Il Pil cresce a sorpresa dello 0,5%. Ma Bankitalia: “Rischi da tassi e inflazione”
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - La zampata dell'economia italiana prende forma in un numero. È quello che misura l'andamento del Pil: nei primi tre mesi dell'anno, certifica l'Istat con la stima preliminare, il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente.
È qualcosa di più del ritorno del segno più, dopo la coda del 2022 in territorio negativo, a -0,1%. Se il rimbalzo era atteso, dagli analisti e dal governo, altrettanto non si può dire per la portata dello slancio: cinque decimali non sono pochi per una variazione trimestrale, soprattutto per un Paese, l'Italia, abituato a dinamiche striminzite. E quello che è successo in altri Paesi europei, nello stesso periodo, rappresenta un ulteriore elemento di forza. Perché la Germania è rimasta inchiodata, con il Pil invariato rispetto al quarto trimestre dell'anno scorso. In Francia, invece, c'è stato un movimento in positivo, ma meno…
ROMA - La zampata dell'economia italiana prende forma in un numero. È quello che misura l'andamento del Pil: nei primi tre mesi dell'anno, certifica l'Istat con la stima preliminare, il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente.
È qualcosa di più del ritorno del segno più, dopo la coda del 2022 in territorio negativo, a -0,1%. Se il rimbalzo era atteso, dagli analisti e dal governo, altrettanto non si può dire per la portata dello slancio: cinque decimali non sono pochi per una variazione trimestrale, soprattutto per un Paese, l'Italia, abituato a dinamiche striminzite. E quello che è successo in altri Paesi europei, nello stesso periodo, rappresenta un ulteriore elemento di forza. Perché la Germania è rimasta inchiodata, con il Pil invariato rispetto al quarto trimestre dell'anno scorso. In Francia, invece, c'è stato un movimento in positivo, ma meno corposo (+0,2%).
Certo, il registro di casa al ministero dell'Economia resta quello della prudenza. Ancora troppo presto - è il ragionamento - per parlare di un "tesoretto" più corposo rispetto ai 4,5 miliardi già preventivati, a cui vanno aggiunti 1,5 miliardi che si punta a recuperare dalla spending review nei ministeri.
I conti, però, si faranno solo a ridosso dell'autunno. Il messaggio che arriva dal Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d'Italia è lì a ricordare che "i rischi restano elevati" a causa dell'inflazione e del rialzo dei tassi. E che bisogna mantenere una politica di bilancio prudente. Una raccomandazione che ridimensiona i toni euforici per il risultato del Pil.
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