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Credit Suisse, quando le scuse non bastano

(reuters)
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Alla presenza di 1.740 azionisti infuriati si è svolta, ieri all’Hallenstadion di Zurigo, l’ultima assemblea di Credit Suisse. L’exgigante bancario, vissuto 167 anni e crollato in 4 giorni, evita il fallimento solo grazie a un contributo di oltre 100 miliardi di franchi da parte della banca centrale svizzera e dalla fusione con Ubs.

Un crollo provocato dalla fuga dei clienti, convinti di aver depositato i loro risparmi in un istituto troppo coinvolto in scandali irrimediabili. Durante l’assemblea il presidente della banca, Axel Lehmann, si è scusato per non aver saputo frenare la perdita di fiducia nei confronti di Credit Suisse, deludendo in tal modo azionisti e clienti.

Ma coloro che si sono visti azzerare 16 miliardi di franchi di obbligazioni subordinate certo non si accontenteranno delle scuse. Dopo la fine del segreto bancario, questo ennesimo scandalo, intervenuto a 15 anni dal salvataggio di Ubs, fa apparire le banche elvetiche in ritira…

Alla presenza di 1.740 azionisti infuriati si è svolta, ieri all’Hallenstadion di Zurigo, l’ultima assemblea di Credit Suisse. L’exgigante bancario, vissuto 167 anni e crollato in 4 giorni, evita il fallimento solo grazie a un contributo di oltre 100 miliardi di franchi da parte della banca centrale svizzera e dalla fusione con Ubs.

Un crollo provocato dalla fuga dei clienti, convinti di aver depositato i loro risparmi in un istituto troppo coinvolto in scandali irrimediabili. Durante l’assemblea il presidente della banca, Axel Lehmann, si è scusato per non aver saputo frenare la perdita di fiducia nei confronti di Credit Suisse, deludendo in tal modo azionisti e clienti.

Ma coloro che si sono visti azzerare 16 miliardi di franchi di obbligazioni subordinate certo non si accontenteranno delle scuse. Dopo la fine del segreto bancario, questo ennesimo scandalo, intervenuto a 15 anni dal salvataggio di Ubs, fa apparire le banche elvetiche in ritirata e con la reputazione a pezzi.

Si ripercuote su di un Paese che ha dimostrato, di avere ben pochi amici, visto il concreto sospetto di forti pressioni internazionali per mettere fine all’agonia di Credit Suisse.