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Berlino attacca sul Patto di stabilità: “Non cambiamo le regole sul debito”

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il ministro dell'Economia Robert Habeck (reuters)
Il governo tedesco boccia la bozza di riforma della Commissione e guida il fronte dei falchi Ue per tornare al rigore sui conti pubblici
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BERLINO - All'inizio di marzo, quando il ministro dell'Economia Christian Lindner ha incontrato il suo omologo Giancarlo Giorgetti, gli ha spiegato che "un debito è un debito". E per un tedesco un debito è kantianamente brutto, dal punto di vista soggettivo e universale. Inutile, questo il messaggio del ministro, cercare di negoziare eccezioni al disavanzo o tentare di conquistare margini di manovra sul debito. E per rendere ancora più chiara la posizione della Germania, Lindner ha fatto circolare poi un paper in cui bocciava senza appello le due principali proposte elaborate in questi mesi da Bruxelles e che verranno discusse in questo fine settimana tra i Paesi Ue. Una due giorni in cui andrà in scena un nuovo capitolo dello scontro tra i falchi e le colombe della Ue.

BERLINO - All'inizio di marzo, quando il ministro dell'Economia Christian Lindner ha incontrato il suo omologo Giancarlo Giorgetti, gli ha spiegato che "un debito è un debito". E per un tedesco un debito è kantianamente brutto, dal punto di vista soggettivo e universale. Inutile, questo il messaggio del ministro, cercare di negoziare eccezioni al disavanzo o tentare di conquistare margini di manovra sul debito. E per rendere ancora più chiara la posizione della Germania, Lindner ha fatto circolare poi un paper in cui bocciava senza appello le due principali proposte elaborate in questi mesi da Bruxelles e che verranno discusse in questo fine settimana tra i Paesi Ue. Una due giorni in cui andrà in scena un nuovo capitolo dello scontro tra i falchi e le colombe della Ue.

Lindner si è convinto di poter lanciare un'operazione "austerity 2.0" in Europa che la renda più rigorista. Anche se, rispetto agli anni del sommo sacerdote dell'austerità Wolfgang Schauble, l'aria è cambiata. Soprattutto a Parigi. Ma Lindner si è garantito il totale sostegno della Finlandia e dell'Austria, in parte dei Paesi Bassi (sicuramente quello del premier Mark Rutte, meno della ministra delle Finanze, Sigrid Kaag) e del Lussemburgo. Persino del Portogallo, perché si sente penalizzato sul metodo di calcolo della sostenibilità del debito. Una minoranza che non consente alla Germania di imporre la sua proposta. Ma che può impedire che venga approvata quella della Commissione. Tuttavia, l'elefante nella stanza è Emmanuel Macron. A Berlino sono consapevoli che le richieste della Germania sono irricevibili, a Parigi. Rispetto a dieci anni fa, il debito francese è esploso al 113% del Pil. La Francia non è più la mediatrice tra rigoristi e il resto della Ue: ha ingrossato le fila dei "peccatori".

A Berlino non piacciono alcune proposte che verranno presentate venerdì: le eventuali eccezioni per l'aggiustamento del deficit e che il debito si possa ridurre negoziandone il taglio direttamente con la Commissione. La diffidenza verso Bruxelles è un antico riflesso dei tedeschi, frustrati da decenni di procedure d'infrazione che non sono quasi mai sfociate in sanzioni, rendendo i "numeretti" del Patto di stabilità, di fatto, scritti sull'acqua. Quindi, avendo ereditato da Schaeuble la diffidenza verso una Commissione ritenuta spesso troppo "flessibile", Lindner vuole mantenere quei "numeretti" e aggiungerne altri: "Il tetto al disavanzo deve restare al 3%, quello sul debito al 60%", ha dichiarato. E per raggiungere risultati concreti su quest'ultimo fronte, Lindner propone un taglio di mezzo punto o un punto di debito all'anno.

Lindner è anche incoraggiato dai sondaggi. I liberali stanno vivendo una piccola luna di miele con i tedeschi, dopo le batoste elettorali nei land del 2022. Un recupero dovuto alla guerra a tutte le iniziative dei Verdi - dallo stop al nucleare, alla fine del motore a scoppio. I liberali si pongono come il partito che difende a oltranza le ragioni dell'industria. Ma una delle loro principali battaglie è da sempre il rigore nei conti pubblici - votarono persino contro i pacchetti di salvataggio europei alla Grecia. E pazienza se ora Lindner sta applicando la vituperata "finanza creativa" ai suoi stessi conti pubblici, nascondendo nei veicoli speciali miliardi di spese aggiuntive. L'importante è raccontare ai tedeschi che lui mantiene il freno al debito.

Dal ministero di Lindner assicurano che la posizione del ministro è concordata con il cancelliere Olaf Scholz, che è la posizione del governo. Ma nella Spd non tutti sono d'accordo con la postura iper rigorista del ministro liberale. E i Verdi, crollati nei sondaggi, sono sicuramente favorevoli a una regola che consenta di scomputare gli investimenti dal deficit, uno dei pilastri della proposta della Commissione. Per ora i malumori restano sottotraccia. Ma quanto durerà il silenzio dei verdi?