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Cct, cedole ricche ma non per sempre (a causa dell'Euribor)

Sono stati appena fissati i rendimenti per sei titoli. E i tassi semestrali superano tutti il 2%. Ma è sbagliato moltiplicare per due quel valore, perché in futuro il parametro di riferimento, molto legato alla politica della Bce, dovrebbe prendere una china discendente
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MILANO - Bottino ricco, in aprile, per i titolari dei Ccteu. Sono sei i titoli indicizzati al tasso Euribor di pari durata che staccano la cedola in questo mese, a partire dal 15 aprile come data di godimento. In realtà nella maggioranza dei casi, quattro, si tratta di obbligazioni emesse in ottobre, che ora staccano la cedola di metà anno. E, per tutti, i tassi semestrali sono superiori al 2% (e fino a un massimo del 2,33%). Il che significa che, su base annuale, si supera sempre il 4% e solo in un caso ci si ferma qualche centesimo di punto sotto.

Cct che fanno concorrenza ai Btp, quindi? Non esattamente: moltiplicare per due la cedola attuale rischia di essere molto fuorviante, perché si tratta di titoli indicizzati a un indice, l'Euribor appunto, che segue da vicino le indicazioni di politica monetaria della Bce (a loro volta frutto in larga misura della lotta all'inflazione): il che sig…

MILANO - Bottino ricco, in aprile, per i titolari dei Ccteu. Sono sei i titoli indicizzati al tasso Euribor di pari durata che staccano la cedola in questo mese, a partire dal 15 aprile come data di godimento. In realtà nella maggioranza dei casi, quattro, si tratta di obbligazioni emesse in ottobre, che ora staccano la cedola di metà anno. E, per tutti, i tassi semestrali sono superiori al 2% (e fino a un massimo del 2,33%). Il che significa che, su base annuale, si supera sempre il 4% e solo in un caso ci si ferma qualche centesimo di punto sotto.

Cct che fanno concorrenza ai Btp, quindi? Non esattamente: moltiplicare per due la cedola attuale rischia di essere molto fuorviante, perché si tratta di titoli indicizzati a un indice, l'Euribor appunto, che segue da vicino le indicazioni di politica monetaria della Bce (a loro volta frutto in larga misura della lotta all'inflazione): il che significa che di recente questi indici sono andati solo al rialzo, e anche pesantemente come sanno tutti i detentori di mutui a tassso variabile. Ma in prospettiva, forse nemmeno così lontana nel tempo, la curva dell'Euribor dovrebbe vivere un'inversione di tendenza. Magari anche accentuata. Questo significa che le prossime cedole, tra sei mesi, potrebbero essere anche sostanzialmente diverse rispetto a quelle attuali. Inoltre, bisogna tener conto che non si deve comunque moltiplicare per due la cedola corrente, perché il calcolo viene fatto sul numero di giorni effettivi di un semestre.

Un occhio all'Euribor aiuta a capire. L'indicatore a sei mesi, quello preso come base per le cedole di questi Cct, era negativo un anno fa (-0,3%) sei mesi fa era salito al 2% e ora viaggia intorno al 3,5%. Oscillazioni molto forti, dunque, ma non necessariamente a senso unico nei prossimi mesi/anni. Per questo, considerare il rendimento attuale dei Cct come indicazione per il futuro è una forzatura. Resta il fatto che la cedola attuale è più che generosa, anche perché questi titoli offrono, rispetto al tasso Euribor, anche una maggiorazione, uno spread, fissato dal Mef al momento dell'emissione. I titoli che staccano cedola in questi giorni vanno dal +0,5% al +0,95%, che vanno a sommarsi al valore dell'indice Euribor.

Inoltre, a differenza di altri strumenti, l'aggancio al parametro di indicizzazione è puntuale: la cedola viene fissata in base alla rilevazione dell'Euribor effettuata due giorni lavorati precedenti al momento del godimento. Un vantaggio, in termini di immediatezza, ma anche un possibile punto debole perché se in un determinato giorno (o settimana) ci sono ragioni contingenti per muovere i tassi la fotografia puntuale ne risente, anche in maniera eccessiva rispetto a una possibile media.

Un po' come per i Btp Italia, legati all'inflazione, le cedole attuali insomma sono destinata a dimagrire. Ma conservano comunque il loro interesse. E infatti i prezzi dei Cct sul mercato secondario risentono delle ricche cedole attuali: in tre casi i valori sono sopra il nominale (il che riduce il rendimento del titolo) e in un caso si sfiora la parità, mentre un paio di anni fa i rendimenti ultra-compressi avevano spinto al ribasso questi valori.