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Superbonus, alleanza pubblico-privato per la "banca dei crediti": Artigiancassa e Intesa tra i possibili partner

(ansa)
Prende forma il veicolo che dovrebbe acquistare pacchetti di crediti da banche e grandi aziende. Apertura di Cdp. Poste si chiama fuori
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ROMA - L'aggregazione prende forma, spuntano i nomi dei primi soggetti interessati all'operazione. Un movimento che riguarda da vicino gli "esodati" del Superbonus, le imprese e le famiglie che non riescono a cedere i crediti generati dai bonus edilizi, legati ai lavori per l'efficientamento energetico di condomini e villette. Perché è dall'aggregazione di player privati e pubblici che dipende gran parte della soluzione al problema: sarà infatti il veicolo finanziario a cui daranno vita a dover sgonfiare la bolla da 19 miliardi di crediti incagliati. Dai tempi e dall'esito di questa operazione dipenderà il destino di molte imprese edili. Secondo l'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori edili, sono a rischio 15 mila cantieri di ristrutturazione di immobili in tutta Italia, oltre 32 mila imprese e 170 mila lavoratori, che raddoppiano se si considera anche l'indotto.

L'impianto della banca-veicolo, anticip…

ROMA - L'aggregazione prende forma, spuntano i nomi dei primi soggetti interessati all'operazione. Un movimento che riguarda da vicino gli "esodati" del Superbonus, le imprese e le famiglie che non riescono a cedere i crediti generati dai bonus edilizi, legati ai lavori per l'efficientamento energetico di condomini e villette. Perché è dall'aggregazione di player privati e pubblici che dipende gran parte della soluzione al problema: sarà infatti il veicolo finanziario a cui daranno vita a dover sgonfiare la bolla da 19 miliardi di crediti incagliati. Dai tempi e dall'esito di questa operazione dipenderà il destino di molte imprese edili. Secondo l'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori edili, sono a rischio 15 mila cantieri di ristrutturazione di immobili in tutta Italia, oltre 32 mila imprese e 170 mila lavoratori, che raddoppiano se si considera anche l'indotto.

L'impianto della banca-veicolo, anticipato da Repubblica, prevede un incastro tra diversi soggetti. Tra i privati potrebbe figurare Artigiancassa, la banca del gruppo Bnl-Paribas che eroga finanziamenti e credito agevolato agli artigiani e alle piccole e medie imprese. A essere coinvolta potrebbe essere anche Intesa Sanpaolo. Non è esclusa la partecipazione di altri istituti di credito, ma il puzzle è ancora in divenire. Chi non farà parte del veicolo sarà sicuramente Poste, che negli scorsi giorni ha manifestato in chiaro la sua posizione: "Non siamo coinvolti e non siamo interessati a questa piattaforma", ha dichiarato il condirettore generale Giuseppe Lasco. Fuori anche UniCredit, che il 3 aprile è ripartita con gli acquisti dei crediti fiscali tramite una società di cartolarizzazione del gruppo Ebs Finance, che li cederà successivamente a clienti terzi: la banca ha attivato un suo veicolo, al momento non è previsto che partecipi all'operazione che chiama in causa anche altri soggetti.

Fin qui i privati. Ma il veicolo coinvolgerà anche le partecipate pubbliche: il candidato in pole è Cassa depositi e prestiti. Le valutazioni sono ancora in corso, ma la settimana scorsa l'amministratore delegato Dario Scannapieco ha aperto alla soluzione di sistema: "Per il momento non siamo direttamente coinvolti in nessuna iniziativa, ma se ce n’è una di sistema che può dare una mano alla ripresa del Paese siamo disponibili a valutarla con serenità e obiettività". L'eventuale coinvolgimento di Cdp dovrà essere validato dal ministero dell'Economia; il via libera dovrà tenere conto anche degli eventuali rischi legati all'operazione. Al momento l'ipotesi di un ingresso di Cdp o di altre partecipate nel veicolo guarda alla parte equity, quella necessaria a dotare lo strumento del capitale necessario. In un primo schema, la struttura del veicolo prevederebbe una parte equity compresa tra il 10% e il 30%, mentre la parte debito è compresa in una forchetta che va dal 70% al 90%.

Ma cosa farà il veicolo? Sostanzialmente comprerà i pacchetti di crediti pluriennali dalle grandi aziende e dalle banche. Saranno crediti "buoni" perché gli operatori industriali e gli istituti dovranno, a monte, garantire ai cessionari successivi la bontà dei crediti attraverso una rigorosa analisi. Inoltre la banca-veicolo dovrà gestire e monitorare il plafond dei crediti che potranno essere ceduti ogni anno: per farlo sarà attivata una piattaforma di riferimento per l'acquisto e la cessione dei crediti. E si passa così alla seconda fase: i crediti saranno ceduti a imprese e istituzioni finanziarie che acquisteranno i pacchetti, anno per anno o in un'unica soluzione, in base alla propria capienza fiscale. Il vantaggio è quello di comprare, con un piccolo sconto, crediti fiscali certi, liquidi ed esigibili, che potranno essere utilizzati per compensare le imposte. Nell'operazione sarà coinvolta anche Enel X: la società, però, non farà parte del veicolo. Agirà invece a monte e a valle della catena: come cessionario, in contatto diretto con le imprese che possiedono i crediti, ma anche come utilizzatore finale del credito veicolato dal settore finanziario.

La soluzione dei crediti incagliati non è affidata solo al veicolo. Dopo una lunga moral suasion del Mef, molte banche e altri istituti finanziari hanno riattivato gli acquisti dei crediti. Poste ha annunciato la riapertura delle operazioni. UniCredit, come si diceva, è ripartita qualche giorno fa: l'ammontare complessivo del credito per ogni singola pratica deve essere superiore a 10 mila e inferiore a 60 mila euro, oltre al fatto che la pratica deve essere in possesso di tutta la documentazione richiesta nel corso dell'istruttoria, con asseverazioni, attestazioni e visto di conformità per tutte le tipologie di intervento, oltre che il codice univoco. "Questa iniziativa è solo l'ultima in ordine di tempo a testimoniare il sostegno costante che forniamo a individui e imprese impegnati a far prosperare la nostra economia", ha dichiarato l'amministratore delegato del gruppo Andrea Orcel. In campo anche Intesa. Grazie al modello sviluppato in collaborazione con Deloitte, il gruppo ha acquistato ad oggi oltre 16 miliardi di crediti fiscali, coprendo quasi il 50% del mercato degli acquisti degli intermediari finanziari. Ha sottoscritto contratti di ricessione per un controvalore di 6,5 miliardi, liberando capacità fiscale. Negli ultimi giorni ha annunciato nuovi contratti di ricessione; le richieste dalla banca saranno soddisfatte per intero in quanto coperte dalla capienza fiscale al momento della sottoscrizione dell’accordo con il cliente.