Telefonia, stop ai rincari di massa legati all'inflazione. L'Agcom li limita ai nuovi contratti
di Alessandro Longo , di Alessandro LongoStop ai rincari di massa legati all'inflazione, che gli operatori telefonici stavano cominciando a prospettare a tutti gli utenti italiani. L'autorità garante delle comunicazioni (Agcom), dopo mesi di sollecitazioni da parte delle associazioni dei consumatori, è intervenuta in modo netto sulla vicenda, con una delibera approvata il 4 aprile.
Ricordiamo che, come anticipato da Repubblica, gli operatori hanno deciso che i prezzi delle loro tariffe, per la prima volta nella storia, dal 2024 devono cominciare a rincarare in automatico di anno in anno di pari passo con l'inflazione. Una specie di "scala mobile", a danno dei consumatori, voluta per compensare l'aumento di costi in capo agli operatori e il difficile clima economico per il settore.
Peccato che, come deciso da Agcom, non si possa fare nel modo libero e massivo che gli operatori avevano cominciato a comunicare ai clienti. Al tempo stesso, la decisione di Agcom si può leggere come…
Stop ai rincari di massa legati all'inflazione, che gli operatori telefonici stavano cominciando a prospettare a tutti gli utenti italiani. L'autorità garante delle comunicazioni (Agcom), dopo mesi di sollecitazioni da parte delle associazioni dei consumatori, è intervenuta in modo netto sulla vicenda, con una delibera approvata il 4 aprile.
Ricordiamo che, come anticipato da Repubblica, gli operatori hanno deciso che i prezzi delle loro tariffe, per la prima volta nella storia, dal 2024 devono cominciare a rincarare in automatico di anno in anno di pari passo con l'inflazione. Una specie di "scala mobile", a danno dei consumatori, voluta per compensare l'aumento di costi in capo agli operatori e il difficile clima economico per il settore.
Peccato che, come deciso da Agcom, non si possa fare nel modo libero e massivo che gli operatori avevano cominciato a comunicare ai clienti. Al tempo stesso, la decisione di Agcom si può leggere come un via libera ai primi rincari automatici di massa (anche se riveduto e corretto con maggiori tutele per gli utenti).
L'Autorità ha stabilito due principi cardine.
Primo: nei contratti che non prevedevano già in origine questo automatismo, gli operatori non possono (come avrebbero voluto fare) inserirlo con una semplice comunicazione all'utente. Si tratta infatti di un cambio di natura contrattuale, quindi può essere attuata solo dopo esplicita accettazione, in forma scritta, da parte dell'utente finale.
Gli utenti sono liberi di rifiutare la modifica e tenersi il contratto fino alla sua naturale scadenza.
Nei nuovi contratti, gli operatori possono sì inserire la clausola che indicizza le tariffe all'inflazione. Tuttavia Agcom prevede anche qui una tutela a cui gli operatori non avevano pensato. Le tariffe devono cambiare solo in misura corrispondente alla variazione dell'indice annuale dei prezzi al consumo. Anche scendere, se l'inflazione sarà negativa. Gli operatori invece avevano escluso la possibilità di cali e, persino, previsto un sovrapprezzo aggiuntivo rispetto all'inflazione, del tutto ingiustificato, e che in effetti ora Agcom considera illecito.
Secondo punto: agli utenti è dovuta massima trasparenza. L'operatore deve pubblicare sul sito proprio web l'entità della variazione del canone due mesi prima della sua entrata in vigore. La stessa informazione deve essere comunicata all'utente per iscritto o su supporto durevole, almeno un mese prima della sua entrata in vigore, ad esempio attraverso un avviso sulla fattura emessa periodicamente. Le informazioni ai consumatori sulla presenza di eventuali clausole di indicizzazione vanno incluse nella descrizione delle offerte commerciali insieme alle condizioni economiche base delle stesse, incluso nella sintesi contrattuale, e poste in evidenza su tutti i canali di comunicazione, garantendo adeguata evidenza sui canali utilizzati.
L'applicazione dell'adeguamento all'indice dei prezzi al consumo non può avvenire, in prima applicazione, inoltre prima di 12 mesi dall'adesione contrattuale.
Tutti questi principi stabiliti da Agcom rientrano nella riforma, in corso, del regolamento in materia di contratti tra operatori e utenti finali. Il nuovo regolamento è ora sottoposto a una procedura di consultazione pubblica.
In questo modo si recepiscono nel regolamento le novità introdotte dal nuovo codice delle comunicazioni elettroniche. Tra gli altri punti ci sono nuovi obblighi di informazione da applicare ai contratti, regole sulla massima durata dei contratti (non deve superare 24 mesi), sulla proroga dei contratti, la rateizzazione di servizi e apparecchiature terminali, sulla modifica delle condizioni contrattuali (ius variandi), sui diritti degli utenti in caso di discrepanza delle prestazioni rispetto a quanto promesso nel contratto, sul diritto di recesso, sulla cessazione del rapporto contrattuale; riguardo alle informazioni contrattuali sulle procedure di migrazione e la portabilità del numero.
Ad esempio, tra le novità più importanti in arrivo, a quanto comunica Agcom: gli operatori, nelle offerte, dovranno indicare tempi precisi di attivazione dei servizi; nei contratti dovranno scrivere gli indennizzi a cui gli utenti hanno diritto in caso di disservizi. Qui compresi i ritardi o abusi relativi al cambio operatore e portabilità del numero; ma anche i casi in cui i tecnici dell'operatore non si presentano all'appuntamento preso con l'utente.