Decreto lavoro, ultimi ritocchi al testo. Dal taglio del cuneo all'addio al Reddito di cittadinanza: cosa cambierà
di a cura della redazione EconomiaROMA - I tecnici del ministero dell'Economia sono a lavoro su diversi scenari, poi spetterà al titolare del dicastero Giancarlo Giorgetti scegliere quello definitivo. Sul tavolo c'è il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi, da maggio (o giugno) a dicembre: è una delle misure del pacchetto lavoro che sarà esaminato dal Consiglio dei ministri il primo maggio, il giorno della festa dei lavoratori. Le risorse sono limitate: in tutto 3,4 miliardi.
Il taglio del cuneo fiscale
Ma a quanto ammonterà il beneficio in busta paga? Secondo la Banca d'Italia l'intervento varrà in media circa 200 euro all'anno, poco più di 15 euro al mese. Dal Tesoro, tuttavia, assicurano che l'importo sarà più alto. Dipende tutto dall'assetto finale dell'intervento che potrebbe essere calibrato su due fasce di reddito (rispettivamente fino a 25 mila euro lordi e tra 25 mila e 35 mi…
ROMA - I tecnici del ministero dell'Economia sono a lavoro su diversi scenari, poi spetterà al titolare del dicastero Giancarlo Giorgetti scegliere quello definitivo. Sul tavolo c'è il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi, da maggio (o giugno) a dicembre: è una delle misure del pacchetto lavoro che sarà esaminato dal Consiglio dei ministri il primo maggio, il giorno della festa dei lavoratori. Le risorse sono limitate: in tutto 3,4 miliardi.
Il taglio del cuneo fiscale
Ma a quanto ammonterà il beneficio in busta paga? Secondo la Banca d'Italia l'intervento varrà in media circa 200 euro all'anno, poco più di 15 euro al mese. Dal Tesoro, tuttavia, assicurano che l'importo sarà più alto. Dipende tutto dall'assetto finale dell'intervento che potrebbe essere calibrato su due fasce di reddito (rispettivamente fino a 25 mila euro lordi e tra 25 mila e 35 mila euro lordi), coinvolgendo una platea di 13,8 milioni tra lavoratori dipendenti, privati e pubblici, o solo su quella più bassa, fino a 25 mila euro.
La Lega chiede fondi per le pensioni minime
"Le risorse saranno utilizzate per sostenere il reddito disponibile e il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti nel 2023", ha scritto il governo nella relazione inviata al Parlamento per chiedere l'autorizzazione a ricorrere all'indebitamento. Ma la Lega chiede di aggiungere un segnale sulle pensioni minime. Il nodo sarà sciolto nei prossimi giorni, quando tra l'altro sarà chiaro anche se il Cdm si troverà ad esaminare un solo decreto o due. E questo perché non è ancora stato deciso se includere la misura sul cuneo nel decreto Lavoro che conterrà la riforma del Reddito di cittadinanza e la liberalizzazione dei contratti a termine.
La fine del Reddito di Cittadinanza
Il Reddito di Cittadinanza non esisterà più dal primo gennaio del 2024; al suo posto la Gil (Garanzia per l'inclusione lavorativa), la Gal (Garanzia per l'attivazione lavorativa) e la Pal (Prestazione di accompagnamento al lavoro). La Gil sarà destinata alle famiglie "non occupabili" con minori, over 60, disabili e invalidi. Come il Reddito, potrà essere richiesta per 18 mesi, rinnovabili per altri dodici dopo un mese di stop. Per un single l'assegno sarà pari a 500 euro più 280 euro per l'affitto. Al vaglio della Ragioneria generale dello Stato i requisiti Isee (nella bozza fissata a 7.200 euro) e la scala di equivalenza, il moltiplicatore con il quale si calcola l'assegno complessivo per la famiglia.
Durerà dodici mesi, non rinnovabili, la Garanzia per l'attivazione lavorativa, destinata agli "occupabili", tra i 18 e i 59 anni, senza disabili, over, minori e invalidi in famiglia. Potrà beneficiarne anche un secondo componente, che riceverà 175 euro, per un massimo di 525 euro mensili alla coppia. Tre mesi, da settembre a dicembre, sarà invece la durata della Prestazione di accompagnamento al lavoro: 350 euro al mese per un single "occupabile" che riceverà il Rdc fino a luglio.
Più libertà per i contratti a termine
Novità anche sul fronte dei contratti a termine. Il governo vuole superare le disposizioni contenute nel decreto Dignità, che hanno ristretto il ricorso a questa tipologia. Il limite dei 36 mesi consecutivi per passare a un contratto a tempo indeterminato non sarà superato, ma si allungherà, da uno a due anni, il periodo in cui il datore di lavoro non sarà obbligato a indicare le motivazioni (le cosiddette causali) per l'assunzione a tempo del lavoratore. Nell'ultima bozza del decreto erano indicati tre casi: esigenze previste dai contratti collettivi stipulati da sindacati nazionali o aziendali; "esigenze di natura tecnica, organizzativa e produttiva" ed "esigenze di sostituzioni di altri lavoratori". Lo schema, tuttavia, è ancora suscettibile di modifiche.