PECHINO - Accoglienza da rockstar per Emmanuel Macron - anzi, Makelong come lo chiamano i cinesi, letteralmente “il cavallo che sconfigge il dragone” - a Canton. Dopo gli incontri con Xi Jinping a Pechino giovedì per parlare della guerra in Ucraina, i due leader si sono rivisti nella capitale del ricco Guangdong questa volta con un focus sulla cooperazione economica e commerciale.
Per il leader cinese il capo dell’Eliseo è l’interlocutore privilegiato per non perdere il grande mercato europeo - e viceversa - nella competizione con gli Stati Uniti, interessato a che l’Europa non segua Washington in restrizioni al commercio o negli investimenti. È raro che Xi incontri leader stranieri al di fuori di Pechino, il che sottolinea l’importanza della visita. La Cina ha superato ormai gli Usa come principale partner commerciale dell’Europa. E la Francia è il secondo esportatore europeo di beni in Cina, dopo la Germania. Pe…
PECHINO - Accoglienza da rockstar per Emmanuel Macron - anzi, Makelong come lo chiamano i cinesi, letteralmente “il cavallo che sconfigge il dragone” - a Canton. Dopo gli incontri con Xi Jinping a Pechino giovedì per parlare della guerra in Ucraina, i due leader si sono rivisti nella capitale del ricco Guangdong questa volta con un focus sulla cooperazione economica e commerciale.
Per il leader cinese il capo dell’Eliseo è l’interlocutore privilegiato per non perdere il grande mercato europeo - e viceversa - nella competizione con gli Stati Uniti, interessato a che l’Europa non segua Washington in restrizioni al commercio o negli investimenti. È raro che Xi incontri leader stranieri al di fuori di Pechino, il che sottolinea l’importanza della visita. La Cina ha superato ormai gli Usa come principale partner commerciale dell’Europa. E la Francia è il secondo esportatore europeo di beni in Cina, dopo la Germania. Per questo Xi corteggia Macron, nella speranza pure di riavviare l’Accordo Ue-Cina sugli investimenti che invece rimane lettera morta da due anni. Operazione difficile questa però visto che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha detto proprio durante la sua visita a Pechino che va “rivalutato”.
Di guerra si è comunque riparlato. Davanti ad un migliaio di studenti dell’Università Sun Yat-sen (senza Xi presente), Macron ha sottolineato che «è una chiara violazione del nostro diritto internazionale. È un Paese (la Russia, ndr) che decide di colonizzare il suo vicino, di non rispettare le regole». Nel comunicato congiunto rilasciato in serata passi avanti comunque non ce ne sono.
Cina e Francia hanno ribadito che bisogna «sostenere qualsiasi sforzo per riportare la pace», il no all’uso del nucleare e «garantire la sicurezza dell’impianto di Zaporizhzhia». Nel testo, però, non si menziona la Russia né la si condanna per la sua aggressione.
Con gli universitari Macron ha usato parole audaci quando ha detto loro di avere “spirito critico”. «È ciò che vi dà indipendenza. Una mente senza spirito critico non è libera, ma vittima della propaganda». Detto qui fa un certo effetto.
Con Xi hanno preso insieme il tè, visitato la residenza del governatore (dove visse il padre di Xi, leader qui alla fine degli anni ’70) e poi cenato assieme. Cooperazione economica al centro. Con Macron viaggiavano oltre 50 dirigenti d’azienda. Tanti gli accordi firmati. Oltre alla consegna di 160 aerei, Airbus ha deciso di raddoppiare la capacità produttiva in Cina, aggiungendo una seconda linea di assemblaggio nel suo impianto di Tianjin. Firmando anche un importante contratto per 50 elicotteri con la società cinese Gdat.
Gli accordi
Il gruppo francese Edf e quello cinese Cgn hanno rinnovato il loro accordo su progettazione, costruzione e gestione di centrali nucleari. L’industria suina francese ha ottenuto 15 nuove autorizzazioni per aumentare le esportazioni.
E si è parlato anche di cooperazione militare: il Teatro meridionale dell’Esercito “approfondirà il dialogo” con il comando Asia-Pacifico delle forze francesi. Un impegno che arriva nel mezzo delle tensioni tra Usa e Cina nel Pacifico. Prima di ripartire per Parigi, Macron ha incontrato i dirigenti del gruppo Wencan (specializzato nella produzione di parti in alluminio per l’industria automobilistica) e della Xtc (tra i leader nella produzione di materiali per batterie al litio utilizzate per i veicoli elettrici). Il cavallo non ha sconfitto il dragone. Ma, d’altronde, Macron non era venuto fin qui per questo.