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Tra incertezze e violenza economica l'Italia non è un Paese per "donne e finanza"

I dati dell'Osservatorio Flowe sull'educazione finanziaria delle donne in Italia. Una su due non sembra interessata a Borsa e mercati, anche se spesso è solo questione di "fin - ansia".  E se gli uomini tendono a sovrastimare le proprie competenze adottando comportamenti più rischiosi il popolo femminile è più insicuro e adotta scelte più prudenti
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Roberta ha investito recentemente i suoi risparmi ma le montagne russe della borsa per ora le stanno regalando solo notti insonni. Francesca vorrebbe investire i ricavi della vendita di una casa di famiglia ma il marito glielo impedisce. Diana voleva comprare Btp Italia ma all'ultimo si è spaventata. Cosa hanno in comune? Un rapporto difficile: quello tra donne italiane e finanza. Più esattamente sembra che il popolo femminile si suddivida in due categorie. Le ansiose che sudano freddo, al sol pensiero di azioni, tassi di interesse e microcredito, e le vittime di una sorta di "violenza economica".

Donne e fin-ansia

 

Le prime vengono fotografate dall'Osservatorio Flowe sull'educazione finanziaria delle donne in Italia, realizzato con la consulenza di AstraRicerche e la collaborazione del laboratorio di psicologia LIFE dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Mi…

Roberta ha investito recentemente i suoi risparmi ma le montagne russe della borsa per ora le stanno regalando solo notti insonni. Francesca vorrebbe investire i ricavi della vendita di una casa di famiglia ma il marito glielo impedisce. Diana voleva comprare Btp Italia ma all'ultimo si è spaventata. Cosa hanno in comune? Un rapporto difficile: quello tra donne italiane e finanza. Più esattamente sembra che il popolo femminile si suddivida in due categorie. Le ansiose che sudano freddo, al sol pensiero di azioni, tassi di interesse e microcredito, e le vittime di una sorta di "violenza economica".

Donne e fin-ansia

 

Le prime vengono fotografate dall'Osservatorio Flowe sull'educazione finanziaria delle donne in Italia, realizzato con la consulenza di AstraRicerche e la collaborazione del laboratorio di psicologia LIFE dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Spiega  Ivan Mazzoleni, ceo di Flowe (banca digitale ed ecologica, BCorp e Carbon Neutral) "In un contesto complessivo di analfabetizzazione finanziaria che accomuna tutti gli italiani, si evidenzia come quasi una donna su due (il 42% ) non sia interessata al mondo finanziario". Di più. Secondo Mazzoleni: "Spesso succede che gli uomini si sovrastimano e quindi sono più propensi al rischio, mentre le donne credono poco in se stesse e lasciano i risparmi in banca, addirittura il 60%  sembra non avere sicurezza nelle proprie abilità di gestione delle finanze, le donne si indebitano solo in piccola misura vivendo eventuali debiti con particolare ansia". Risultato? "Metà dei nostri soldi non partecipano al capitale del sistema Paese e rendono la borsa di Milano molto più piccola rispetto a quelle del resto del mondo, la metà delle donne non ha mai fatto un investimento e la situazione peggiora quando si parla di strumenti nuovi come le cripto e EFT".

C'è per fortuna una eccezione. Ed è quella delle giovani. "Una buona parte (64%) delle ragazze tra i 25 e i 34 anni si proclama interessata. Quando si informano, lo fanno per esigenze specifiche, rivolgendosi quindi ad esperti come banche e agenzie specializzate".  Le note diventano più dolenti quando si scende nello specifico: " In poche conoscono gli strumenti più evoluti, come azioni (30,7%), titoli di stato (28%) e microcredito (25,7%). Una "verifica" ulteriore sulla comprensione di tassi di interesse, inflazione, potere di acquisto e diversificazione del rischio e del rapporto rischio-rendimento ha evidenziato come se metà delle donne sa mediamente come rispondere, il 27%, ha ancora una conoscenza bassa o nulla".  

Decide il partner

Aggiunge Paola Iannello, docente di psicologia dell'Università Cattolica e coordinatrice del Laboratorio LIFE: "Il basso livello di conoscenza e di interesse verso le tematiche finanziarie, uniti a una scarsa fiducia nelle proprie competenze finanziarie possono essere alla base della tendenza delle donne a fare affidamento ad altri nel prendere le proprie decisioni finanziarie. Se è vero che non sempre si può parlare di un atteggiamento di totale delega al proprio partner, per lo più la decisione finale viene presa dal compagno. Si instaura così una sorta di circolo vizioso in cui non sentendosi investita della responsabilità finale delle proprie decisioni finanziarie, la donna difficilmente è portata a sviluppare interesse verso le questioni finanziarie, piuttosto tende a disinteressarsene, a prendere le distanze da un ambito che sente lontano dalla propria sfera di competenza.

Questi dati ci dicono che, purtroppo, la società in cui viviamo è ancora pregna di stereotipi che rendono difficile il connubio tra donne e denaro. Fin quando continuerà a passare il concetto che la gestione delle finanze sia un compito prettamente maschile, le donne avranno meno possibilità di imparare competenze essenziali e continueranno a svolgere ruoli marginali quando si parla di denaro".

La violenza economica

Ma c'è di peggio della poca consapevolezza su bond e affini. Ed è una forma di diffidenza così marcata verso le quote rosa della famiglia che si è meritata il soprannome di "violenza economica".  Secondo un'indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat, in Italia ne sono vittime quasi 20 mila donne. Cosa succede nelle case delle italiane? Mogli, sorelle e fidanzate vorrebbero colmare le loro lacune nell'ambito della finanza personale ma non possono farlo perché il partner impedisce che si interessino di finanza. L'indagine di Facile.it ha anche messo in luce come ben due italiane su tre (67,3%) si sentano poco o per nulla preparate sui temi della finanza personale e nonostante 1,4 milioni di donne abbiano dichiarato di voler migliorare, non sempre è possibile. Di più. La principale fonte di preparazione sulle tematiche della finanza è l'autoapprendimento tanto che il 57% delle ragazze di ogni età si sono documentate da sole leggendo giornali o navigando in rete. Per il 23% sono state importanti le esperienze lavorative, segue la scuola (12%) mentre solo un 5% ha avuto un aiuto in famiglia dal partner.

Finanza personale, questa sonosciuta

Cosa succede, infine,  quando si indaga su termini specifici legati al mondo della finanza personale?  Se la maggior parte delle donne intervistate ha dichiarato di conoscere termini generici basilari, come ad esempio mutuo a tasso fisso (67,5%), mutuo a tasso variabile (63,2%) o prestito personale (63,3%), la situazione peggiora quando si tenta di approfondire. Il 76% non saprebbe spiegare il significato di TAN e il 72% ignora anche cosa sia il TAEG. In ambito assicurativo, invece, una rispondente su due non sa cosa sia la franchigia, mentre il 66% non conosce il significato di massimale. Il che ha ricadute anche sul quotidiano:  "La conoscenza in ambito di finanza personale è un elemento fondamentale per una gestione corretta del budget familiare e per poter risparmiare", spiega Edith Macaluso, Finance Director di Facile.it. "Se è vero che oggi esistono diversi strumenti, online e no, che aiutano i consumatori a trovare soluzioni per ridurre i costi, è comunque importante avere competenze di base almeno sulle principali voci di spesa domestica, così da fare scelte consapevoli".