Reddito di cittadinanza, la retromarcia del governo sugli occupabili. Metà continuerà a prendere il sussidio: buco da 660 milioni
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - Retromarcia clamorosa del governo Meloni sui 404 mila beneficiari del Reddito di cittadinanza considerati dalla legge di bilancio occupabili e destinati quindi a perdere il sussidio dopo 7 mesi, dal primo agosto. Metà avranno un’indennità sostitutiva da settembre e dicembre, chiamata Pal. L’altra metà non perderà neanche un centesimo, perché il governo ha scoperto che non sono occupabili. Risultato: 660 milioni per coprire la falla. Soldi presi - ecco l’altra sorpresa - dai soldi stanziati per coprire gli incentivi all’assunzione di under 36 e donne, a loro volta coperti da fondi Pnrr avanzati.
Il decreto Lavoro
L’inciampo paradossale è scritto nero su bianco nel decreto Lavoro a cui il governo sta lavorando e che contiene sia la riforma del Reddito di cittadinanza, sdoppiato in Gil e Gal. Sia la liberalizzazione dei contratti a termine. Ebbene il decreto prevede anche la Pal, la Prestazione di acco…
ROMA - Retromarcia clamorosa del governo Meloni sui 404 mila beneficiari del Reddito di cittadinanza considerati dalla legge di bilancio occupabili e destinati quindi a perdere il sussidio dopo 7 mesi, dal primo agosto. Metà avranno un’indennità sostitutiva da settembre e dicembre, chiamata Pal. L’altra metà non perderà neanche un centesimo, perché il governo ha scoperto che non sono occupabili. Risultato: 660 milioni per coprire la falla. Soldi presi - ecco l’altra sorpresa - dai soldi stanziati per coprire gli incentivi all’assunzione di under 36 e donne, a loro volta coperti da fondi Pnrr avanzati.
Il decreto Lavoro
L’inciampo paradossale è scritto nero su bianco nel decreto Lavoro a cui il governo sta lavorando e che contiene sia la riforma del Reddito di cittadinanza, sdoppiato in Gil e Gal. Sia la liberalizzazione dei contratti a termine. Ebbene il decreto prevede anche la Pal, la Prestazione di accompagnamento al lavoro, l’indennità ponte pensata per coprire quella parte di occupabili - beneficiari di Reddito senza minori, disabili, invalidi, over 60 in famiglia - che perdono il sussidio dal primo agosto. Per questi il ministero del Lavoro avrebbe dovuto attivare un percorso di formazione e accompagnamento al lavoro prima di agosto, così da non lasciarli senza rete. Nulla è stato fatto. Ed è arrivata la Pal da 350 euro per il singolo al mese per quattro mesi fino ad un massimo pari all’importo preso in precedenza col Reddito.
Metà degli occupabili ora non lo sono più
La Pal è però destinata solo agli occupabili che hanno sottoscritto il Patto per il lavoro. La relazione tecnica li stima in 213 mila per una spesa di 276 milioni (circa 350 euro al mese a testa). Gli altri 191 mila - per un totale di 404 mila, proprio il numero di occupabili individuati in manovra a dicembre - “sono stati presi in carico dai servizi sociali, in quanto non attivabili al lavoro”. Ecco dunque che per queste persone - pur essendo senza figli minori e pur non avendo disabili, invalidi oppure over 60 in famiglia - il governo rinuncia a togliergli il Reddito, anche se con l’interruzione di agosto. “Il proseguio avverrà fino al 31 dicembre 2023” per un costo a carico dello Stato pari a 384 milioni (circa 543 euro al mese).
Come si copre il buco
Tra Pal e ristoro del Reddito di cittadinanza il governo Meloni deve coprire un buco di 660 milioni da spendere negli ultimi quattro mesi dell’anno: un ammontare ingente, il 66% del miliardo di taglio al Reddito assicurato dalla stretta dei 7 mesi messa in manovra. Dove trova le risorse per metterci una pezza? Con un gioco delle tre carte. Sposta 500 milioni del programma Pon Spao finanziato con il ReactEu (un programma del Pnrr) e altri 175 milioni avanzati da Garanzia giovani per coprire lo sconto contributivo per assumere under 36 e donne. Le risorse così liberate da giovani e donne - 675 milioni - vengono spostate per tamponare la falla del Reddito di cittadinanza. E il gioco è fatto. Una retromarcia in piena regola.
Reddito di cittadinanza fatto a pezzi. Tre sussidi diversi, ma con meno soldi. “Risparmi sui poveri”