Economia

Palenzona scende in campo per la presidenza della fondazione bancaria Crt

Fabrizio Palenzona, ex vicepresidente di Unicredit
Fabrizio Palenzona, ex vicepresidente di Unicredit 
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MILANO - La voce girava da tempo, e adesso arriva la conferma: Fabrizio Palenzona, l’ex vicepresidente di Unicredit e attuale presidente di Prelios, scende  in campo per la presidenza della Fondazione Crt. In una lettera inviata ai consiglieri di indirizzo, il manager di Novi Ligure propone la sua candidatura in una lista, che sarà presentata martedì, prima della riunione del consiglio di indirizzo delle 15.00 per eleggere il futuro presidente per il quadriennio 2023-2027.

La poltrona è attualmente occupato da Giovanni Quaglia, eletto nel  2019. Classe 1953 Palenzona è sempre stato molto attivo sul comparto bancario (oltre che in Unicredit, è stato un consigliere di Mediobanca), e su quello delle infrastrutture, dove è stato presidente dell'Aiscat e di Assoaeroporti, e anche presidente di Gemina e poi di Aeroporti di Roma. Spesso criticato per i suoi tanti incarichi, è anche un manager che si è speso in prima persona su tante operazioni di consolidamento, banche e infrastrutture sono due dei settori chiave in cui investono le Fondazioni, e che il manager conosce e bazzica da anni.

In palio c'è la guida della terza Fondazione di origine bancaria, la più importante dopo Cariplo e Compagnia San Paolo, e l'esito del testa a testa Quaglia-Palenzona non è scontato perché i consiglieri più vicini alle istituzioni non hanno ancora preso posizione e stanno cercando di mediare per raggiungere un accordo senza andare allo scontro. Ma il programma di Palenzona ha proprio come obiettivo la costruzione di un’alleanza tra  le Fondazioni del Nord-Ovest, che rappresentano la metà del patrimonio delle fondazioni bancarie italiane "per trovare denominatori comuni, obiettivi condivisi e strategie di collaborazioni".

Il presidente di Prelios si presenta con un programma in cui vuole mettere al centro  trasparenza e condivisione in ogni settore (nomine, investimenti, erogazioni, comunicazione) e un maggiore coinvolgimento del cda nelle scelte strategiche e di indirizzo. L’obiettivo è quello di "recuperare i rapporti con le istituzioni locali, in parte incrinati dalle ultime vicende" e di "promuovere una cultura istituzionale che non indulga nell'autoreferenzialità e in scelte di basso profilo, meramente basate sulla ricerca di consenso e di evidenza mediatica". Il riferimento, neppure troppo velato, è ai dissapori dei mesi scorsi circa lo scarso coinvolgimento di tutti i membri del comitato d'indirizzo, su operazioni come l'investimento di Crt in Generali.

Palenzona vorrebbe poi "ristabilire un rapporto fecondo e costruttivo con le province del cosiddetto 'altro Piemonte', che non possono e non devono sentirsi abbandonate". Infine "Torino deve praticare un ruolo di leadership, non solo sul versante piemontese, ma anche sullo scenario più vasto di un nord ovest alle prese con profonde trasformazioni economiche e sociali". Bisogna ora vedere se tutto questo basterà per vincere la partita.