Giorgetti fa il Draghi. "Sui conti pubblici siamo stati responsabili"
dal nostro inviato Paolo Mastrolilli , dal nostro inviato Paolo MastrolilliWASHINGTON - Si può fare, l’aggiustamento del Pnrr, a patto che il governo italiano si muova al più presto per indicare le modifiche. È il risultato di una dialogo a breve distanza tra il commissario europeo Gentiloni e il ministro dell’Economia Giorgetti, avvenuto a margine dei vertici di Fmi e Banca Mondiale. Il titolare del Tesoro ha lasciato anche intendere che non sarebbe favorevole a rinnovare l’accordo con la Cina per la partecipazione alla Via della Seta, mentre ha cercato di convincere le agenzie di rating che il Def appena approvato contiene "uno sforzo ispirato da un principio di responsabilità nella gestione dei conti pubblici".
WASHINGTON - Si può fare, l’aggiustamento del Pnrr, a patto che il governo italiano si muova al più presto per indicare le modifiche. È il risultato di una dialogo a breve distanza tra il commissario europeo Gentiloni e il ministro dell’Economia Giorgetti, avvenuto a margine dei vertici di Fmi e Banca Mondiale. Il titolare del Tesoro ha lasciato anche intendere che non sarebbe favorevole a rinnovare l’accordo con la Cina per la partecipazione alla Via della Seta, mentre ha cercato di convincere le agenzie di rating che il Def appena approvato contiene "uno sforzo ispirato da un principio di responsabilità nella gestione dei conti pubblici".
Giorgetti non è entrato nel dettaglio delle modifiche, ma ha ammesso che anche le agenzie di rating gli hanno chiesto cosa intende fare con il Pnrr. Lui ha spiegato che "le motivazioni per la revisione sono di carattere oggettivo. È stato scritto prima della guerra in Ucraina, dei prezzi dell’energia alle stelle, di un’inflazione a doppia cifra. Mi sembra che un aggiornamento oggi sia dovuto".
La Cina non è l’unico fronte su cui Giorgetti ha lanciato rassicurazioni, in continuità col governo Draghi di cui faceva parte. Alla segretaria al Tesoro Yellen ha confermato l’impegno a continuare gli aiuti all’Ucraina, l’approccio prudente del Def, l’attenzione per le turbolenze bancarie e il lavoro comune per superare le incomprensioni dell’Inflaction Reduction Act: "Credo ci sia grande attenzione per l’Italia. Siamo noi che ci sottostimiamo rispetto alla nostra capacità economica".
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