✕

Big Tech al bivio dell'Intelligenza artificiale. I conti tengono in attesa della svolta

(reuters)
Da Alphabet e Microsoft risultati migliori delle attese, anche se ci sono zone d'ombra e resta il pericolo di licenziamenti per tagliare i costi. Gli analisti convinti: si stanno scaldando i motori per l'Ia, nei prossimi trimestri le risposte
3 minuti di lettura

NEW YORK - Trimestrali migliori del previsto, ma in calo rispetto a un anno fa. Le Big Tech registrano segnali contrastanti, al vaglio degli analisti per capire l'impatto che i chatbot avranno a medio termine sui conti.

Benino Google, bene Microsoft, in attesa di conoscere i dati di Amazon e Meta. Luci e ombre un po' ovunque, ma che confermano una sensazione: i motori di ricerca sono ancora lo zoccolo duro delle piattaforme e l'intelligenza artificiale sarà l'elemento chiave. La pressione sulle compagnie tech per sviluppare i loro chatbot in grado di rivoluzionare la ricerca su internet con miliardi di utenti è cresciuta da quando nel mercato è entrato il ChatGpt. Era novembre. Da allora Meta, Alphabet, Microsoft hanno accelerato la loro presenza nel mercato dell'Ai, e lo stesso stanno facendo altre compagnie come Ibm, Amazon, Baidu e Tencent. Alcuni investitori, come Elon Musk, prevedono ripercussioni sui conti.

Big Tech al bivio dell'In…

NEW YORK - Trimestrali migliori del previsto, ma in calo rispetto a un anno fa. Le Big Tech registrano segnali contrastanti, al vaglio degli analisti per capire l'impatto che i chatbot avranno a medio termine sui conti.

Benino Google, bene Microsoft, in attesa di conoscere i dati di Amazon e Meta. Luci e ombre un po' ovunque, ma che confermano una sensazione: i motori di ricerca sono ancora lo zoccolo duro delle piattaforme e l'intelligenza artificiale sarà l'elemento chiave. La pressione sulle compagnie tech per sviluppare i loro chatbot in grado di rivoluzionare la ricerca su internet con miliardi di utenti è cresciuta da quando nel mercato è entrato il ChatGpt. Era novembre. Da allora Meta, Alphabet, Microsoft hanno accelerato la loro presenza nel mercato dell'Ai, e lo stesso stanno facendo altre compagnie come Ibm, Amazon, Baidu e Tencent. Alcuni investitori, come Elon Musk, prevedono ripercussioni sui conti.

Big Tech al bivio dell'Intelligenza artificiale

I dati della prima trimestrale dell'anno non possono essere considerati ancora indicativi dell'impatto del ChatBot, ma mostrano che il mercato è arrivato forse a un primo bivio. Alphabet, "genitore" di Google e YouTube, ha riportato una trimestrale più positiva del previsto: ricavi pari a 69,7 miliardi, rispetto ai 68,9 attesi dagli analisti, con un incremento pari al 2,6 per cento rispetto all'anno scorso, e un utile per azione pari a 1,17 dollari, rispetto ai previsti 1,08. Il titolo è cresciuto del 5 per cento all'uscita dei dati, per poi assestarsi nel corso della seduta. Ma il risultato operativo si è attestato a 17,4 miliardi, un calo del 13 per cento rispetto allo stesso periodo di un anno fa. I segnali incoraggianti arrivano dalla raccolta pubblicitaria: YouTube ha raggiunto i 6,69 miliardi di dollari, quando invece erano attesi 6,64, una crescita piccola ma in controtendenza dopo una serie di trimestrali molto difficili. Ma anche qui luci e ombre: i 6,7 miliardi segnano un meno 2,6 per cento rispetto al primo trimestre del 2022 ed è il terzo di fila che registra un calo rispetto al precedente.

Gli inserzionisti di Google hanno portato nelle casse della compagnia 54,5 miliardi, contro i 53,7 attesi e anche in questo caso a fare da traino è il motore di ricerca, volano che attrae ancora la pubblicità. Google Cloud, la divisione che offre servizi tecnologici e software ad altre attività, ha registrato una crescita del 28 per cento, la più rapida tra i segmenti della big company. "Siamo soddisfatti della nostra performance - ha commentato il ceo di Google e Alphabet Sundar Pichai - abbiamo introdotti importanti novità ancorate anche all'uso dell'Intelligenza artificiale". Il riferimento all'Ai non è casuale: Google sta affrontando sfide molto difficili. Per la prima volta in più di vent'anni il motore di ricerca è minacciato da un'ondata di chatbot che hanno catturato l'immaginazione del pubblico.

La sfida di Microsoft

Microsoft e OpenAi, che produce il ChatGpt, stanno mettendo a dura prova Google, che ha risposto lanciando a marzo un chatbot chiamato Bard, ma che ancora non ha prodotto ricavi. A maggio lancerà un Ai in grado instaurare conversazioni con l'utente, sull'onda del Bing creato da Microsoft. Ma oltre alle intelligenze virtuali ci sono i destini delle persone reali, e lì siamo ancora nella dimensione drammatica, equivalente a una parola: licenziamento. Il Ceo di Google, Pichai, parlando con il Wall Street Journal, non ha voluto confermare o smentire le voci su una nuova ondata di licenziamenti, per tagliare i costi, ma a gennaio il gigante di internet aveva parlato di 12 mila esuberi, pari al 6 per cento della forza lavoro.  L'anno scorso il Ceo ha ricevuto compensi per un totale di 226 milioni di dollari, compreso un stock di titoli triennali per un valore di 210 milioni.

Anche Microsoft ha riportato guadagni dalla prima trimestrale dell'anno, mostrando lievi segnali di crescita: crescita del 9 per cento con utili per titolo a 2,45 per azione contro i 2,23 attesi. I ricavi sono stati pari a 52,8 contro i 51,0 attesi. La crescita è del 7 per cento rispetto a un anno fa, quando i ricavi erano stati pari a 49,3 miliardi. A fare da traino l'accelerazione della compagnia di Seattle nella ricerca dei ChatBot, con il lancio di Bing, considerato il nuovo motore di ricerca che dovrà portare via utenti e inserzionisti da Google. Siamo entrati nella nuova fase dell'intelligenza artificiale, considerata la grande svolta digitale dopo l'invenzione di internet, ma non ci siamo ancora dentro e su larga scala. Questo, secondo gli analisti, può significare solo una cosa: questa trimestrale è stato un riscaldare i motori, in attesa della seconda. E, ancora di più, della terza, quando il fenomeno Chatbot sarà consolidato.