Ubs, il ceo uscente Hamers rassicura gli azionisti dopo le nozze con Credit Suisse: "La nuova banca sarà ancora più forte"
di Franco Zantonelli , di Franco Zantonelli"L'integrazione tra Ubs e Credit Suisse comporterà uno sforzo erculeo", ha detto stamane Marlene Amstad, presidente della Finma, equivalente svizzero di Consob, non immune a critiche per un ruolo di vigilanza ritenuto non impeccabile, durante le traversie sfociate, il 19 marzo scorso, nel tracollo della seconda banca elvetica per importanza. Parole non propriamente beneauguranti anche perché pronunciate in contemporanea con l'assemblea degli azionisti di Ubs, tenutasi oggi nel complesso multifunzionale St.-Jakob-Halle di Basilea, all'indomani di quella tumultuosa, anche perché forzatamente l'ultima dopo il naufragio, 17 giorni fa, di Credit Suisse, la cui fine è stata associata a quella della Costa Concordia.
"L'integrazione tra Ubs e Credit Suisse comporterà uno sforzo erculeo", ha detto stamane Marlene Amstad, presidente della Finma, equivalente svizzero di Consob, non immune a critiche per un ruolo di vigilanza ritenuto non impeccabile, durante le traversie sfociate, il 19 marzo scorso, nel tracollo della seconda banca elvetica per importanza. Parole non propriamente beneauguranti anche perché pronunciate in contemporanea con l'assemblea degli azionisti di Ubs, tenutasi oggi nel complesso multifunzionale St.-Jakob-Halle di Basilea, all'indomani di quella tumultuosa, anche perché forzatamente l'ultima dopo il naufragio, 17 giorni fa, di Credit Suisse, la cui fine è stata associata a quella della Costa Concordia.
Il CEO dimissionario di Ubs, l'olandese Ralph Hamers, che da domani verrà sostituito da Sergio Ermotti, assente all'assemblea, ha avuto parole rassicuranti per i 1128 azionisti convenuti a Basilea, sottolieando le opportunità offerte dalla fusione tra i due colossi bancari. "Ubs- ha detto Hamers -sarà ancora più forte, visto che sta per diventare una banca con 5000 miliardi di dollari di patrimoni in gestione". Ubs che è in gran forma, avendo chiuso il 2022 con 7,6 miliardi di dollari di utile netto, contro i 7,9 miliardi di dollari di perdite di Credit Suisse. Resta, insomma, da capire se l'assimilazione di un partner così malcolncio, nonostante la garanzia di oltre 100 miliardi offerta dalla Banca Nazionale Svizzera, non rischi di far naufragare la sin qui più importante fusione mondiale di due banche sistemiche.
"Il marchio Credit Suisse resterà, per l'integrazione serviranno 3-4 anni"
"Per il momento- ha spiegato il presidente del CDA di Ubs, l'irlandese Colm Kelleher -il marchio Credit Suisse rimarrà e l'integrazione richiederà dai 3 ai 4 anni". Anche perché necessita di non pochi passaggi, oltre che dell'avallo delle autorità statunitensi e britanniche che, tuttavia, non dovrebbe mancare, considerato che, da Washington e Londra, erano giunte pressioni al Governo svizzero perché salvasse la banca in difficoltà. Comunque sia gli azionisti presenti a Basilea nulla hanno potuto decidere relativamente a Credit Suisse, essendo stata la sua operazione di salvataggio orchestrata, sopra le loro teste, dalle autorità di Berna. Si è discusso, piuttosto, delle importanti perdite di posti di lavoro, previste in seguito alla fusione. Si parla di circa il 30% dei 120 mila dipendenti impiegati, attualmente, dai due istituti. Il vice-presidente di Ubs, Lukas Gähwiler, pur rifiutandosi di anticipare cifre, ha però dichiarato che "l'integrazione delle due banche richiede un numero maggiore e non minore di persone nel breve termine".
Lo stesso Gähwiler, rispondendo alle proccupazioni di Vincent Kaufmann della fondazione Ethos, secondo cui la nuova banca sarebbe troppo grande per la Svizzera, ha argomentato affermando che se nel 2006 i loro bilanci equivalevano a 7 volte il PIL elvetico, oggi la proporzione è scesa a 2 volte. I lavori sono terminati nel primo pomeriggio, con l'approvazione di tutti i temi all'ordine del giorno e con gli azionisti presenti per nulla bellicosi, come lo erano stati martedì quelli di Credit Suisse. Al momento della chiusura dell'assemblea l'azione di Ubs era in lieve calo e quella di Credit Suisse in leggero apprezzamento. A fusione conclusa rimarranno, tuttavia, quotate solo quelle della prima banca.