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Ecco i rilanci per la rete Tim: il valore sale di un miliardo. Si decide al cda del 4 maggio

PIETRO LABRIOLA, AD DI TIM (ansa)
Le valutazioni di Cdp e quella di Kkr restano sotto quei 20 miliardi da molti individuata come la soglia minima per ricevere il via libera del vertice della società
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MILANO — Salgono di valore le offerte per Netco, la società della rete di Telecom Italia che raggruppa l’infrastruttura primaria, quella secondaria di Fibercop (di cui Kkr ha il 37,5%) e i cavi sottomarini di Sparkle. Ma restano sotto quei 20 miliardi da molti individuati come la soglia minima per ricevere il via libera del cda Tim, convocato per il 4 maggio.

Il primo rilancio è arrivato da Cassa Depositi e Prestiti che ha presentato un’offerta articolata - scadenza il 31 maggio - che valuta Netco circa 19,3 miliardi, compresi una serie di earn out (di cui 200 milioni sulla rete e altri 200 su Sparkle), corrisposti solo al verificarsi di determinate condizioni.

Il ruolo di Sparkle

Nella nuova proposta Cassa si farebbe carico del 100% di Sparkle, e condividerebbe con il fondo australiano Macquarie l’acquisto della rete primaria e secondaria Tim, con l’obiettivo di intrecciarla con quella della rivale Open Fiber (60% delle quote in mano a C…

MILANO — Salgono di valore le offerte per Netco, la società della rete di Telecom Italia che raggruppa l’infrastruttura primaria, quella secondaria di Fibercop (di cui Kkr ha il 37,5%) e i cavi sottomarini di Sparkle. Ma restano sotto quei 20 miliardi da molti individuati come la soglia minima per ricevere il via libera del cda Tim, convocato per il 4 maggio.

Il primo rilancio è arrivato da Cassa Depositi e Prestiti che ha presentato un’offerta articolata - scadenza il 31 maggio - che valuta Netco circa 19,3 miliardi, compresi una serie di earn out (di cui 200 milioni sulla rete e altri 200 su Sparkle), corrisposti solo al verificarsi di determinate condizioni.

Il ruolo di Sparkle

Nella nuova proposta Cassa si farebbe carico del 100% di Sparkle, e condividerebbe con il fondo australiano Macquarie l’acquisto della rete primaria e secondaria Tim, con l’obiettivo di intrecciarla con quella della rivale Open Fiber (60% delle quote in mano a Cdp e il 40% a Macquarie). In questo modo, si darebbe vita alla rete unica, al netto degli eventuali aggiustamenti che l’Antitrust Ue potrebbe imporre al gruppo.

L’operazione punta anche allo spegnimento della rete in rame e alla migrazione verso un’unica rete in fibra, capace di portare l’Italia nell’era digitale. Fonti finanziarie riferiscono che l’offerta di Cdp tutela l’attuale occupazione e farebbe entrare nelle casse di Tim poco meno di 17 miliardi.

La ragnatela unica

Il fondo Usa Kkr, in tarda serata, ha invece alzato la sua proposta non vincolante di un miliardo, portandola a circa 19 milioni. Aggiungerebbe un earn out di 2 miliardi nel caso in cui Cdp e Macquarie decidessero di partecipare al progetto, conferendo Open Fiber e dando vita alla rete unica.

L’offerta di Kkr ha il pregio di essere immediatamente eseguibile, dato che non è soggetta al vaglio della Ue ma solo a quattro settimane di due diligence. Porterebbe nelle casse di Tim circa 15 miliardi, perché il fondo Usa nella sua analisi dà più valore alla rete secondaria, di cui è socio al 37,5%.

Morale: entrambe le offerte sono migliorative di circa un miliardo (con l’opzione incrementale dei vari earn out), anche in conseguenza delle nuove tariffe approvate ad aprile dall’AgCom, che hanno riconosciuto a Tim un aumento dell’ultimo miglio in rame, per incentivare la migrazione verso la fibra.

L'assemblea dei soci

Prima del cda del 4 maggio, che dovrà decidere se andare avanti nel processo di gara, domani si terrà l’assemblea dei soci Tim per approvare il bilancio e gli incentivi della squadra di manager guidata da Pietro Labriola.

Il voto sui compensi, è visto da molti osservatori come la cartina di tornasole per capire se gli azionisti supportano o meno l’attuale management, criticato dal primo socio Vivendi (23,8%) pronto a votare contro i bonus.