First Republic, la banca dei ricchi finita al tappeto. Storia di uno dei maggiori fallimenti negli Usa
di Giulia CimpanelliMILANO - Diversi tentativi di salvataggio non sono serviti a darle scampo: pochi giorni fa le autorità di controllo federali americane hanno messo sotto amministrazione straordinaria First Republic Bank e la Federal Deposit Insurance Corporation, l'ente che offre garanzie sui conti correnti, ha chiuso le attività della banca. Lunedì è stato raggiunto un accordo per venderla a JPMorgan Chase, la più grande banca del paese. Già da febbraio i maggiori clienti hanno cominciato a prelevare i capitali dai loro conti. First Republic ha cercato di trattenerli offrendo tassi di interesse più elevati ma anche questo tentativo è stato vano.
Cosa faceva First Republic
Ma perché la First Republic Bank è fallita? First Republic era una banca "per ricchi" o medie aziende, con importanti capitali depositati sui loro conto correnti, che quindi non rientrano sotto la soglia di 250mila dollari, entro cui la legge statu…
MILANO - Diversi tentativi di salvataggio non sono serviti a darle scampo: pochi giorni fa le autorità di controllo federali americane hanno messo sotto amministrazione straordinaria First Republic Bank e la Federal Deposit Insurance Corporation, l'ente che offre garanzie sui conti correnti, ha chiuso le attività della banca. Lunedì è stato raggiunto un accordo per venderla a JPMorgan Chase, la più grande banca del paese. Già da febbraio i maggiori clienti hanno cominciato a prelevare i capitali dai loro conti. First Republic ha cercato di trattenerli offrendo tassi di interesse più elevati ma anche questo tentativo è stato vano.
Cosa faceva First Republic
Ma perché la First Republic Bank è fallita? First Republic era una banca "per ricchi" o medie aziende, con importanti capitali depositati sui loro conto correnti, che quindi non rientrano sotto la soglia di 250mila dollari, entro cui la legge statunitense prevede il rimborso garantito in caso di fallimento. Proprio per questo motivo, appena i clienti hanno intuito il rischio, hanno iniziato a rivolere i loro soldi e sembra che abbiano ritirato capitali per 100 miliardi di dollari in pochi giorni.
Come già avvenuto in passato nella storia delle banche americane, la rovina di First Republic sono stati i corposi prestiti concessi a tassi di interesse molto agevolati. Il servizio ai clienti, poi, era la sua forza. Il Wall Street Journal riporta che l'avvocato 40enne Daniel DiCicco diventò cliente First Republic quando la banca, a fronte di un deposito di 20mila dollari, gli offrì un prestito di 100mila a un tasso del 2,95%. Quando DiCicco decise di fare un viaggio in Giappone, la banca gli mandò 5000 dollari in Yen senza chiedergli alcun costo: "Non ho dovuto muovere un dito - ha dichiarato DiCicco - bastava inviare un'e-mail al mio banker e dire che avevo bisogno di qualcosa e si presentava letteralmente alla mia porta".
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In questo modo First Republic ha raccolto ingenti capitali arrivando nel 2021 - quadruplicando i profitti - tra le prime 20 banche americane. La banca, poi, faceva accordi con le big tech della Silicon Valley. Ha aperto, per esempio, una filiale all'interno del quartier generale di Facebook dove offriva mutui a lungo termine ai dipendenti a tassi inferiori al 2,5%. Un cliente era persino Mark Zuckerberg, al quale, nel 2012, First Republic ha concesso un mutuo da 5,95 milioni di dollari con un tasso iniziale dell'1,05%. Alla fine del 2022, la banca aveva depositi per 176,4 miliardi di dollari, il 68% dei quali superava il limite assicurativo di 250.000 dollari della Federal Deposit Insurance Corp. I depositi rappresentavano il 92% del finanziamento della banca.
I rialzi dei tassi e la fuga di depositi
Una volta che è scattata la serie di aumenti dei tassi di interesse della Federal Reserve (sui soldi prestati alle altre banche), i depositanti hanno iniziato a cercare rendimenti migliori altrove. Nel 2022, più della metà dei prestiti di First Republic erano mutui residenziali con un tasso di interesse medio del 2,89%. L'aumento dei tassi ha ridotto di circa 22 miliardi di dollari il loro valore di mercato. Gli analisti hanno così cominciato a sollevare preoccupazioni per il disallineamento dei tassi di interesse della società. Il titolo ha chiuso il 2022 con un calo di circa il 40%. È precipitato dopo il fallimento della Silicon Valley Bank il 10 marzo.
A metà marzo un piano concordato con la segretaria al tesoro statunitense Janet Yellen ha portato undici delle maggiori banche del paese a intervenire a sostegno della First Republic Bank. Queste hanno depositato 30 miliardi di dollari nelle casse dell'istituto. Non è bastato. L'aumento dei tassi della Fed ha reso i prestiti concessi in precedenza a tassi inferiori non convenienti per le banche. Il ritiro degli investimenti da parte dei grandi correntisti ha reso la situazione ingestibile e ha portato First Republic al tracollo. Lunedì 1° maggio JP Morgan Chase ha acquisito ciò che rimane di First Republic.
Come parte dell'accordo la maggiore banca degli Stati Uniti ha dichiarato che assumerà tutti i 92 miliardi di dollari di depositi della banca, assicurati e non assicurati. Sta inoltre acquisendo la maggior parte delle attività di First Repubblic, inclusi circa 173 miliardi di dollari in prestiti e 30 miliardi di dollari in titoli. Le 84 filiali di First Republic riapriranno come parte di JPMorgan e i clienti - ha assicurato la Federal Deposit Insurance Corporation - avranno pieno accesso ai loro depositi.