Più donne tecnologiche così il Pil sale di 600 miliardi
Irene Maria Scalise , Irene Maria ScaliseDonne risorsa dell'Europa? Non ha dubbi McKinsey nel report "Women in tech: The best bet to solve Europès talent shortage": un'analisi incentrata sulla carenza di talenti nel settore tech in Europa, con focus sulla carenza di donne. Secondo la società di consulenza se l'Europa riuscisse a raddoppiare la quota di professioniste donne in ambito tech, portandola a circa il 45%, ovvero circa 3,9 milioni di donne in più entro il 2027, potrebbe beneficiare di un aumento del Pil fino a 600 miliardi di euro circa.
Il tappo alle quote rosa
Perché non succede questo miracolo? Sembra che ci sia un "tappo" che impedisce di trovare e trattenere talenti tecnologici femminili. Per vederci chiaro McKinse…
Donne risorsa dell'Europa? Non ha dubbi McKinsey nel report "Women in tech: The best bet to solve Europès talent shortage": un'analisi incentrata sulla carenza di talenti nel settore tech in Europa, con focus sulla carenza di donne. Secondo la società di consulenza se l'Europa riuscisse a raddoppiare la quota di professioniste donne in ambito tech, portandola a circa il 45%, ovvero circa 3,9 milioni di donne in più entro il 2027, potrebbe beneficiare di un aumento del Pil fino a 600 miliardi di euro circa.
Il tappo alle quote rosa
Perché non succede questo miracolo? Sembra che ci sia un "tappo" che impedisce di trovare e trattenere talenti tecnologici femminili. Per vederci chiaro McKinsey ha analizzato il percorso di formazione in Europa, dalla scuola fino all'ingresso nel mondo del lavoro. Ecco i risultati. Un calo della percentuale di donne nei corsi Stem (science, technology, engineering and mathematics) si verifica in due momenti: durante la transizione dall'istruzione primaria e secondaria all'università, quando la percentuale scende di 18 punti percentuali, e durante la transizione dall'università alla forza lavoro, quando scende di altri 15 punti. Mentre il tasso di donne che lavorano all'interno di aziende tecnologiche (come i social network) è vicino a quello degli uomini, il tasso di donne che svolgono professioni legate alle tecnologie (come sviluppatori e ingegneri dei dati) sprofonda. Ma c'è di più. Il problema è destinato a peggiorare, avverte McKinsey. Il tasso di ingresso delle donne nelle discipline Stem è in calo. Ai ritmi attuali, la quota di donne che svolgono professioni tech in Europa è destinata ad arrivare al 21% entro il 2027.
Cosa fare per avere più donne tech
Alcuni interventi potrebbero aumentare la quota di donne nel totale dei ruoli tech in Europa fino a toccare il 45% entro il 2027. Uno è rimodulare consentendo alle donne del settore tecnologico di affermarsi sul lavoro. Così facendo il numero di donne che ricoprono ruoli nel settore tech potrebbe aumentare di 480.000 persone, fino a raggiungere il milione, se le aziende, e gli uomini in posizioni di influenza, fornissero alle donne il supporto necessario per crescere e affermarsi. Circa il 70% delle donne nel settore tecnologico, infatti, sente di dover lavorare di più e di dover dimostrare il proprio valore a causa del proprio sesso. Migliorare la flessibilità sul lavoro può inoltre impattare positivamente. Circa il 7% delle donne europee (contro lo 0,5% degli uomini) è fuori dal mondo del lavoro a causa delle responsabilità familiari. Quasi una donna su quattro cita la mancanza di equilibrio tra lavoro e vita privata come una delle ragioni principali per cui ha abbandonato la carriera nel settore tecnologico. Offrire programmi di lavoro a distanza o ibridi, orari di lavoro flessibili e assistenza all'infanzia in loco, ad esempio, può fare una grande differenza.
Per McKinsey, occorre poi trattenere dando alle donne un motivo per rimanere nel settore tecnologico. Oltre la metà delle donne che lavorano nel settore tecnologico lo abbandonano a metà carriera - più del doppio degli uomini - con il risultato che molte meno donne raggiungono ruoli di leadership. Migliorando la fidelizzazione delle donne, le aziende europee potrebbero aumentare la loro presenza nel settore tecnologico da 370.000 a 440.000 persone. Altro intervento è ridistribuire. Bisogna assicurarsi che le donne ricoprano ruoli tecnologici rilevanti. Ultimo intervento, indica ancora McKinsey, è potenziare. Occorre rispondere al calo delle materie Stem all'università. L'offerta di programmi di sostegno alle donne che già frequentano corsi universitari Stem può invece avere un impatto maggiore. Iniziative come offrire maggiori e migliori opportunità di tirocinio, fornire mentoring e coaching alle donne che si preparano a entrare nel mondo del lavoro può aiutare ad aumentare i tassi di laurea delle donne nelle Stem.
Perché si abbandona
Due le ragioni principali di abbandono: la prima è che le aziende non forniscono alle quote rosa un supporto sufficientemente solido da parte del management e/o buone opportunità. Il secondo problema è che le donne che aspirano a ricoprire ruoli migliori nel settore tech spesso sentono di dover cambiare datore di lavoro. Anche se questo fa parte di una tendenza più ampia: secondo McKinsey, infatti, cambiare datore di lavoro è la strada intrapresa da quasi l'80% di tutti i lavoratori (uomini e donne) che vogliono migliorare il proprio ruolo.