Economia

Netflix, conti a luci e ombre. Rinvia la stretta sulla condivisione delle password e dice addio ai Dvd

Reed Hastings, fondatore di Netflix, con uno dei Dvd storici della società
Reed Hastings, fondatore di Netflix, con uno dei Dvd storici della società (reuters)
La piattaforma ha registrato utili e ricavi in linea con le stime, ma gli abbonati sono cresciuti meno del previsto. La stretta alla condivisione degli account negli Usa slitta al secondo trimestre
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MILANO - Conti in luce e ombra per Netflix, come ha certificato la reazione di Wall Street alla pubblicazione della sua trimestrale e delle prospettive per il futuro: crollo immediato, poi lenta risalita per tornare - pur debole - verso la parità.

Il colosso dello streaming ha registrato utili e ricavi in linea con le stime, ma con una crescita degli abbonati inferiore alle attese. Per quanto riguarda le scelte strategiche, da una parte ha chiuso definitivamente col passato: sparirà l'attività di consegna di Dvd per posta, che è stato il cuore del business delle origini. Ha invece preso più tempo per mettere in pratica il piano aggressivo di limitazioni alla condivisione delle password: testato su alcuni mercati minori come Canada e Stati Uniti, arriverà negli Stati Uniti solo nel secondo trimestr mentre era stato annunciato per il primo.

Netflix ha registrato 1,75 milioni di abbonati in più nel primo periodo dell'anno, chiudendo a quota 232,5 milioni. Passo ben diverso rispetto a quello, acceleratissimo, registrato durante la pandemia. Veniva però dalla prima perdita annuale di abbonati registrata in dieci anni, e infatti l'azienda ha cercato una serie di contromisure per allargare e fidelizzare la sua base di clienti. Tra le leve, anche il lancio di un servizio a sconto ma con inserzioni pubblicitarie e limitazioni sulla condivisione delle password fuori dal nucleo familiare. Piano che, all'inizio, sarebbe dovuto partire nel primo trimestre, ma che invece inizierà nel secondo. "Questo significa che una parte della crescita attesa nel numero di abbonati e dei benefici per i ricavi finiranno nel terzo trimestre, invece che nel secondo, ma crediamo che il risultato sarà migliore per gli abbonati e per i nostri affari", ha commentato la piattaforma streaming.

In una lettera agli azionisti, raccontata dal Financial Times, la piattaforma ha spiegato che il servizio di "condivisione a pagamento" - che consente ai clienti di condividere la password, dietro pagamento di una fee, al di fuori della propria casa - ha provocato una "reazione di annullamento" nei test in Canada e Spagna. Per Netflix è però solo un danno a breve termine, considerando che nel medio-lungo periodo invece coloro che ricevevano la password in condivisione tendono ad attivare i propri account. O almeno, questo ha detto quanto registrato in Canada dove la base degli utenti paganti è ora più alta prima del lancio del servizio. Secondo Netflix ci sono 100 milioni di famiglie che "condividono" i propri account a livello globale e, racconta sempre il quotidiano della City, secondo le stime di Morgan Stanley la piattaforma potrebbe potenzialmente convertirne il 20-30% in abbonati paganti.

L'utile per azione è stato di 2,88 dollari, contro i 2,86 dollari attesi dagli esperti, su ricavi di 8,16 miliardi, con il consensus a 8,18 miliardi. Nello stesso trimestre del 2022, aveva registrato un utile per azione di 3,53 dollari su ricavi di 7,87 miliardi. Nel primo trimestre, ha aggiunto 1,75 milioni di abbonati, per un totale di 232,5 milioni di abbonati nel mondo, mentre le previsioni erano per una crescita netta di 2,2 milioni. Ieri, il titolo di Netflix aveva chiuso in rialzo dello 0,29%, per un guadagno di oltre il 13% dall'inizio dell'anno, salvo poi andare in netta sofferenza nel post-mercato dopo i conti.