ROMA - Il declassamento del rating della Francia è una "valutazione pessimistica ", segno di sfiducia nella capacità del governo francese di tenere a bada le forti tensioni sociali in atto intorno alla riforma delle pensioni. "Si sottovalutano le conseguenze delle riforme". Sono parole amareggiate quelle con cui il ministro dell'Economia e delle Finanze, Bruno Le Maire, risponde al downgrade di Fitch. Un vero e proprio schiaffo finanziario e politico, quello arrivato a sorpresa nelle serata di venerdì, con cui l'agenzia newyorkese ha tagliato di un gradino il rating del debito sovrano francese, passato da "AA" ad "AA -".
Nelle conclusioni presenti in una nota del 28 aprile, Fitch ha infatti abbassato la sua valutazione circa l'affidabilità creditizia dell'Esagono. Rilevando anche “l’impasse politica” che si è innescata in Francia a seguito della contestata riforma delle pensioni, che ha portato a massicce proteste di piazza, a volte duramente represse dal governo. Questo, insieme ai movimenti sociali tavolta violenti, "rappresenta un rischio per l'agenda di riforme di Macron e potrebbero creare pressioni per una politica fiscale più espansiva o un'inversione delle riforme precedenti", ha lamentato Fitch.
Eppure, secondo Le Maire, i fatti confuterebbero Fitch. Il ministro delle Finanze ha infatti dichiarato sabato all'agenzia di stampa francese AFP: "Credo che i fatti invalidino la valutazione dell'agenzia Fitch. Siamo in grado di approvare riforme strutturali per il Paese". "Abbiamo davanti a noi tutta una serie di riforme che accelereranno la trasformazione del modello economico francese" ha detto, citando a questo proposito il progetto di legge sulle industrie verdi. "Non dubitate della nostra totale determinazione a risanare le finanze pubbliche del Paese per accelerare la riduzione del debito del Paese, ridurre i deficit e accelerare la riduzione della spesa pubblica", ha aggiunto il ministro francese da Stoccolma, dove ha partecipato all'Ecofin.
Sei settimane fa, il governo francese ha adottato definitivamente il suo progetto di riforma delle pensioni, che prevede un rinvio dell'età legale da 62 a 64 anni, grazie al sostegno dell'articolo 49-3 della Costituzione, che permette di approvare un testo senza un voto in Parlamento. Una decisione che ha portato a un netto inasprimento della protesta a livello sociale e a diversi giorni di manifestazioni violente in tutto il Paese, tanto da ricordare i gilet gialli. E finendo per intaccare anche le precedenti valutazioni di una dellle quattro principali agenzie di rating incaricate di valutare l'affidabilità creditizia della Francia - Fitch per l'appunto, che aveva già delineato prospettive future deboli per il Paese, con un outlook negativo e rischio di un downgrade.
Ora il nuovo rating "AA-" con outlook stabile potrebbe "creare pressioni per una politica fiscale più espansiva o un'inversione delle riforme precedenti", dice l'agenzia. Fitch è la prima delle principali agenzie di rating a declassare il rating francese dall'adozione della riforma delle pensioni. Attesa per venerdì anche la valutazione di Moody's, che non ha però annunciato alcun nuovo giudizio.