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First Republic Bank trascina in basso le borse. Milano la peggiore in Europa: -1,03%

(afp)
La banca americana ammette una fuga di capitali da 100 miliardi nell'ultimo mese. I mercati europei tutti al ribasso tranne Francoforte piatta. Ubs dimezza l'utile, il titolo fa -2%: acquisizione di Credit Suisse entro maggio
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ROMA - La borsa di Milano chiude in netto calo, maglia nera d'Europa - -1,03% a 27.253 punti - in una seduta caratterizzata da scambi sottili per la giornata festiva e condizionata dalle numerose trimestrali in uscita sia in Europa che negli Usa, dove sono attesi i conti delle big tech come Microsoft e Alphabet. Sul listino male le banche, di riflesso alla trimestrale di Ubs che ha dimezzato l'utile a 1 miliardo. E anche alle notizie americane con la fuga record di depositi da 100 miliardi subita da First Republic Bank.

Borsa di Milano, maglia nera in Europa

Male le banche, si diceva. Banco Bpm ha perso il 3,05%, Unicredit il 2,70% e Intesa Sanpaolo l'1,83%. Deboli anche i petroliferi, con il prezzo del greggio giù di circa il 2,5%. Tenaris ha ceduto il 2,85% e Saipem il 2,49%. A guidare i rialzi è stata Inwit, che ha guadagnato l'1,18%. Solida Campari, con un incremento dello 0,81%. Positive anche Enel (+0,46%) e Terna (+0,18%).

Sul mercato valutario,…

ROMA - La borsa di Milano chiude in netto calo, maglia nera d'Europa - -1,03% a 27.253 punti - in una seduta caratterizzata da scambi sottili per la giornata festiva e condizionata dalle numerose trimestrali in uscita sia in Europa che negli Usa, dove sono attesi i conti delle big tech come Microsoft e Alphabet. Sul listino male le banche, di riflesso alla trimestrale di Ubs che ha dimezzato l'utile a 1 miliardo. E anche alle notizie americane con la fuga record di depositi da 100 miliardi subita da First Republic Bank.

Borsa di Milano, maglia nera in Europa

Male le banche, si diceva. Banco Bpm ha perso il 3,05%, Unicredit il 2,70% e Intesa Sanpaolo l'1,83%. Deboli anche i petroliferi, con il prezzo del greggio giù di circa il 2,5%. Tenaris ha ceduto il 2,85% e Saipem il 2,49%. A guidare i rialzi è stata Inwit, che ha guadagnato l'1,18%. Solida Campari, con un incremento dello 0,81%. Positive anche Enel (+0,46%) e Terna (+0,18%).

Sul mercato valutario, l'euro ha terminato la sessione in calo attorno a quota 1,0980 contro il dollaro e poco sotto quota 147 contro lo yen. In leggero allargamento lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi. Il differenziale si è collocato a 189 punti, contro i 187 della vigilia. Il rendimento dei Buoni italiani è salito al 4,266%.

Le Borse europee chiudono in calo, unica eccezione è Francoforte che termina piatta. L'indice Dax di Francoforte segna +0,03% con 15.868,25 punti, l'Ftse di Londra -0,29% con 7.889,30, il Cac 40 di Parigi -0,56% con 7.531,61.

Il caso di First Republic Bank

I clienti della First Republic Bank hanno ritirato oltre 100 miliardi di dollari di depositi dalla banca durante la crisi del mese scorso, nel timore che potesse essere la terza banca a fallire dopo il crollo della Silicon Valley Bank e della Signature Bank. La First Republic, con sede a San Francisco, ha fatto sapere che ha fermato l'emorragia solo dopo che un gruppo di grandi banche è intervenuto per salvarla con un deposito da 30 miliardi di dollari.

La rassicurazione non è però bastata agli investitori. E il titolo è precipitato del 28% all'apertura di Wall Street. Le azioni di First Republic sono crollate del 90% quest'anno a causa delle preoccupazioni degli investitori sulla stabilità degli istituti regionali. First Republic prevede di ristrutturare il bilancio e licenziare fino a un quarto della sua forza lavoro che ammontava a circa 7.200 dipendenti alla fine del 2022.

Ubs punta a chiudere con Credit Suisse entro maggio

Continua la vicenda delle banche svizzere. Ubs nei primi tre mesi dell'anno ha dimezzato gli utili a 1,3 miliardi di dollari (-52%), circa 1,2 miliardi di euro, per effetto di accantonamenti da 665 milioni di dollari per contenziosi legali negli Stati Uniti. Il titolo, in avvio di seduta a Zurigo scende del 5%, poi riduce le perdite e chiude a -2,1%. Nel frattempo Ubs lavora a pieno ritmo all'integrazione con Credit Suisse, dopo il burrascoso salvataggio del governo elvetico nel fine settimana del 18-19 marzo. E punta a chiudere l'operazione nel secondo trimestre. Con "molta probabilità a fine maggio", dice l'amministratore delegato Sergio Ermotti.