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Via libera del governo al Def. Tre miliardi per il taglio del cuneo

(ansa)
Il Consiglio dei ministri approva il Documento di economia e finanza. Il Pil cresce meglio del previsto, ma il quadro resta "incerto e rischioso". Tagliate le stime per il 2024. Quest'anno la mini dote di 3 miliardi andrà al taglio del cuneo per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi
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ROMA - Un taglio del cuneo fiscale a beneficio dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi. È il Documento di economia e finanza, approvato dal Consiglio dei ministri, a indicare la destinazione della mini dote da 3 miliardi che il governo ha ricavato dall'aggiornamento delle previsioni sull'andamento dell'economia. La differenza tra il deficit tendenziale (4,35% del Pil) e quello programmatico, che resta al 4,5%, come indicato nella Nota di aggiornamento al Def di novembre, apre infatti un piccolo spazio. "Ciò - sottolinea il ministero dell'Economia in una nota - sosterrà il potere d’acquisto delle famiglie e contribuirà alla moderazione della crescita salariale". L'intervento sui contributi sociali sarà contenuto in un provvedimento "di prossima attuazione".

Le previsioni del governo

Quest'anno il Pil toccherà la soglia psicologica dell'1%, l'asticella del deficit sarà …

ROMA - Un taglio del cuneo fiscale a beneficio dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi. È il Documento di economia e finanza, approvato dal Consiglio dei ministri, a indicare la destinazione della mini dote da 3 miliardi che il governo ha ricavato dall'aggiornamento delle previsioni sull'andamento dell'economia. La differenza tra il deficit tendenziale (4,35% del Pil) e quello programmatico, che resta al 4,5%, come indicato nella Nota di aggiornamento al Def di novembre, apre infatti un piccolo spazio. "Ciò - sottolinea il ministero dell'Economia in una nota - sosterrà il potere d’acquisto delle famiglie e contribuirà alla moderazione della crescita salariale". L'intervento sui contributi sociali sarà contenuto in un provvedimento "di prossima attuazione".

Le previsioni del governo

Quest'anno il Pil toccherà la soglia psicologica dell'1%, l'asticella del deficit sarà tenuta ferma al 4,5%, mentre il debito calerà leggermente. La crescita è superiore alle attese, ma il governo sottolinea che il quadro rimane "incerto e rischioso" a causa di tre fattori: la guerra in Ucraina, il rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea e le crisi bancarie e finanziarie internazionali.

"In questo contesto - sottolinea ancora il Mef - l’economia italiana continua a mostrare una notevole dose di resilienza e vitalità". L'approccio del primo Def del governo Meloni viene definito "prudente e realistico, finalizzato a mostrare serietà e affidabilità sia ai mercati sia all’Unione Europa, e che punta a raggiungere risultati più ambiziosi".

Il debito. La zavorra del Superbonus

Nel 2022 il rapporto debito/Pil è risultato pari al 144,4%, 1,3 punti percentuali inferiore rispetto alla previsione del Documento programmatico di bilancio dello scorso novembre. La diminuzione proseguirà "progressivamente": quest'anno calerà al 142,1%, per poi scendere al 141,4% l'anno prossimo, al 140,9% nel 2025 e infine raggiungere il 140,4% nel 2026. Ma sul percorso di riduzione del debito pesa l'impatto negativo del Superbonus. "Non possono essere ignorati gli effetti di riduzione del debito/Pil che si sarebbero potuti registrare se il Superbonus non avesse auto gli impatti sui saldi di finanza pubblica che sono stati finora registrati", scrive il governo.

Il deficit. Nel 2024 sopra il 3%

L'asticella resterà al 4,5% quest'anno e al 3,7% l'anno prossimo. Il governo, quindi, conferma le stime della Nadef. Il 3% del rapporto deficit/Pil, passaggio cruciale per la trattativa sul Patto di stabilità, sarà raggiunto solo nel 2025, per poi calare al 2,5% l'anno successivo.

Il Pil. La crescita si sgonfierà l'anno prossimo

Quest'anno il Pil crescerà di più rispetto a quanto previsto in autunno, quando la crescita era stata fissata allo 0,6 per cento. L'asticella salirà allo 0,9% nel quadro tendenziale, cioè in assenza di misure, e all'1% in quello programmatico. L'anno prossimo sarà fissata all'1,4% (1,5% programmatico) per poi passare all'1,3% nel 2025 e all'1,1% l'anno dopo (stesse percentuali per il tendenziale e il programmatico). La stima per il 2024, quindi, viene rivista al ribasso (dall’1,9%) in confronto allo scorso novembre.

Giù la pressione fiscale

Nel Def è previsto "un andamento discendente" della pressione fiscale, che dovrebbe passare dal 43,3% nel 2023 al 42,7% entro il 2026.

Il Pnrr

Nel comunicato stampa diffuso al termine del Cdm, il governo fa anche un punto sul Pnrr. L'esecutivo scrive che sono in corso le interlocuzioni con Bruxelles per la revisione e la rimodulazione di alcuni degli interventi previsti dal Piano di ripresa e resilienza. "È inoltre in fase di elaborazione il capitolo del programma relativo al REPowerEU, che comprenderà tra l’altro anche nuovi investimenti", si legge nella nota. Ma, insiste il governo, "per rendere il nostro Paese più dinamico, innovativo e inclusivo non basta soltanto il Pnrr; è necessario investire anche per rafforzare la capacità produttiva nazionale e lavorare su un orizzonte temporale più esteso di quello del Piano e che consenta di creare condizioni adeguate a evitare nuove fiammate inflazionistiche".