Pa, oltre 3 mila assunzioni, due terzi alle forze di sicurezza. Compensi su del 30% contro la fuga dei cervelli
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto per il rafforzamento della Pubblica amministrazione che prevede tra l'altro assunzioni per le forze di sicurezza. Quasi duemila assunzioni riguardano l'Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato, le Capitanerie di Porto e la Guardia Costiera. Sono circa due terzi delle oltre tremila assunzioni previste dal provvedimento. Il resto, circa mille, sono andate ai ministeri, che hanno subito una sforbiciata di 225 unità rispetto a quanto previsto nelle bozze circolate nei giorni scorsi.
A rimetterci è stato il ministero del Lavoro: le assunzioni saranno solo cinquanta. Solo, perché la bozza del decreto, fermata martedì da Palazzo Chigi, prevedeva un numero molto più generoso: 350. Ma il messaggio della premier Giorgia Meloni era stato chiaro: troppe richieste dai dicasteri. E per questo fonti della presidenza del Consiglio si erano affrettate a preci…
ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto per il rafforzamento della Pubblica amministrazione che prevede tra l'altro assunzioni per le forze di sicurezza. Quasi duemila assunzioni riguardano l'Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato, le Capitanerie di Porto e la Guardia Costiera. Sono circa due terzi delle oltre tremila assunzioni previste dal provvedimento. Il resto, circa mille, sono andate ai ministeri, che hanno subito una sforbiciata di 225 unità rispetto a quanto previsto nelle bozze circolate nei giorni scorsi.
A rimetterci è stato il ministero del Lavoro: le assunzioni saranno solo cinquanta. Solo, perché la bozza del decreto, fermata martedì da Palazzo Chigi, prevedeva un numero molto più generoso: 350. Ma il messaggio della premier Giorgia Meloni era stato chiaro: troppe richieste dai dicasteri. E per questo fonti della presidenza del Consiglio si erano affrettate a precisare che i numeri sarebbero stati "fortemente ridimensionati", con l'ipotesi di far slittare il via libera al decreto nel corso della riunione del Consiglio dei ministri. Poi mercoledì il decreto è stato inserito nell'ordine del giorno del Cdm; il testo arrivato giovedì mattina sul tavolo del Preconsiglio ha dato forma a un piccolo ridimensionamento, poi confermato dai ministri. Una sfoltita più che un intervento con l'accetta: il taglio è stato di 225 unità.
Le assunzioni
I numeri, dunque. La versione contestata da Palazzo Chigi prevedeva in tutto 3.250 assunzioni, di cui 1.190 solo nei ministeri e nelle strutture della presidenza del Consiglio. Nella stessa tabella erano incluse anche l'Avvocatura dello Stato, l'Agenas (l'Agenzia per i servizi sanitari regionali) e l'Anvur (l'Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca). Il conto saliva a 1.377 assunzioni. Aggiungendo le assunzioni per le forze dell'ordine e di sicurezza, dai Vigili del Fuoco alla Guarda Costiera, il totale era pari a 3.250. Poi il taglio, con le assunzioni nei ministeri e nelle Agenzie che sono passate da 1.377 a 1.057. Quelle per le forze dell'ordine e di sicurezza sono risultate in tutto 1.968. La tabella che racchiude tutti i numeri definitivi, approvati dal Cdm, riporta 3.025 assunzioni.
Stipendi più alti per trattenere i ricercatori in Italia
Nel decreto trova spazio anche una norma, voluta dalla ministra per l'Università Anna Maria Bernini, per incentivare i ricercatori di alto profilo a restare in Italia o a richiamarli dall'estero, come ad esempio i vincitori dei progetti Gant Horizon e Marie Curie. Il testo prevede l'aumento del compenso, fino al 30%, per i ricercatori che vincono finanziamenti di ricerca. Ad oggi i vincitori di Gant possono decidere di svolgere il proprio progetto di ricerca altrove, lasciando il proprio istituto di provenienza e portando con sè la dote finanziaria.
Stop al ritorno dei pensionati
Soppressa la misura per il ritorno dei pensionati nella Pubblica amministrazione. Le bozze degli scorsi giorni prevedevano la possibilità per le amministrazioni di conferire incarichi dirigenziali o direttivi al personale in quiescenza, con annessa retribuzione, per un massimo di due anni.
Il Formez sarà commissariato
Confermato il commissariamento del Formez, l'ente in house della Pubblica Amministrazione a cui è affidata la gestione di una fetta importante dei concorsi pubblici. Nella bozza si legge che il commissario straordinario sarà il Capo del Dipartimento della Funzione pubblica della presidenza del Consiglio dei ministri fino all'insediamento dei nuovi organi. Sarà il commissario, entro due mesi, a dover modificare lo statuto, il regolamento interno, ma anche l’organizzazione e la struttura interna "anche con riferimento alle nuove funzioni". I nuovi organi saranno ricostituiti entro un mese dall'entrata in vigore dello statuto.
L'Ispettorato nazionale del lavoro non sarà assorbito dal ministero
Martedì il ministero del Lavoro aveva precisato che l'assorbimento dell'Ispettorato nazionale del lavoro dentro al dicastero, riportato nero su bianco nella bozza datata 3 aprile, era una misura superata. L'ultimo testo conferma: non c'è più l'articolo che prevedeva di assegnare le competenze dell'Ispettorato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso una riorganizzazione in due dipartimenti denominati "Dipartimento per le politiche del lavoro e sociali" e "Dipartimento per le attività ispettive".
Il decreto contro la siccità
Dal Consiglio dei ministri è arrivato anche il via libera al decreto contro la siccità. Il provvedimento prevede uno snellimento delle procedure autorizzative e iter più veloci per la realizzazione delle infrastrutture idriche e per la sicurezza e la gestione degli invasi. Sarà una Cabina di regia, incardinata presso la presidenza del Consiglio dei ministri e presieduta da Matteo Salvini, in qualità di ministro delle Infrastrutture, a svolgere le funzioni di indirizzo, coordinamento e monitoraggio.
Si riunirà entro un mese per effettuare una ricognizione delle opere e degli interventi da realizzare con urgenza per far fronte nel breve termine alla crisi idrica. Sarà invece un Commissario straordinario nazionale a occuparsi dell'adozione di interventi urgenti: resterà in carico fino a fine anno (con la possibilità di una proroga fino al 31 dicembre 2024).