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Il Pil cresce a sorpresa dello 0,5%. Ma Bankitalia: “Rischi da tassi e inflazione”

(ansa)
Scongiurato il rischio recessione dopo il dato negativo di fine anno. L'agenzia di rating Dbrs conferma il rating
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ROMA - La zampata dell'economia italiana prende forma in un numero. È quello che misura l'andamento del Pil: nei primi tre mesi dell'anno, certifica l'Istat con la stima preliminare, il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente.

È qualcosa di più del ritorno del segno più, dopo la coda del 2022 in territorio negativo, a -0,1%. Se il rimbalzo era atteso, dagli analisti e dal governo, altrettanto non si può dire per la portata dello slancio: cinque decimali non sono pochi per una variazione trimestrale, soprattutto per un Paese, l'Italia, abituato a dinamiche striminzite. E quello che è successo in altri Paesi europei, nello stesso periodo, rappresenta un ulteriore elemento di forza. Perché la Germania è rimasta inchiodata, con il Pil invariato rispetto al quarto trimestre dell'anno scorso. In Francia, invece, c'è stato un movimento in positivo, ma meno…

ROMA - La zampata dell'economia italiana prende forma in un numero. È quello che misura l'andamento del Pil: nei primi tre mesi dell'anno, certifica l'Istat con la stima preliminare, il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente.

È qualcosa di più del ritorno del segno più, dopo la coda del 2022 in territorio negativo, a -0,1%. Se il rimbalzo era atteso, dagli analisti e dal governo, altrettanto non si può dire per la portata dello slancio: cinque decimali non sono pochi per una variazione trimestrale, soprattutto per un Paese, l'Italia, abituato a dinamiche striminzite. E quello che è successo in altri Paesi europei, nello stesso periodo, rappresenta un ulteriore elemento di forza. Perché la Germania è rimasta inchiodata, con il Pil invariato rispetto al quarto trimestre dell'anno scorso. In Francia, invece, c'è stato un movimento in positivo, ma meno corposo (+0,2%).

Altri numeri sul Pil, resi noti sempre dall'Istat, aggiungono ottimismo: +1,8% rispetto ai primi tre mesi del 2022. Lo ripete più volte il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, al termine delle votazioni alla Camera sul Documento di economia e finanza. Prima un comunicato: "L'ambizione responsabile paga, alle illazioni rispondono i fatti". Pochi minuti dopo uno "sfogo" con i giornalisti, in Transatlantico: "Oggi in aula è andata bene, ma fuori dall'aula, dove si lavora e si produce, è andata ancora meglio".

Un messaggio, neppure troppo implicito, ai deputati della maggioranza che due giorni fa hanno disertato l'emiciclo, gettando alle ortiche la relazione sullo scostamento di bilancio. L'esecutivo ha dalla sua anche il dato della crescita acquisita, quella che si avrebbe se la variazione fosse nulla nei prossimi trimestri: è allo 0,8%, ad appena due decimali da quell'1% che il governo ha fissato come target annuale programmatico nel Def. E le buone notizie arrivano anche dall'agenzia di rating Dbrs, che ha confermato il rating dell'Italia a BBB (alto), con outlook stabile.

Certo, il registro di casa al ministero dell'Economia resta quello della prudenza. Ancora troppo presto - è il ragionamento - per parlare di un "tesoretto" più corposo rispetto ai 4,5 miliardi già preventivati, a cui vanno aggiunti 1,5 miliardi che si punta a recuperare dalla spending review nei ministeri.

La dote per la legge di bilancio dovrà tenere conto dell'andamento dell'economia nei prossimi mesi. In ogni caso, la politica economica non cambierà, se dovessero esserci più risorse a disposizione: le priorità resteranno il sostegno ai redditi medio-bassi e le misure per la natalità.

I conti, però, si faranno solo a ridosso dell'autunno. Il messaggio che arriva dal Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d'Italia è lì a ricordare che "i rischi restano elevati" a causa dell'inflazione e del rialzo dei tassi. E che bisogna mantenere una politica di bilancio prudente. Una raccomandazione che ridimensiona i toni euforici per il risultato del Pil.

 

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