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ChatGpt, task force dei garanti europei per monitorare OpenAi

(ansa)
Il Comitato europeo per la protezione dei dati (Edpb) segue le orme del garante della privacy italiano, la prima autorità di un Paese occidentale ad aver bloccato il software di intelligenza artificiale. E crea un'unità operativa di collaborazione tra stati membri
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ROMA - Dopo blocco di ChatGpt da parte del Garante della privacy italiano, il Comitato europeo per la protezione dei dati (Edpb) lancia una task force dedicata al pupillo di OpenAI. L'organismo, che riunisce tutte le autorità garanti per la privacy degli stati membri, ha infatti annunciato la creazione di un'unità operativa europea per intraprendere una politica comune di definizione delle regole sulla privacy in materia di intelligenza artificiale. Un primo passo per tutelare i dati dei cittadini Ue e affrontare le crescenti preoccupazioni relative alla chatbot più famosa del mondo, su cui l'Italia ha fatto da apripista. E che arriva proprio all'indomani dell'indicazione di Piazza Venezia sulle condizioni di riapertura di ChatGpt in Italia, che i rappresentanti di OpenAI dovranno adempiere entro il 30 aprile 2023.

L'iniziativa per la creazione di una task force - che servirà per scambiare informazioni su eventuali interventi tra le autorità nazionali competenti - è stata comunicata in una nota proprio dall'ente europeo a margine della riunione del board il 13 aprile a Bruxelles. "I membri dell'Edpb hanno discusso la recente azione esecutiva intrapresa dal Garante italiano per la protezione dei dati personali nei confronti di OpenAI in merito al servizio ChatGpt. L'Edpb - afferma l'ente - ha deciso di lanciare una task force dedicata per promuovere la cooperazione e scambiare informazioni su possibili misure di esecuzione condotte dalle autorità di protezione dei dati".

La mossa fa seguito all'iniziativa unilaterale dell'Italia del mese scorso di limitare ChatGpt e alla richiesta della Spagna all'inizio di questa settimana di discutere con OpenAi sugli interrogativi e sulle minacce che la chatbot potrebbe rappresentare per la sicurezza, la privacy e i posti di lavoro. Ma l'attenzione è molto alta anche in Francia e in Germania, la quale - secondo quanto fatto intendere dal commissario tedesco per la protezione dei dati personali - potrebbe seguire la linea italiana. Analogamente, oltreoceano, dopo lo stop in Canada, anche il governo Biden avrebbe avviato audizioni su possibili misure di regolamentazione nei confronti dei sistemi di intelligenza artificiale, esprimendo preoccupazione per la rapida crescita dell'adozione di ChatGpt e simili. 

Timori comuni, che a livello europeo sono sfociati nella decisione del Comitato di intraprendere un'azione collettiva a mezzo di una task force. Ma per realizzarla ci dovrà essere un allineamento delle posizioni poltiche degli stati membri. Cosa che però - a detta di una fonte interna all'Edpb citata da Reuters - "potrebbe richiedere del tempo". Ad ogni modo, l'obbiettivo dell'ente Ue rimarrà uno: creare politiche generali "trasparenti", senza "punire o stabilire regole che colpiscano ChatGpt, OpenaAi o Microsoft".