commissioni più alte per il nostro strumento, proprio per garantire più possibilità di acquisto". Nel complesso, evidenzia Mancini, "siamo stato fortunati a raccogliere denaro al momento giusto e ora il nostro fabbisogno di debito è minimo".
Quanto all'effetto del caro vita sul volume di acquisti e su possibili aumenti di insolvenze, "non abbiamo osservato calo sui rimborsi", ha spiegato il Ceo, aggiungendo che il numero di clienti che non restituisce tutto "resta sotto l’1%". Nel complesso, aggiunge Mancini, "è cambiata la distribuzione delle spese ma non il dato complessivo, con aree come quella del turismo che ha registrato anzi un forte incremento".