✕

Pnrr, troppi ritardi. Lavori solo per il 60% degli asili nido

(ansa)
Le aggiudicazioni dei Comuni procedono a rilento. Il governo tratta con Bruxelles per rivedere l'obiettivo di giugno del Pnrr: taglio degli appalti assegnati o rinvio a dicembre
1 minuti di lettura

ROMA - In ballo ci sono 4,6 miliardi del Pnrr. Ma anche un tassello fondamentale delle promesse sul welfare. Ecco il peso del rischio che pende sul governo a causa dei ritardi sugli asili nido. Che si è fatto più forte perché l’aggiudicazione dei lavori da parte dei Comuni procede a rilento, a fronte di una scadenza che si avvicina: l’assegnazione deve essere completata entro il 30 giugno. È il passaggio intermedio di un obiettivo che prevede, al 31 dicembre 2025, la creazione di 264.480 nuovi posti negli asili e nelle scuole dell’infanzia.

L’allarme a Palazzo Chigi è già scattato. "Il governo sta cercando di sa…

ROMA - In ballo ci sono 4,6 miliardi del Pnrr. Ma anche un tassello fondamentale delle promesse sul welfare. Ecco il peso del rischio che pende sul governo a causa dei ritardi sugli asili nido. Che si è fatto più forte perché l’aggiudicazione dei lavori da parte dei Comuni procede a rilento, a fronte di una scadenza che si avvicina: l’assegnazione deve essere completata entro il 30 giugno. È il passaggio intermedio di un obiettivo che prevede, al 31 dicembre 2025, la creazione di 264.480 nuovi posti negli asili e nelle scuole dell’infanzia.

L’allarme a Palazzo Chigi è già scattato. "Il governo sta cercando di salvare gli asili, salvaguardarli nell’obiettivo finale perché ad oggi sono stati accumulati grossi ritardi", ha detto il ministro per il Pnnr Raffaele Fitto durante l’informativa in Parlamento sul Piano di ripresa e resilienza. La strategia parte dalla consapevolezza che sarà impossibile rispettare la tabella di marcia, ma allo stesso tempo non si vuole rinunciare all’obiettivo finale, tanto meno a impiegare le risorse. Da qui l’idea di trattare con l’Europa.

Le opzioni sul tavolo dell’esecutivo sono due. La prima è abbassare la quota delle assegnazioni dei lavori al 60%. Una stima prudenziale, che ha un margine del 5%. Un ridimensionamento importante, pari al 40% rispetto a quanto concordato da Mario Draghi con l’Ue. Ma le proiezioni del monitoraggio attivato dal ministero dell’Istruzione dicono che i Comuni non riusciranno ad andare oltre.

Insomma la scelta è obbligata, deve prendere atto dei problemi che hanno interessato una parte importante degli oltre 2.600 interventi autorizzati e dislocati in circa duemila Comuni. Non solo l’inflazione, che ha gonfiato i costi, ma anche la difficoltà di passare dal progetto di fattibilità a quello esecutivo. Il piano b è il rinvio a dicembre dell’obiettivo di giugno, con la garanzia di portare a compimento tutte le assegnazioni. A Bruxelles l’ultima parola.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA