ROMA - Per la ripresa e la ricostruzione dell'Ucraina serviranno 411 miliardi di dollari, secondo le stime della Banca Mondiale, delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea. E l'Italia, dopo la Germania e la Francia, che si sono già fatte avanti alla fine dell'anno scorso, non si tira indietro: oggi, mercoledì 26 al Palazzo dei Congressi di Roma si terrà la "Conferenza bilaterale sulla ricostruzione dell'Ucraina", alla quale parteciperanno, oltre che gli esponenti del governo, anche i rappresentanti delle imprese, a cominciare dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi. In campo, secondo il governo, mille imprese italiane.
In campo come padroni di casa il ministro degli Esteri Antonio Tajani, quelli dell'Economia Giancarlo Giorgetti, dei Trasporti Matteo Salvini, delle Imprese Adolfo Urso, che si confronteranno con i loro omologhi. Ci saranno poi anche i rappresentanti delle principali istituzioni finanziarie internazionali, dalla Bei alla Banca Mondiale, la Bers, la Banca di Sviluppo del Consiglio d'Europa e la Ifc (International Finance Corporation).
La ricostruzione in Ucraina, ha affermato qualche giorno fa Tajani, "rappresenta una opportunità, non possiamo lasciare la ricostruzione solo a imprese francesi, tedesche, americane o britanniche". Una opportunità non solo per l'industria, ha aggiunto il ministro: "Credo possa interessare molto il mondo artigianale, perché ci saranno tanti progetti, tante opportunità, che dobbiamo saper cogliere, con la nostra qualità".
E l'ambasciatore d'Ucraina in Italia, Yaroslav Melnyk, ha ringraziato l'Italia: "Siamo sinceramente grati ai nostri partner italiani per aver ospitato la Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina e per la loro ferma posizione di principio nel sostenere il nostro Stato nella lotta per la libertà e l'indipendenza. Ci aspettiamo che la suddetta conferenza contribuisca a consolidare gli sforzi della comunità internazionale nella creazione dei nuovi meccanismi efficaci per la ricostruzione del nostro Paese", ha affermato.
I colloqui e i progetti di ricostruzione riguarderanno le infrastrutture e i trasporti, l'energia (comprese le rinnovabili), l'agroindustria, la farmaceutica e i dispositivi medici, il digitale e i servizi.
Il processo di ricostruzione è la parte economica del percorso che dovrà portare all’ingresso dell’Ucraina nella Ue. In cambio degli aiuti per la ricostruzione, Kiev dovrà portare portare avanti riforme per garantire più legalità e trasparenza, creando un ambiente favorevole alla realizzazione dei progetti.
In questo modo, quello che inizierà domani, sarà un percorso che si annuncia lungo e articolato, in cui il governo vorrebbe assumere un ruolo di guida, durante la presidenza del G7 che assumerà l’anno prossimo. Con l’idea di ospitare una conferenza sulla ricostruzione nel 2025.