Dollaro debole e timori di recessione: ecco perché l'oro ha sfondato 2mila dollari
di Raffaele Ricciardi , di Raffaele RicciardiMILANO - Dollaro indebolito, timori per la situazione finanziaria globale dopo la crisi di alcune banche, la spia che forse la Fed potrebbe rallentare i rialzi dei tassi nonostante la lotta all'inflazione non abbia ancora dato un esito definitivo. Ci sono diverse ragioni dietro il picco dell'oro, che ha superato la soglia psicologica di 2mila dollari all'oncia portandosi ai massimi degli ultimi tredici mesi. E secondo gli analisti la corsa del lingotto potrebbe non fermarsi qui, ma andare avanti fino a sfiorare i massimi storici.
I dubbi sui tassi della Fed
Solo ieri, commentando l'andamento quotidiano dei mercati, l'analista di Oanda, Craig Erlam, in una nota rimarcava come gli attuali livelli sono il "segno che i trader non si stanno allontanando dall'opinione che i tassi d'interesse statunitensi sono al loro picco, o vicini ad esso, e si aspettano che scendano quest'anno". In effetti la spinta al lingotto è arrivata, martedì…
MILANO - Dollaro indebolito, timori per la situazione finanziaria globale dopo la crisi di alcune banche, la spia che forse la Fed potrebbe rallentare i rialzi dei tassi nonostante la lotta all'inflazione non abbia ancora dato un esito definitivo. Ci sono diverse ragioni dietro il picco dell'oro, che ha superato la soglia psicologica di 2mila dollari all'oncia portandosi ai massimi degli ultimi tredici mesi. E secondo gli analisti la corsa del lingotto potrebbe non fermarsi qui, ma andare avanti fino a sfiorare i massimi storici.
I dubbi sui tassi della Fed
Solo ieri, commentando l'andamento quotidiano dei mercati, l'analista di Oanda, Craig Erlam, in una nota rimarcava come gli attuali livelli sono il "segno che i trader non si stanno allontanando dall'opinione che i tassi d'interesse statunitensi sono al loro picco, o vicini ad esso, e si aspettano che scendano quest'anno". In effetti la spinta al lingotto è arrivata, martedì, quando è emerso che per la prima volta da maggio 2021 le offerte di lavoro negli Usa sono scese sotto i 10 milioni, a febbraio, segnalando un (seppur minimo) raffreddamento del mercato. Un antipasto del rapporto sul lavoro di venerdì, ma se questa è una spia dello scivolare della prima economia al mondo verso una recessione, la Banca centrale americana ne dovrà tenere conto. E quindi la forza dell'oro è in un certo senso una indicazione che la Fed potrebbe essere vicina alla fine della sua corsa a rialzare i tassi. E il superamento di 2mila dollari potrebbe portare il metallo giallo a "mettere a fuoco i massimi storici intorno a 2.070 dollari, ma ciò potrebbe dipendere da un ulteriore ridimensionamento delle aspettative sui tassi di interesse futuri e da una maggiore avversione al rischio nei mercati".
Visione confermata da quanto segnala questa mattina Ricardo Evangelista, analista di ActivTrades, secondo il quale si avvicinano i livelli dell'estate del 2020, quando le incertezze legate allo sviluppo della pandemia "avevano portato gli investitori verso il bene rifugio" per ecccellenza, appunto il longotto. "In questo caso la ragione sottostante all'ansia degli investitori può esser attribuita ai timori di un rallentamento economico. La crisi bancaria di marzo ha messo in evidenza l'impatto negativo che l'aggressiva restrizione monetaria da parte delle banche centrali sta avendo sull'economia reale". Nel menu delle incertezze che minano la fiducia è entrato anche il recente annuncio dell'Opec di tagliare la produzione di petrolio, che da una parte alimenta l'inflazione ma dall'altra accresce i punti di domanda sullo scenario.
Il ruolo del dollaro e la corsa dell'oro
In aggiunta alla percezione del metallo giallo come rifugio stabile in tempi volatili, "il prezzo dell'oro è spinto principalmente dai dubbi sulla forza del dollaro", ha diagnosticato David Lennox, analista della Fat Prophets di Sydney, alla Bloomberg. Dario Angelino, Senior strategist & Economic Analyst di Symphonia SGR, crede che "il movimento al rialzo" dell'oro "può rallentare ma le quotazioni rimarranno sostenute ora che lo stress bancario ha innescato una combinazione di tassi reali in ribasso e un dollaro debole".
Come investire sull'oro
Ma come si può posizionare un investitore individuale sul metallo giallo? "Gli ETF o ETC sul metallo fisico quotati sono uno strumento liquido e a basso costo da inserire in portafoglio in ottica di bene rifugio, anche se sono esposti al rischio di cambio euro/dollaro", dice Angelino. "Le società aurifere sono un'alternativa più volatile e a "leva" sulle quotazioni dell'oro".