La Germania attacca sul debito: “Nel nuovo Patto di stabilità serve un taglio dell’1% all’anno”
di a cura della redazione EconomiaROMA - Germania contro Italia sulle nuove regole del Patto di Stabilità e sui salvataggi delle banche medio-piccole. Il governo Scholz invia due lettere di fuoco alla Commissione Ue. Nella prima di fatto boccia le ipotesi di Bruxelles sul nuovo Patto di Stabilità e Crescita che, dopo la pausa Covid, tornerà dal 2024 a scandire i conti pubblici dei Paesi Ue. Nella seconda, a firma del ministro delle Finanze Christian Lindner, chiede di non cambiare i requisti di favore degli schemi di salvataggio nazionali per gli istituti di credito di medie e piccole dimensioni, chiamati Ips e molto diffusi in Germania.
Il problema italiano del deficit e del debito
Ma perché queste due lettere mettono all'angolo l'Italia? Nella prima, quell…
ROMA - Germania contro Italia sulle nuove regole del Patto di Stabilità e sui salvataggi delle banche medio-piccole. Il governo Scholz invia due lettere di fuoco alla Commissione Ue. Nella prima di fatto boccia le ipotesi di Bruxelles sul nuovo Patto di Stabilità e Crescita che, dopo la pausa Covid, tornerà dal 2024 a scandire i conti pubblici dei Paesi Ue. Nella seconda, a firma del ministro delle Finanze Christian Lindner, chiede di non cambiare i requisti di favore degli schemi di salvataggio nazionali per gli istituti di credito di medie e piccole dimensioni, chiamati Ips e molto diffusi in Germania.
Il problema italiano del deficit e del debito
Ma perché queste due lettere mettono all'angolo l'Italia? Nella prima, quella sui conti pubblici, perché la Germania vuole regole molto stringenti sui Paesi ad alto debito pubblico come il nostro. I tedeschi chiedono quattro cose: una riduzione dell'1% all'anno del rapporto tra debito e Pil, una differenza tra crescita del Pil potenziale e della spesa pubblica dell'1% almeno all'anno, un saldo strutturale (saldo tra entrate e spese corretto per il ciclo economico e al netto degli aiuti una tantum) tra il - 0,5 e il - 1% del Pil e infine di mantenere invariata la procedura per disavanzo eccessivo, quando cioè il deficit supera il 3% del Pil.
La Commissione Ue guarda invece a una filosofia diversa dal passato quando contava solo il rispetto matematico del 3% di deficit e del 60% di debito sul Pil. L'idea è di concordare con ogni singolo Paese, sopratutto quelli ad alto debito come l'Italia, un percorso quadriennale (allungabile a sette anni) di crescita e di minore spesa, così da rendere il debito sostenibile. Una delle ipotesi sul tavolo è di aggiungere, come vincoli per i Paesi con deficit sopra il 3% e il debito sopra il 60% del Pil, la riduzione di uno 0,5% all'anno del debito e in ogni caso di un suo calo entro i primi quattro anni del nuovo Piano. Ma alla Germania non basta.
Il salvataggio delle banche
Per quanto riguarda le banche, l'Italia è in difficoltà perché non ha ratificato - unica in Ue - il Mes, il Fondo Salva Stati, che servirebbe anche a finanziare gli aiuti in caso di crisi di una o più banche dell'Eurozona. E la Germania (come Francia, Olanda e Paesi nordici) non vuole che le piccole banche italiane, in caso di dissesto, possano accedere al Fondo Ue di risoluzione. Mentre vuole proteggere i suoi schemi Ips dall'idea dell'Europa di accomunarli ai fondi nazionali di garanzia di depositi, con requisiti più alti sia di capitale che di liquidità.