Decreto Lavoro, arriva la liberalizzazione dei contratti a termine
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - Il governo Meloni riscrive il decreto Dignità sui contratti a termine, autorizzandone un uso "acausale" - senza specificare la motivazione dell'assunzione - per 12 mesi in più, fino a un totale di 24 mesi. Lo fa individuando, nel decreto Lavoro in preparazione, tre casi.
Primo, esigenze previste dai contratti collettivi stipulati da sindacati nazionali, ma anche aziendali. Secondo, per "specifiche esigenze di natura tecnica, organizzativa e produttiva", qualora non previste dai contratti collettivi, "individuate dalle parti", cioè imprese e lavoratori, e certificate da una commissione. Terzo, per "esigenze di sostituzioni di altri lavoratori".
Il secondo caso è quello che apre ad una maggiore liberalizzazione dei contratti a termine acausali perché riguarda le piccole e piccolissime imprese che spesso non applicano contratti collettivi o preferiscono quelli "pirata" e i cui lavoratori non…
ROMA - Il governo Meloni riscrive il decreto Dignità sui contratti a termine, autorizzandone un uso "acausale" - senza specificare la motivazione dell'assunzione - per 12 mesi in più, fino a un totale di 24 mesi. Lo fa individuando, nel decreto Lavoro in preparazione, tre casi.
Primo, esigenze previste dai contratti collettivi stipulati da sindacati nazionali, ma anche aziendali. Secondo, per "specifiche esigenze di natura tecnica, organizzativa e produttiva", qualora non previste dai contratti collettivi, "individuate dalle parti", cioè imprese e lavoratori, e certificate da una commissione. Terzo, per "esigenze di sostituzioni di altri lavoratori".
Il secondo caso è quello che apre ad una maggiore liberalizzazione dei contratti a termine acausali perché riguarda le piccole e piccolissime imprese che spesso non applicano contratti collettivi o preferiscono quelli "pirata" e i cui lavoratori non hanno una rappresentanza sindacale. La certificazione delle "specifiche esigenze" verrebbe effettuata non solo dalle Direzioni provinciali del lavoro, ma anche da: enti bilaterali (imprese e sindacati), università pubbliche e private e consulenti del lavoro.
"Il decreto Calderone allarga le maglie della precarietà", sottolinea Maria Cecilia Guerra, responsabile lavoro nella segreteria nazionale del Pd. "Sul lavoro a termine il decreto cambia le causali per contratti fra 12 e 24 mesi, liberalizzandoli a livello aziendale anche attraverso accordi con sindacati non rappresentativi, o addirittura nella contrattazione individuale fra datore e lavoratore, senza rete, salvo una certificazione ex ante dei soggetti abilitati. Domanda: da quando i consulenti del lavoro decidono su temi così delicati al posto delle norme?". La polemica investe la ministra Calderone, in quanto ex presidente dell'ordine dei consulenti.
Il decreto Lavoro poi non cambia quanto già in vigore dal 2015: e cioè la possibilità di allungare di ulteriori 12 mesi la durata di un contratto a termine fra gli stessi soggetti - per un totale di 36 mesi - ma solo se la proroga è stipulata presso la "direzione territoriale del lavoro competente per territorio".
Governo Renzi: Jobs Act
Il governo Renzi nel 2015 liberalizza completamente i contratti a tempo determinato, portando la loro durata a 36 mesi senza obbligo di causali. Durata che può essere allungata di altri 12 mesi, a 48 mesi totali, se la proroga viene stipulata presso la "direzione territoriale del lavoro competente per territorio".
Governo M5S-Lega: decreto Dignità
Il governo Conte I nel 2018 introduce una stretta al Jobs Act. E nel decreto Dignità pone un limite di 24 mesi al contratto a termine. I primi 12 mesi sono "acausali": non c'è bisogno di spiegare il motivo dell'assunzione. La proroga di ulteriori 12 mesi può avvenire solo in due casi.
Primo caso: "Esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori. Secondo caso: "Esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria".
Anche in questo caso è possibile la proroga di ulteriori 12 mesi, se stipulata presso la "direzione territoriale del lavoro competente per territorio". Si arriva dunque a 36 mesi.
Governo Draghi: decreto Sostegni bis
Il governo Draghi nel 2021 aggiunge al decreto Dignità un terzo caso per allungare il contratto a tempo "acausale" fino a 24 mesi: "Specifiche esigenze previste dai contratti collettivi". Questo terzo caso è stato in vigore dal luglio 2021 fino al 30 settembre 2022. Dopo sono tornate le norme del decreto Dignità.
Anche in questo caso è possibile la proroga di ulteriori 12 mesi, se stipulata presso la "direzione territoriale del lavoro competente per territorio". Si arriva dunque a 36 mesi.
Governo Meloni: decreto Lavoro
Il governo Meloni - nel decreto Lavoro che ancora deve essere approvato, ma di cui esistono bozze - sostituisce i due casi del decreto Dignità con i tre descritti prima. Non si torna al Jobs Act, ancora più radicale, ma di fatto si allunga a 24 mesi la "acausalità", fonte di contenzioso giudiziario tra dipendenti e datori di lavoro.