Pnrr, ecco perché l'Italia chiede nuovi prestiti a Bruxelles
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - La spesa del Pnrr arranca, ma il governo ha chiesto nuovi prestiti alla Commissione europea. Perché? Passa da qui il nuovo capitolo della trattativa in corso tra Roma e Bruxelles sulla revisione del Piano di ripresa e resilienza. La richiesta di risorse aggiuntive riguarda anche i conti pubblici, con un risvolto negativo: nuovi prestiti equivalgono a nuovo debito.
Perché il governo italiano ha chiesto più soldi?
Il governo ha inviato la richiesta a Bruxelles prima del 31 marzo, termine intermedio (c'è tempo fino al 31 agosto) fissato per tutti i Paesi che vogliono accedere ai prestiti residui del Recovery Fund. Nella richiesta non è stato indicato un importo, che sarà definito solo quando terminerà la revisione del Pnrr. L'esecutivo, infatti, vuole spostare i progetti irrealizzabili entro il 2026 sulla programmazione dei fondi strutturali 2021-2027, le cui spese possono essere rendicontate fino al 2029. Le risorse liber…
ROMA - La spesa del Pnrr arranca, ma il governo ha chiesto nuovi prestiti alla Commissione europea. Perché? Passa da qui il nuovo capitolo della trattativa in corso tra Roma e Bruxelles sulla revisione del Piano di ripresa e resilienza. La richiesta di risorse aggiuntive riguarda anche i conti pubblici, con un risvolto negativo: nuovi prestiti equivalgono a nuovo debito.
Perché il governo italiano ha chiesto più soldi?
Il governo ha inviato la richiesta a Bruxelles prima del 31 marzo, termine intermedio (c'è tempo fino al 31 agosto) fissato per tutti i Paesi che vogliono accedere ai prestiti residui del Recovery Fund. Nella richiesta non è stato indicato un importo, che sarà definito solo quando terminerà la revisione del Pnrr. L'esecutivo, infatti, vuole spostare i progetti irrealizzabili entro il 2026 sulla programmazione dei fondi strutturali 2021-2027, le cui spese possono essere rendicontate fino al 2029. Le risorse liberate finiranno nei progetti di RepowerEU, per l'efficienza energetica. Ma i soldi potrebbero non bastare: ecco perché l'Italia ha chiesto nuovi prestiti.
Oltre ai 191,5 miliardi del Pnrr, autorizzati da Bruxelles nel 2021, il governo può contare su altre risorse per il capitolo RepowerEU, che sarà inserito nel nuovo Piano di ripresa e resilienza. Sono soldi a fondo perduto: 2,7 miliardi a cui si aggiunge una quota, pari al 7,5%, dei fondi di coesione, che può valere fino a 3,2 miliardi. In tutto, quindi, circa 6 miliardi.
Quanti Paesi hanno richiesto finanziamenti aggiuntivi?
Ad oggi sono dieci i Paesi che hanno espresso interesse a richiedere nuovi prestiti, per un totale di 145 miliardi, a fronte di una disponibilità di 225 miliardi. Alcuni Paesi hanno chiesto i prestiti per la prima volta (non l'avevano fatto quando è stato istituito il Recovery), altri invece in aggiunta alle richieste iniziali.
L'Italia è il Paese che ha richiesto più prestiti di tutti: 122,6 miliardi. I fondi, insieme alle risorse a fondo perduto, saranno erogati in dieci rate (ad oggi Roma è in attesa della terza rata; l'ultima arriverà a giugno del 2026, se si raggiungeranno gli obiettivi semestrali). I prestiti hanno condizioni più vantaggiose rispetto a quelli che l'Italia otterrebbe finanziandosi sui mercati, ma comunque concorrono ad aumentare l'ammontare del debito pubblico. Anche i prestiti legati a RepowerEU avrebbero lo stesso effetto.