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Sgravi raddoppiati per colf e badanti: come funziona l'aiuto alle famiglie, che punta anche a ridurre il nero

Secondo la bozza del decreto Lavoro, la soglia di deducibilità dei contributi versati per il personale domestico sale a 3mila euro. In arrivo anche coperture Inail
2 minuti di lettura

Un raddoppio degli sgravi contributivi concessi ai datori di lavoro domestico che hanno alle loro dipendenze colf e badanti, nel tentativo di calmierare l'aumento dei costi legato alla dinamica dell'inflazione.

E' uno degli aspetti contenuti nel nuovo decreto Lavoro, atteso in Consiglio dei ministri nei prossimi giorni. Testo molto vasto, che comprende anche la riforma del Reddito di cittadinanza che si dividerà in tre gambe e una deregulation sui contratti a termine, con allungamento possibile fino a 36 mesi e meno vincoli sulle causali.

Raddoppiano gli sgravi per colf e badanti: fino a 3mila euro

Nel testo, stando alla nuova bozza in circolazione, si prevede dunque un raddoppio della deducibilità della parte di contributi previdenziali e assistenziali a carico delle famiglie e versati per colf e badanti. Ad ora si possono scalare dal reddito complessivo ai fini Irpef fino a un massimo di 1.549,37 euro. Con la bozza si sale invece a 3mila euro dal 2023.

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Un raddoppio degli sgravi contributivi concessi ai datori di lavoro domestico che hanno alle loro dipendenze colf e badanti, nel tentativo di calmierare l'aumento dei costi legato alla dinamica dell'inflazione.

E' uno degli aspetti contenuti nel nuovo decreto Lavoro, atteso in Consiglio dei ministri nei prossimi giorni. Testo molto vasto, che comprende anche la riforma del Reddito di cittadinanza che si dividerà in tre gambe e una deregulation sui contratti a termine, con allungamento possibile fino a 36 mesi e meno vincoli sulle causali.

Raddoppiano gli sgravi per colf e badanti: fino a 3mila euro

Nel testo, stando alla nuova bozza in circolazione, si prevede dunque un raddoppio della deducibilità della parte di contributi previdenziali e assistenziali a carico delle famiglie e versati per colf e badanti. Ad ora si possono scalare dal reddito complessivo ai fini Irpef fino a un massimo di 1.549,37 euro. Con la bozza si sale invece a 3mila euro dal 2023.

Il conto dell'inflazione: minimi +9,2%

Il problema per le famiglie è che da gennaio, in assenza di un accordo sindacale, sulle retribuzioni minime sono scattati gli adeguamentoi all’80% dell’indice Istat per quanto concerne le retribuzioni minime (quindi i minimi sono saliti del +9,2%), e al 100% per le indennità di vitto e alloggio, ovvero dell'11,5%.

Assindatcolf, l'associazione dei datori di lavoro domestici, ha quantificato gli impatti maggiori "per quelle figure assunte con orari lunghi o in regime di convivenza, come nel caso delle badanti (livello Cs)": la retribuzione minima passa da 1.026,34 euro a 1.120,76 euro, oltre 94 euro in più al mese, a cui si aggiunge anche l’aumento dei contributi, portando il costo totale annuo da 17.177 a 18.752 euro, ovvero 1.575 euro in più. Altro caso, quello sy "baby sitter assunte a tempo pieno (40 ore) non conviventi (livello Bs): lo stipendio minimo passa da 1.234 a 1.348,53 euro, quasi 115 euro in più a mese, mentre il costo totale annuo (comprensivo anche di contributi, tfr, ferie e tredicesima) segna un incremento di 1.743 euro. Aumenti concreti, non un mero allarmismo come più volte è stato sostenuto dai sindacati, con il rischio che molti dei lavoratori oggi in regola scompaiano nel ‘nero’”.

Il tentativo di contrastare il nero

Già in passato la stessa Assindatcolf e la ministra del Lavoro, Marina Calderone, avevano parlato di una necessaria revisione delle deduzioni. Per l'associazione e il ministero è anche un discorso che si estende al nero (che nel settore supera il 50% di tasso di irregolarità) e al mancato gettito conseguente: "Ogni anno il lavoro domestico irregolare ‘costa’ allo Stato quasi 2,7 miliardi di mancato gettito, tra evasione contributiva e fiscale. A farne le spese, poi, sono anche direttamente le famiglie che, secondo le simulazioni elaborate per Assindatcolf dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, a fronte di un risparmio tra il 6-8% derivante dal ricorso al ‘nero’, si assumono però il rischio di arrivare a pagare il 30% in più in caso di controversia con il lavoratore", hanno stimato dall'associazione. L'aumento delle soglie di deducibilità è accolto come un disincentivo al nero.

Verso l'estensione della copertura Inail

Nell bozza, i lavoratori domestici tornano anche alla voce dell'estensione delle tutele Inail. I collaboratori delle famiglie potranno dunque accedere alla sorveglianza sanitaria dell'Istituto, che metterà i propri medicie e le proprie risorse: non si prospettano dunque aggravi sulle famiglie. Il tutto si traduce, in sintesi, in una visita medica preventiva per verificare l'idoneità alle mansioni e successivi appuntamenti di controllo.