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Giorgetti fa il Draghi. "Sui conti pubblici siamo stati responsabili"

(ansa)
Il ministro dell'Economia a Washington rassicura la segretaria al Tesoro Yellen. Il commissario europeo all'Economia Gentiloni sul Pnrr: "Bisogna lavorarci il prima possibile, la sfida della crescita è fondamentale"
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WASHINGTON - Si può fare, l’aggiustamento del Pnrr, a patto che il governo italiano si muova al più presto per indicare le modifiche. È il risultato di una dialogo a breve distanza tra il commissario europeo Gentiloni e il ministro dell’Economia Giorgetti, avvenuto a margine dei vertici di Fmi e Banca Mondiale. Il titolare del Tesoro ha lasciato anche intendere che non sarebbe favorevole a rinnovare l’accordo con la Cina per la partecipazione alla Via della Seta, mentre ha cercato di convincere le agenzie di rating che il Def appena approvato contiene "uno sforzo ispirato da un principio di responsabilità nella gestione dei conti pubblici".

Il primo a parlare è stato Gentiloni, che all…

WASHINGTON - Si può fare, l’aggiustamento del Pnrr, a patto che il governo italiano si muova al più presto per indicare le modifiche. È il risultato di una dialogo a breve distanza tra il commissario europeo Gentiloni e il ministro dell’Economia Giorgetti, avvenuto a margine dei vertici di Fmi e Banca Mondiale. Il titolare del Tesoro ha lasciato anche intendere che non sarebbe favorevole a rinnovare l’accordo con la Cina per la partecipazione alla Via della Seta, mentre ha cercato di convincere le agenzie di rating che il Def appena approvato contiene "uno sforzo ispirato da un principio di responsabilità nella gestione dei conti pubblici".

Il primo a parlare è stato Gentiloni, che all’ora di colazione ha commentato così le indicazioni venute da Roma sul Pnrr: "Bisogna lavorarci il prima possibile e sono convinto che sia anche la consapevolezza del governo. La sfida della crescita resta per l’Ue e per l’Italia fondamentale. Non possiamo rassegnarci a un ritorno allo zero virgola, e ciò richiede che si lavori sugli investimenti. Per l’Italia questo vuol dire Pnrr".

Il commissario all’Economia ha chiarito anche le scadenze: "Ci sono tre cose diverse. Il capitolo aggiuntivo Repower Eu, che dovrebbe essere presentato entro il mese di aprile. Poi c’è la scadenza nell’originaria definizione di Next Generation Ue ad agosto sulla decisione di richiedere prestiti. Quindi ci sono i ritocchi e gli aggiustamenti al Pnrr". Dunque la prima scadenza è aprile e la seconda agosto, senza escludere il ricorso al fondo di coesione, che ha un orizzonte temporale fino al 2029.

Giorgetti non è entrato nel dettaglio delle modifiche, ma ha ammesso che anche le agenzie di rating gli hanno chiesto cosa intende fare con il Pnrr. Lui ha spiegato che "le motivazioni per la revisione sono di carattere oggettivo. È stato scritto prima della guerra in Ucraina, dei prezzi dell’energia alle stelle, di un’inflazione a doppia cifra. Mi sembra che un aggiornamento oggi sia dovuto".

In attesa di sapere quale, Giorgetti ha risposto a chi gli chiede se l’Italia rinnoverà l’accordo per la Via della Seta, in scadenza a fine anno: "Le mie inclinazioni personali sono quelle di qualche anno fa, quando ho provveduto a depurare quell’accordo dalle parti più delicate e strategicamente scomode. La valutazione sarà fatta dalla premier. Il contesto geopolitico, e quello che ho percepito, induce ad una cautela ancora maggiore rispetto al passato".

La Cina non è l’unico fronte su cui Giorgetti ha lanciato rassicurazioni, in continuità col governo Draghi di cui faceva parte. Alla segretaria al Tesoro Yellen ha confermato l’impegno a continuare gli aiuti all’Ucraina, l’approccio prudente del Def, l’attenzione per le turbolenze bancarie e il lavoro comune per superare le incomprensioni dell’Inflaction Reduction Act: "Credo ci sia grande attenzione per l’Italia. Siamo noi che ci sottostimiamo rispetto alla nostra capacità economica".

 

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