Dopo il Covid, le compagnie cinesi volano ancora in rosso
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloConti in profondo rosso per i colossi dei cieli cinesi. A causa della politica della tolleranza zero contro il Covid, che fino alla fine dello scorso anno ha praticamente sigillato le frontiere del Dragone rendendo difficili - per usare un eufemismo - pure gli spostamenti interni, il 2022 è stato un annus horribilis per le compagnie aeree statali. Le perdite delle tre principali - Air China, China Eastern e China Southern - sono salite lo scorso anno a 109 miliardi di yuan (15,5 miliardi di dollari). Il risultato peggiore lo registra Air China, la compagnia di bandiera: le perdite sono aumentate del 132% rispetto all'anno precedente, raggiungendo i 38,6 miliardi di yuan. Segue la China Eastern Airlines di Shanghai, che ha registrato un deficit di 37,4 miliardi di yuan nel 2022, e infine la compagnia con sede a Canton - la China Southern Airlines - che ha dichiarato nel suo ultimo report di bilancio pubblicato qualche giorno fa di essere in rosso di 32,7 miliardi di yuan.
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Conti in profondo rosso per i colossi dei cieli cinesi. A causa della politica della tolleranza zero contro il Covid, che fino alla fine dello scorso anno ha praticamente sigillato le frontiere del Dragone rendendo difficili - per usare un eufemismo - pure gli spostamenti interni, il 2022 è stato un annus horribilis per le compagnie aeree statali. Le perdite delle tre principali - Air China, China Eastern e China Southern - sono salite lo scorso anno a 109 miliardi di yuan (15,5 miliardi di dollari). Il risultato peggiore lo registra Air China, la compagnia di bandiera: le perdite sono aumentate del 132% rispetto all'anno precedente, raggiungendo i 38,6 miliardi di yuan. Segue la China Eastern Airlines di Shanghai, che ha registrato un deficit di 37,4 miliardi di yuan nel 2022, e infine la compagnia con sede a Canton - la China Southern Airlines - che ha dichiarato nel suo ultimo report di bilancio pubblicato qualche giorno fa di essere in rosso di 32,7 miliardi di yuan.
Caro carburante e yuan debole
Oltre alle ripetute interruzioni causate dalla pandemia e dalla strategia cinese per contenerla, alle performance negative delle compagnie hanno contribuito anche gli alti prezzi del carburante e la debolezza dello yuan, che lo scorso anno è sceso di circa l'8% rispetto al dollaro. Sommando i dati di tutti i vettori cinesi, le compagnie aeree del Paese hanno subito una perdita complessiva di 216 miliardi di yuan nel 2022, superando i due anni precedenti messi insieme, secondo i dati della Caac (l'Amministrazione dell'aviazione civile cinese). Leggermente meglio se la sono cavata le compagnie aeree private, anche se Hainan Airlines, il più grande vettore privato cinese, prevede perdite fino a 22 miliardi di yuan. Con la fine delle restrizioni i viaggi domestici stanno ripartendo, spinti anche dalle festività del Capodanno lunare: il carico di passeggeri delle tre compagnie aeree è infatti aumentato tra gennaio e febbraio. Dal 7 gennaio al 15 febbraio, durante il periodo del Capodanno, sono stati registrati 55,2 milioni di viaggi aerei, con un aumento del 39% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e il 76% del livello del 2019, cioè pre-pandemia.
I viaggi internazionali
Arrancano ancora - nonostante il ripristino di certi collegamenti diretti - i viaggi internazionali, principalmente a causa dei tempi più lunghi necessari per organizzare la disponibilità di capacità e riavviare le rotte. Il numero di voli internazionali da e per la Cina si attesta attualmente a circa il 30% dei livelli pre-pandemia. Gli analisti sono però fiduciosi che le compagnie possano presto tornare a rimettere in sesto i conti, ora che le restrizioni per il Covid non ci sono più e ora che la Cina ha ricominciato a rilasciare pure i visti turistici. "Anche se il numero di passeggeri internazionali in Cina tornerà ai livelli pre-pandemia soltanto nel 2025", avverte Ubs China. Più ottimista l'Amministrazione dell'aviazione civile cinese, la quale prevede che il traffico aereo totale in questo 2023 raggiungerà il 75% dei livelli pre-pandemia. Pechino prevede che quest'anno il numero di turisti in entrata e in uscita supererà i 90 milioni. Secondo i dati di Refinitiv, tutte e tre le compagnie aeree cinesi statali (Air China, China Eastern e China Southern) dovrebbero tornare in attivo nel 2023. "Le questioni geopolitiche potrebbero però anche limitare la ripresa dei viaggi internazionali a lungo raggio, in particolare verso il Nord America e forse l'Europa", ha commentato al Financial Times qualche settimana fa Siddharth Narkhede, responsabile della società di consulenza per il trasporto aereo Ishka. Aggiungendo però che le compagnie aeree cinesi hanno un vantaggio. "Fino a quando la situazione bellica in Ucraina non cambierà, le compagnie aeree cinesi hanno un vantaggio in termini di costi e di tempo, in quanto non devono modificare le rotte di volo per evitare lo spazio aereo russo".
Il problema del personale
Oltre a tutti i problemi menzionati finora, la Cina si trova alle prese però anche con un problema di personale. Soprattutto in cabina di pilotaggio. Bisogna aggiungere piloti, in fretta. Il report pubblicato a inizio marzo dall'Amministrazione dell'aviazione civile cinese, afferma che il numero di capitani disponibili tra le compagnie aeree ha registrato una tendenza generale alla crescita: alla fine del 2022 ce n'erano 19.054, con un aumento di 1.500 unità rispetto al 2018. Ma mentre il tasso di crescita annuale dei capitani prima della pandemia si aggirava intorno al 10%, negli ultimi tre anni è sceso soltanto al 2%.
Per stimolare la domanda interna, quello che le compagnie non potranno più fare sarà offrire tariffe a prezzi stracciati. Il mese scorso la Commissione per la supervisione e l'amministrazione dei beni statali ha intimato alle compagnie aeree di non vendere biglietti sulle rotte principali a meno del 60% del prezzo pieno. Durante la pandemia, molte compagnie aeree hanno lanciato infatti promozioni a prezzi bassissimi, come "tariffe aeree a 1 yuan" e "a 9,9 yuan".