Def, zero sulle pensioni. L’inflazione gonfia la curva dei costi e resta la Fornero
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - Nel 2024 gli italiani, nonostante le promesse elettorali del governo Meloni, andranno ancora in pensione con le regole Fornero. Un fatto certificato dal Def, il Documento di economia e finanza approvato martedì in Consiglio dei ministri e pubblicato ieri.
Zero per giovani e donne
Per le pensioni non c'è assolutamente nulla: niente per le donne, nulla per i lavoratori fragili o impiegati in mestieri pesanti, zero per i giovani dalle carriere discontinue, meno di zero per i lavoratori poveri di oggi, pensionati poveri di domani. Non c'è l'auspicata e annunciata riforma. Non c'è la flessibilità in uscita sostenibile, nel rispetto dei conti, che il governo Draghi aveva iniziato a impostare.
Restano le regole Fornero
E quindi, nonostante i proclami della Lega di Matteo Salvini, stampati su felpe e meme in giro per i social dal governo gialloverde del 2019, il prossimo anno si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni…
ROMA - Nel 2024 gli italiani, nonostante le promesse elettorali del governo Meloni, andranno ancora in pensione con le regole Fornero. Un fatto certificato dal Def, il Documento di economia e finanza approvato martedì in Consiglio dei ministri e pubblicato ieri.
Zero per giovani e donne
Per le pensioni non c'è assolutamente nulla: niente per le donne, nulla per i lavoratori fragili o impiegati in mestieri pesanti, zero per i giovani dalle carriere discontinue, meno di zero per i lavoratori poveri di oggi, pensionati poveri di domani. Non c'è l'auspicata e annunciata riforma. Non c'è la flessibilità in uscita sostenibile, nel rispetto dei conti, che il governo Draghi aveva iniziato a impostare.
Restano le regole Fornero
E quindi, nonostante i proclami della Lega di Matteo Salvini, stampati su felpe e meme in giro per i social dal governo gialloverde del 2019, il prossimo anno si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni e in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi, un anno in meno per le donne. Come succede dal 2012, se si escludono le deroghe delle Quote: Quota 100 nel triennio 2019 - 2021, Quota 102 nel 2022 e Quota 103 quest'anno (62 anni di età e 41 di contributi).
Possibile conferma di Quota 103
Ecco, l'unica speranza dei leghisti al governo è di confermare quantomeno Quota 103 anche nel 2024. Davvero un contentino di lusso, perché costa 2,2 miliardi nel triennio, tanto quanto stanziato dal governo Meloni nella sua prima legge di Bilancio. E rischia il flop perché il bacino di potenziali beneficiari è stato asciugato da Quota 100. Nel Def rimane solo il vago accenno di routine, come ogni anno, ad un possibile provvedimento collegato alla prossima manovra d'autunno denominato "interventi in materia di disciplina pensionistica". Nulla di più.
La ministra Calderone rinvia. E i sindacati protestano
Era nell'aria. Il tavolo sulla previdenza, convocato dalla ministra del Lavoro Marina Calderone a febbraio, non ha avuto mai seguito. Anzi ieri la ministra ha ammesso che "la riforma vedrà la luce più avanti". E che gli incontri con le parti sociali riprenderanno "subito dopo l'estate". Parole di fuoco per i sindacati. "Gli annunci della ministra non sono più credibili, la nostra risposta sarà la mobilitazione unitaria", dice Christian Ferrari (Cgil). "La ministra riattivi subito il tavolo", si infiamma Ignazio Ganga (Cisl). "Il governo dà risposte insufficienti sul cuneo fiscale e nulla sulle pensioni", incalza Pierpaolo Bombardieri (Uil).
Spazi stretti in manovra
Sembra impossibile, alla luce dei dati penitenziali del Def, trovare spazi in autunno. La manovra parte da appena 4 miliardi. E il deficit al 3,7% nel 2024 non consente strappi, a meno di rompere con Bruxelles. La spesa per pensioni in rapporto al Pil d'altro canto è lievitata molto in questi anni. Dopo il picco nel 2020 per via della recessione, la curva è in crescita costante. Colpa di Quota 100 - lo ammette anche il Def "meloniano" - che entro il 2025 anticiperà, secondo stime Inps, la pensione a 450 mila italiani: soprattutto uomini, del Nord, settore privato e con assegno medio di 2 mila euro. Ma anche del fattore demografico: meno bambini, quindi meno occupati rispetto ai pensionati, e meno migranti a bilanciare lo squilibrio.
L'impatto dell'inflazione sugli assegni
E poi c'è l'onda inflattiva. Le pensioni sono adeguate automaticamente all'inflazione. Quella molto alta degli ultimi due anni gonfierà la spesa a lungo, per l'effetto cumulo: ogni anno l'assegno parte da una base più alta. Solo tra 2023 e 2025 la spesa si sarebbe alzata di 50 miliardi. Il governo Meloni ne ha tagliati 10, passando nel calcolo da un sistema a scaglioni progressivo a un altro a fasce ben più penalizzante, specie a ridosso degli scalini. Molti pensionati anche con assegni medio-bassi - poco sopra i 2.100 euro lordi mensili, 1.600 euro netti - hanno dovuto rinunciare ad importi non banali. "Il governo ha fatto cassa con le pensioni", accusano i sindacati.
La gobba pensionistica
D'altro canto l'Europa ci guarda. L'Italia nei prossimi anni dovrà affrontare la "gobba pensionistica": un Paese vecchio, senza giovani e stranieri, che manda in pensione la sua coorte più ampia, quella dei baby boomers. La spesa, ora al 16% del Pil, toccherà un picco al 17% nel 2040 e scenderà al 14% nel 2070. Troppo in là per la politica. E così i numeri assoluti impietosi - 297 miliardi di spesa per le pensioni nel 2022, 318 miliardi nel 2023 e poi a salire negli anni successivi: 341, 351, 362 - costringono anche questo governo a lasciare le regole Fornero.
Opzione donna sparita dai radar
Ad essere punite sono le lavoratrici con carriere corte, piene di buchi contributivi per la precarietà, la maternità, il lavoro di cura. Il governo Meloni ha inasprito i requisiti per Opzione Donna, l'unica deroga alle regole Fornero che si ripaga da sola, con il taglio all'assegno ricalcolato con il metodo contributivo. Nel Def non se ne fa cenno per il 2024. E di sicuro appare complicata una correzione delle norme per quest'anno, auspicate da 20 mila "esodate". Non è tempo di pensioni. Neppure per loro.