Economia

Fondi Ue, Italia penultima per le spese realizzate

Il ministro degli Affari Europei, Politiche di Coesione e Pnrr, Raffaele Fitto
Il ministro degli Affari Europei, Politiche di Coesione e Pnrr, Raffaele Fitto  (ansa)
Peggio solo la Spagna. E il Def stima che per non perdere risorse del periodo 2014-2020 bisognerebbe fare in un anno quel che si è fatto dal 2015 ad oggi
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Il ritardo italiano nello spendere i fondi europei non è certo una novità, ma con la corsa alla realizzazione del Pnrr che procede in affanno è un ulteriore segnale di preoccupazione quel che emerge dai dati ufficiali di Bruxelles.

Alla fine dello scorso dicembre l'Italia ha speso il 62% delle risorse fornite dai fondi strutturali europei della programmazione 2014-2020, collocandosi al penultimo posto della classifica Ue: peggio solo la Spagna (57%). È quanto emerge da un'analisi dei dati pubblicati sul portale Cohesion Data della Commissione europea, che coprono l'andamento delle allocazioni della programmazione 2014-2020 e di cui dà conto l'Ansa.

Un altro spaccato emerge dal Def, il Documento di economa e finanza approvato in settimana dal Cdm. Per evitare il disimpegno delle risorse dei fondi europei del periodo di programmazione 2014-20 "sarebbe necessario spendere, in meno di un anno, un volume di risorse quasi pari a quanto rendicontato complessivamente dal 2015 ad oggi", emerge dalla Relazione sullo stato di attuazione della politica di coesione europea e nazionale, un allegato al Def presentato dal ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e per il Pnrr, Raffaele Fitto. Il 2023 rappresenta l'anno in cui deve concludersi la spesa del periodo di programmazione 2014-20. Nel testo si legge che "la spesa da realizzare nel 2023, pari a 29,9 miliardi di euro, di cui 19,9 di risorse Ue, è consistente. Particolarmente critico è l'avanzamento dell'Iniziativa React-Eu, che richiede tempi molto stringenti di realizzazione, essendo stata avviata nel 2021". La spesa certificata al 31 dicembre 2022 è pari a 1,8 miliardi di euro, pari al 12,5% delle risorse  programmate, con alcuni programmi che registrano una certificazione "pari a zero".

Lo stesso Fitto commenta che i dati della Commissione "purtroppo confermano ciò che sapevamo da tempo e che avevamo già segnalato nella nostra relazione sullo stato di attuazione della programmazione 2014-2020". "L'Italia - sottolinea Fitto - non riesce a spendere in maniera né soddisfacente né efficiente i Fondi di coesione dell'Unione europea. E' per questo - prosegue - che è più che mai necessario e urgente intervenire in maniera strutturale per cambiare il sistema con cui i fondi vengono utilizzati. E' questa una sfida fondamentale per il nostro paese".

L'Italia, che lo scorso ottobre aveva speso poco oltre il 50% delle risorse, negli ultimi mesi ha fatto uno scatto in avanti ma si trova ancora sotto la media europea, che si attesta attorno al 76%. Nel frattempo, a luglio 2022 è stato firmato l'accordo di partenariato per i Fondi strutturali e di investimento europei 2021-2027 per cui in totale l'Italia può contare su oltre 75 miliardi di euro tra risorse europee e cofinanziamento nazionale. Le risorse in arrivo da Bruxelles ammontano a 43,1 miliardi di euro, comprensive delle quote desinate al Fondo per la Transizione Giusta - Just Transition Fund - e alla Cooperazione Territoriale Europea.