La proposta Cisl: "Un rappresentante dei lavoratori nei cda delle aziende"
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - Almeno un componente nei consigli d'amministrazione delle partecipate pubbliche. L'indicazione, però, non dovrà arrivare dalle liste del ministero dell'Economia o da quelle degli altri azionisti delle società. A sceglierlo saranno i lavoratori. È la Cisl a farsi portavoce della richiesta, che non si ferma qui. Perché la proposta di legge di iniziativa popolare che il segretario generale Luigi Sbarra ha depositato stamattina in Cassazione punta ad allargare ulteriormente la partecipazione dei lavoratori nella governance delle imprese.
ROMA - Almeno un componente nei consigli d'amministrazione delle partecipate pubbliche. L'indicazione, però, non dovrà arrivare dalle liste del ministero dell'Economia o da quelle degli altri azionisti delle società. A sceglierlo saranno i lavoratori. È la Cisl a farsi portavoce della richiesta, che non si ferma qui. Perché la proposta di legge di iniziativa popolare che il segretario generale Luigi Sbarra ha depositato stamattina in Cassazione punta ad allargare ulteriormente la partecipazione dei lavoratori nella governance delle imprese.
La proposta, in 22 articoli, non si limita infatti alle partecipate. Gli articoli 3 e 4, infatti, prevedono la partecipazione dei lavoratori anche nel board delle Spa. Nelle imprese con un sistema dualistico, dove cioè l'amministrazione e il controllo sono esercitati da un consiglio di gestione e da uno di sorveglianza, si prevede una quota "non inferiore a un quinto dei componenti" per la sorveglianza. "L’individuazione dei rappresentanti dei lavoratori nel consiglio di sorveglianza, nonché di un eguale numero di supplenti - si legge nel testo - è regolata sulla base delle procedure definite dai contratti collettivi". Nelle società che non adottano il sistema dualistico, invece, la proposta chiede la partecipazione di "uno o più amministratori", sempre "rappresentanti degli interessi dei lavoratori", all'interno del consiglio d'amministrazione o del comitato per il controllo della gestione.
Ma la partecipazione, nello spirito dell'iniziativa del sindacato, non è solo gestionale. Impatta anche sul piano economico-finanziario, con un ruolo attivo dei lavoratori ai profitti e ai risultati dell'impresa, anche tramite forme di partecipazione al capitale, tra cui l'azionariato. All'interno di questo pacchetto c'è la detassazione al 5%, fino a un massimo di 10 mila euro lordi, delle somme che derivano dalla distribuzione ai lavoratori dipendenti di almeno il 10% degli utili complessivi. E la possibilità, per i contratti collettivi, di prevedere l'accesso dei lavoratori ad azioni o quote di capitale delle imprese attraverso l'adozione di un Piano di partecipazione finanziaria. L'adesione al Piano è volontaria e i lavoratori che vi aderiscono non potranno chiedere il rimborso dei titoli prima di tre anni (prima solo in caso di un'Opa o di uno scambio che riguarda gli stessi titoli).
Un altro pilastro della proposta della Cisl, che in tutto prevede una spesa di 50 milioni, riguarda il Piano di miglioramento e di innovazione dei prodotti, ma anche dei processi produttivi e dell'organizzazione del lavoro: sempre i contratti possono prevedere commissioni interne all'azienda, composte dai rappresentanti dell'impresa e da quelli dei lavoratori, per predisporre il Piano che, tra gli altri obiettivi, deve stabilire il ruolo dei sindacati a livello aziendali e i risultati attesi "in termini di miglioramento e innovazione".