La Cina aumenta la produzione di energia a carbone: più lontani gli impegni sulla riduzione delle emissioni
di Maria Sole Betti , di Maria Sole BettiROMA - La Cina accelera sulle centrali a carbone e compromette il suo impegno nella riduzione delle emissioni da combustibili fossili. Solo nel primo trimestre del 2023 le autorizzazioni delle province cinesi per la produzione di nuova energia a carbone sono state superiori a quelle rilasciate nel corso di tutto il 2021. Un elemento che allontanerebbe Pechino dall'obbiettivo di diventare carbon neutral entro il 2060.
Tra gennaio e marzo di quest'anno i governi locali hanno dato il via libera a 20,45 gigawatt (GW) di energia elettrica derivante dal carbone. Più del doppio rispetto agli 8,63 GW fissati per lo stesso periodo del 2022 e ben al sopra dei 18GW di carbone approvati per l'intero 2021. A sverlarlo è un report di Greenpeace East Asia, che ha esaminato documenti ufficiali, progetti, revisioni e valutazioni di impatto ambientale, analizzando l'attuale capacità delle centrali a carbone della seconda economia più grande del mondo, nonch&…
ROMA - La Cina accelera sulle centrali a carbone e compromette il suo impegno nella riduzione delle emissioni da combustibili fossili. Solo nel primo trimestre del 2023 le autorizzazioni delle province cinesi per la produzione di nuova energia a carbone sono state superiori a quelle rilasciate nel corso di tutto il 2021. Un elemento che allontanerebbe Pechino dall'obbiettivo di diventare carbon neutral entro il 2060.
Tra gennaio e marzo di quest'anno i governi locali hanno dato il via libera a 20,45 gigawatt (GW) di energia elettrica derivante dal carbone. Più del doppio rispetto agli 8,63 GW fissati per lo stesso periodo del 2022 e ben al sopra dei 18GW di carbone approvati per l'intero 2021. A sverlarlo è un report di Greenpeace East Asia, che ha esaminato documenti ufficiali, progetti, revisioni e valutazioni di impatto ambientale, analizzando l'attuale capacità delle centrali a carbone della seconda economia più grande del mondo, nonchè del primo produttore di emissioni.
La Repubblica popolare cinese è infatti il paese che emette la quantità di gas serra - come l'anidride carbonica - più alta al mondo sia in termini assoluti che in relazione alla popolazione. Con conseguenze devastanti per il cambiamento climatico e per la siccità. Ecco perchè gli impegni della Cina in materia di emissioni e di produzione di energia rinnovabile sono considerati essenziali per limitare l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi.
Eppure, l'impennata delle autorizzazioni per le centrali elettriche a carbone di questi primi mesi del 2023 starebbe alimentando il timore che la Cina faccia marcia indietro rispetto ai suoi obiettivi ambientali. Come raggiungere il picco delle emissioni tra il 2026 e il 2030 e diventare neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio entro il 2060. Già l'anno scorso il paese aveva generato quasi il 60% della sua elettricità dal carbone, sulla scia di un vero e proprio boom sul fossile, il più grande dal 2015. Si tratta di nuova energia nel 2022 per oltre 90 GW, prodotta per il 77,8% solo in otto province, con il Guangdong in testa per il maggior numero di nuove centrali a carbone.
Una linea seguita anche quest'anno dalle stesse province che lo scorso anno hanno sofferto di carenza di energia elettrica a causa di ondate di caldo record che hanno ridotto la produzione di energia idroelettrica. Ma ora il boom della produzione delle centrali di carbone "rischia di provocare disastri climatici" e di "bloccarci in un percorso ad alto contenuto di carbonio", continuando ad ostacolare il trasferimento e lo stoccaggio dell'elettricità finché non li affronteremo di petto" ha dichiarato Xie Wenwen, responsabile della campagna clima ed energia di Greenpeace East Asia.