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Btp Italia, ultime cedole "super" poi il lento ritorno alla normalità

In aprile quattro titoli indicizzati all'inflazione distribuiranno gli interessi, con tassi semestrali superiori al 5%. Ma con il diminuire del costo della vita si ridurrà anche la remunerazione di queste obbligazioni. La cedola fissata all'emissione però resta ferma fino alla scadenza
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MILANO - Ultime cedole d'oro (si spera) per i Btp Italia. Il titolo legato all'inflazione, che per sua natura difende dal rincaro dei prezzi, sta vivendo infatti le ultime cedole da "capogiro" (anche perché il meccanismo di indicizzazione sconta un ritardo di oltre un mese rispetto alla cedola distribuita). Ma con il rallentare del costo della vita inevitabilmente anche il bottino che ogni sei mesi porta a casa il risparmiatore si assottiglia.

Dall'11 aprile e fino alla fine del mese verranno pagate quattro emissioni di Btp Italia. La più ricca è quella distibuita ieri, sul Btp Italia che scade l'11 aprile 2024: la cedola lorda è stata pari infatti al 5,34%, frutto del meccanismo di indicizzazione al costo della vita fotografato dall'Istat a metà marzo (dato definitivo di febbraio) e della cedola reale (lo 0,4% su base annuale) fissata al momento dell'emissione. Segue poi la cedola (complessiva) del 5,20%, che verr&…

MILANO - Ultime cedole d'oro (si spera) per i Btp Italia. Il titolo legato all'inflazione, che per sua natura difende dal rincaro dei prezzi, sta vivendo infatti le ultime cedole da "capogiro" (anche perché il meccanismo di indicizzazione sconta un ritardo di oltre un mese rispetto alla cedola distribuita). Ma con il rallentare del costo della vita inevitabilmente anche il bottino che ogni sei mesi porta a casa il risparmiatore si assottiglia.

Dall'11 aprile e fino alla fine del mese verranno pagate quattro emissioni di Btp Italia. La più ricca è quella distibuita ieri, sul Btp Italia che scade l'11 aprile 2024: la cedola lorda è stata pari infatti al 5,34%, frutto del meccanismo di indicizzazione al costo della vita fotografato dall'Istat a metà marzo (dato definitivo di febbraio) e della cedola reale (lo 0,4% su base annuale) fissata al momento dell'emissione. Segue poi la cedola (complessiva) del 5,20%, che verrà pagata il 20 aprile e ancora a seguire quella del 5,04% del 24 del mese in corso, mentre l'ultimo Btp Italia che stacca la cedola il 28 aprile sarà più generoso (5,11%), grazie alla componente di tasso reale, pari allo 0,65% (su base annuale, quindi corrisposto per metà in aprile e per metà in ottobre).

E d'ora in poi? In maggio ci sono ben cinque Btp indicizzati all'inflazione che distribuiranno la cedola. L'inflazione che verrà presa a riferimento - l'indice Foi esclusi i tabacchi - non è ancora nota, perché l'Istat comunicherà il dato definitivo il 17 aprile. Ma tutti gli istituti di ricerca hanno previsioni al ribasso: dopo il 9,8% di gennaio e l'8,9 di febbraio, l'indice Foi di marzo non dovrebbe essere troppo lontano dal 7,5% (il dato Nic, generalmente più alto, è stato fotografato dall'istituto di statistica al 7,7%).

A compensare il calo dell'inflazione (un sollievo per quasi tutti) a maggio in due casi ci sono comunque le cedole complessive piuttosto generose: emessi in tempi più recenti, i Btp Italia che scadono nel '28 e nel '25 hanno rispettivamente una cedola presunta del 5,11% e del 4,93% (grazie al tasso reale molto alto). Ma per le cedole successive, per tutti, i rendimenti scenderanno in proporzione al costo della vita. E le cedole ritornare lentamente alla normalità; il che significa che i valori di fine anno potrebbero avvicinarsi al 2,5%.