Economia

Pil, maxi rimbalzo nel primo trimestre. Crescita a +0,5%

Pil, maxi rimbalzo nel primo trimestre. Crescita a +0,5%
Il dato preliminare Istat va molto oltre le attese. La crescita acquisita a 0,8%, vicino alle previsioni per l'intero anno del Def. Fermo a zero il dato tedesco. Bene anche l'industria tricolore, ma stipendi al palo rispetto all'inflazione
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MILANO - Rimbalzo ben oltre le attese per il Pil italiano nel primo trimestre. Secondo i dati preliminari difussi oggi dall'Istat la crescita congiunturale, cioè rispetto al mese precedente, è stata dello 0,5%, molto al di sopra dello 0,1% atteso, e in controtendenza rispetto al -0,1% del quarto trimestre 2022. Su base annua invece il Pil avanza dell'1,8% contro l'1,4% atteso. Il risultato è che la crescita acquisita, cioè il dato che si raggiungerebbe qualora i prossimi 3 trimestri segnassero una crescita nulla, sarebbe per il 2023 di 0,8%. Un dato, questo, a un passo (0,9%) dalla crescita messa in programma per l'intero anno nel Def nel quadro tendenziale, cioè a politiche invariate e vicino anche a quella del quadro programmatico (+1%), che incorpora gli effetti dei futuri provvedimenti del governo.



"La stima preliminare, che ha come sempre natura provvisoria, riflette dal lato dell'offerta una crescita sia del comparto industriale, sia di quello dei servizi, mentre il settore primario registra una stazionarietà", spiega l'Istat. "Dal lato della domanda il contributo alla crescita del Pil risulta positivo sia per la componente nazionale, sia per la componente estera", aggiunge l'Istituto di statistica.

Crescita zero in Germania

Il dato italiano viene accolto da Paolo Gentiloni, all'Eurogruppo, insieme a quello spagnolo come "migliore del previsto" e "incoraggiant" perché mostra "un'economia europea che continua a mostrare una certa resistenza in un contesto globale difficile". La crescita tricolore spicca anche in confronto a quella tedesco.

In Germania il Pil è rimasto invariato nel primo trimestre dell'anno rispetto al quarto trimestre del 2022 (-0,1% con gli aggiustamenti per prezzo e calendario), dopo il -0,5% registrato nel quarto trimestre 2022 (dato rivisto al ribasso dal -0,4% precedente). Leggermente positivo invece il dato francese. L'economia d'Oltralpe ha registrato un'espansione dello 0,2% nel primo trimestre rispetto al trimestre precedente, sostenuta dal dinamismo della produzione industriale e del commercio estero. Su base annua il Pil è invece aumentato dello 0,8% rispetto allo stesso trimestre del 2022.

Anche l'industria italiana dà segnali positivi

Tornando all'Italia, altri dati positivi sono stati sfornati dall'Istat in mattinata sul fronte dell'industria. Il fatturato, al netto dei fattori stagionali, è tornato a salire dopo la battuta d'arresto di gennaio: +1,3% congiunturale a febbraio, spinto da un segno più sia sul mercato interno (+1,7%) che su quello estero (+0,9%). Tenendo in considerazione il diverso calendario, il fatturato è saltio in termini tendenziali del 7,2%.

A restare al palo, in questa serie di buone notizie, sono gli stipendi. Sempre l'Istat dice infatti che "nella media del primo trimestre, nonostante il progressivo rallentamento della crescita dei prezzi, la differenza tra la dinamica dell'inflazione (IPCA) e quella delle retribuzioni contrattuali rimane superiore ai sette punti percentuali". La retribuzione oraria media nel periodo gennaio-marzo 2023 è cresciuta del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2022, spiega l'Istituto di statistica. I contratti che a fine marzo 2023 sono in attesa di rinnovo sono 32 e coinvolgono circa 6,9 milioni di dipendenti, il 55,6% del totale.