Economia

S&P conferma il rating dell'Italia ma boccia la crescita: "solo" +0,4% nel 2023

La premier Giorgia Meloni
La premier Giorgia Meloni 
L'agenzia di rating conferma anche l'outolook "stabile", ma teme un rallentamento della crescita "per via dell'inflazione elevata e dell'inasprimento delle condizioni del credito". Le politiche del governo Meloni "sono in linea con Draghi"
2 minuti di lettura

ROMA - L'agenzia Standard&Poor's ha confermato il rating BBB sull'Italia e ha mantenuto l'outlook stabile, sottolineando come la crescita economica del nostro paese rallenterà nel 2023 a +0,4% per via dell'inflazione elevata e dell'inasprimento delle condizioni del credito. S&P stima che il Pil italiano accelererà a +1,0% nel 2024. Da ricordare che nelle previsioni del governo guidato da Giorgia Meloni, la crescita è indicata nell'1% per l'anno in corso.

"Rischio di una frenata delle riforme"

L'agenzia spiega che "l'outlook stabile riflette la nostra aspettativa che il debito pubblico dell'Italia in rapporto al PIL diminuirà nel 2023-2026, una valutazione controbilanciata dal rischio di un'inversione nell'attuazione delle riforme fondamentali, comprese quelle integrate nel piano nazionale di ripresa e resilienza dell'Italia, con conseguente ritardo del sostegno dell'UE".

Il rating - è il monito di S&P - "potrebbe subire pressioni al ribasso qualora il governo non riuscisse a mettere il debito rispetto al PIL su un percorso discendente a causa di deviazioni fiscali persistenti, uno shock prolungato dei tassi di interesse o come conseguenza di una crescita più debole del previsto. Un'attuazione solo parziale delle riforme, soprattutto quelle legate all'erogazione dei fondi comunitari, comporterebbe anche rischi per la crescita e per i conti pubblici, e di conseguenza pressioni al ribasso sul rating".

"L'Italia dovrà perseguire il risanamento dei conti"

A causa della reintroduzione delle regole di bilancio dell'UE il prossimo anno" le autorità italiane "sono pronte a perseguire un ritmo graduale di risanamento nei prossimi anni, registrando lievi avanzi primari entro il 2024, portando il debito rispetto al PIL su un leggero percorso discendente". Lo scrive l'agenzia S&P nella nota che accompagna la conferma del rating e dell'outlook dell'Italia.

"Anche ipotizzando 5,2 punti percentuali di consolidamento fiscale tra la fine del 2022 e la fine del 2026, secondo le nostre proiezioni, nel 2026 il debito lordo rispetto al PIL sarebbe ancora intorno al 136% del PIL, ben al di sopra dell'attuale media dell'area dell'euro (93%), e il terzo livello più alto di debito sovrano nell'Ocse, dopo Giappone e Grecia" continua l'agenzia.

"Le politiche del governo Meloni in linea con Draghi"

La legge di bilancio 2024 del governo di Giorgia Meloni, valuta S&P, "sarà importante per valutare l'impegno del governo alla prudenza fiscale". L'agenzia di rating sottolinea che "dalla formazione del governo di coalizione di destra, nel settembre 2022, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha perseguito un approccio moderato e pragmatico nei confronti dell'Europa e della politica fiscale, esemplificato dall'approvazione della finanziaria 2023, che ha mantenuto una certa prudenza fiscale, in linea con il suo predecessore Mario Draghi".

Dalle condizioni di salute Berlusconi rischi limitati

L'agenzia di rating si sofferma anche sulle condizioni di salute di Silvio Berlusconi. "Riteniamo che le attuali preoccupazioni per la salute di Silvio Berlusconi sollevino rischi politici limitati, dal momento che la maggior parte del suo partito, Forza Italia, si unirebbe probabilmente a Fratelli d'Italia se il partito dovesse spaccarsi".