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Offerta di Meloni a Letta: Scaroni alle Poste

MATTEO SALVINI, GIORGIA MELONI E ANTONIO TAJANI 
Con questa mossa, la premier cerca di portare Forza Italia dalla sua parte. Descalzi (Eni) viaggia verso la riconferma come ad, ma nel gelo di gran parte del centrodestra
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MILANO — Giorgia Meloni va dritta per la sua strada ma Matteo Salvini non la segue. A soli due giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste dei nuovi cda non c’è ancora un accordo politico all’interno della maggioranza di governo.

La premier giovedì scorso ha fatto sapere agli alleati quali sono i nomi dei manager secondo lei opportuni per i vertici di Eni, Enel, Leonardo, Poste, Terna, ma la cinquina è stata accolta con molta freddezza dalla Lega e anche da Forza Italia.

L'ipotesi Terna

Quest’ultima, rappresentata da Gianni Letta, plenipotenziario di Silvio Berlusconi, aveva proposto Paolo Scaroni alla presidenza Enel. Ma questo nome non è gradito alla premier che lo voleva relegare alla presidenza di Terna, anche se nelle ultime ore, per cercare di portare Forza Italia dalla sua parte, avrebbe concesso a Scaroni la presidenza di Poste, non certo quella di Enel. Ma è tutto da vedere che la proposta venga acce…

MILANO — Giorgia Meloni va dritta per la sua strada ma Matteo Salvini non la segue. A soli due giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste dei nuovi cda non c’è ancora un accordo politico all’interno della maggioranza di governo.

La premier giovedì scorso ha fatto sapere agli alleati quali sono i nomi dei manager secondo lei opportuni per i vertici di Eni, Enel, Leonardo, Poste, Terna, ma la cinquina è stata accolta con molta freddezza dalla Lega e anche da Forza Italia.

L'ipotesi Terna

Quest’ultima, rappresentata da Gianni Letta, plenipotenziario di Silvio Berlusconi, aveva proposto Paolo Scaroni alla presidenza Enel. Ma questo nome non è gradito alla premier che lo voleva relegare alla presidenza di Terna, anche se nelle ultime ore, per cercare di portare Forza Italia dalla sua parte, avrebbe concesso a Scaroni la presidenza di Poste, non certo quella di Enel. Ma è tutto da vedere che la proposta venga accettata, anche dal diretto interessato.

La cinquina, in ogni caso, non è accettabile da Salvini, che da settimane chiede almeno l’amministratore delegato di una delle 4 Big, in particolare di Enel dove il candidato meloniano, Stefano Donnarumma, non pare all’altezza, neanche al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Che avrebbe un candidato alternativo per quella poltrona. Il ministro in queste ore si sta occupando di mettere a punto il Def da portare oggi in Consiglio dei ministri, prima di partire per Washington per le riunioni del Fmi. Ma è anche colui che dovrebbe firmare le liste dei nuovi cda.

Almeno una donna

L’insofferenza degli alleati cresce anche nei confronti di Claudio Descalzi, ad dell’Eni che viaggia spedito verso la riconferma, e gran suggeritore di Meloni anche sulle altre partecipate, come per esempio di Roberto Cingolani alla guida di Leonardo. Meloni vuole poi nominare una manager donna alla guida di Terna, per rompere il soffitto di cristallo che finora ha impedito a una donna di diventare ad di una grande azienda pubblica.

Di tutto questo si doveva parlare lunedì di Pasquetta ma la riunione è stata rimandata a oggi prima del Cdm. Si saprà a breve, dunque, se la premier riuscirà a stroncare le velleità degli alleati o se sarà costretta a cedere almeno su uno dei nomi che ha sin qui sostenuto a spada tratta.