Economia

Assegno di inclusione, ecco le regole per accedere al "nuovo" reddito di cittadinanza

La ministra del Lavoro, Marina Calderone
La ministra del Lavoro, Marina Calderone (ansa)
Nel decreto Lavoro atteso il primo maggio entra l'Adi che sostituisce l'attuale Rdc
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Il governo si prepara al restiling del Reddito di cittadinanza, con il decreto Lavoro sul tavolo del Consiglio dei ministri del prossimo lunedì 1° maggio. Tra taglio del cuneo per i lavoratori e proroga dei contratti di espansione per andare in pensione con cinque anni d'anticipo, un posto di primo piano è riservato al taglio del Rdc. Nell'ultima bozza circolata tramontano le varie sigle di queste settimane - Mia, Pal, Gil e Gal - e il governo si concentra su due sussidi: l'Assegno di inclusione per i "non occupabili", erede della parte di assistenza del Rdc, e lo Strumento di attivazione per gli "occupabili", 18-59 enni che in famiglia non abbiano minori, disabili, anziani.

Chi può chiedere l'assegno di inclusione?

L'Adi è la misura che si sovrappone al Reddito di cittadinanza attuale. Per l'erogazione dell'assegno di inclusione - come previsto dalla bozza del Dl Lavoro che circola a Montecitorio - il richiedente deve essere cittadino Ue, o suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ovvero titolare dello status di protezione internazionale. Inoltre al momento della presentazione della domanda, deve essere residente in Italia per almeno cinque anni, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo.

Quali sono i limiti di reddito?

Sul fronte 'economico' non deve avere un valore dell'Isee, in corso di validità, superiore a 9.360 euro (sembra sfumare la stretta a 7.200 euro che si era valutata), valore che è rimodulato nel caso di nuclei familiari con minorenni. La scala di equivalenza viene resa più generosa per i disabili, meno per i minori (che però hanno l'assegno unico), ma dà un peso nullo ai figli maggiorenni. Inoltre il valore del reddito familiare deve essere inferiore ad una soglia di 6.000 euro annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (presenza di figli minori, componenti con disabilità o non autosufficienti, etc.). Nel reddito familiare sono per altro incluse le pensioni dirette e indirette, in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare. Nel calcolo del reddito familiare, invece, non si computa quanto percepito a titolo di Assegno di inclusione, di Reddito di Cittadinanza o di altre misure nazionali o regionali di contrasto alla povertà.

I limiti al patrimonio

Il richiedente non deve avere un valore del patrimonio immobiliare superiore a 30 mila euro, come definito ai fini ISEE, se diverso dalla casa di abitazione di valore ai fini IMU non superiore a 150.000 euro. Invece il patrimonio mobiliare non deve superiore a una soglia di 6.000 euro, accresciuta di euro 2.000 per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di 10.000 euro, incrementato di ulteriori 1.000 euro per ogni minorenne successivo al secondo. Ma questi massimali sono ulteriormente incrementati per ogni componente in condizione di disabilità o di non autosufficienza. Quanto ai beni di cui il nucleo dispone nessun componente deve essere intestatario a qualunque titolo o avere piena disponibilità di autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cc. o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc., immatricolati la prima volta nei trentasei mesi antecedenti la richiesta, esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità. Inoltre nessun componente deve essere intestatario di navi e imbarcazioni da diporto o di aeromobili di ogni genere.

Niente condanne o dimissioni

Chi richiede l'Assegno di inclusione, inoltre non deve essere stato nei dieci anni precedenti sottoposto a misura cautelare personale, a misura di prevenzione, o a condanne definitive. Non ha neppure diritto all'Assegno di inclusione il nucleo familiare in cui un componente risulta disoccupato a seguito di dimissioni volontarie, nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa nonché di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Quanto vale l'Adi

L'Assegno di inclusione, che come detto potrà essere chiesto solo dalle famiglie in cui ci sono disabili, minori o over 60, potrà arrivare a 500 euro al mese (6mila l'anno) moltiplicati per la scala di equivalenza fino a un massimo di 2,2 (2,3 nel caso di disabili gravi). A questo si aggiunge un contributo per l'affitto fino a 280 euro al mese (3.360 l'anno).

L'assegno verrà erogato per diciotto mesi e potrà essere rinnovato, previa sospensione di un mese, per periodi ulteriori di dodici mesi. Per avere il beneficio si dovrà iscriversi al sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa (Siisl). Previsti inoltre incentivi: ai datori di lavoro privati che assumono i beneficiari dell'Assegno di inclusione con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, sarà riconosciuto, per dodici mesi, l'esonero del 100% dei contributi previdenziali, nel limite di 8mila euro.