Economia

Leo: "Pensiamo di tagliare le tasse sulle tredicesime". Il nodo delle coperture

Leo: "Pensiamo di tagliare le tasse sulle tredicesime". Il nodo delle coperture
(ansa)

Il viceministro all'Economia delinea i prossimi interventi in audizione alla Camera. Ma c'è in arrivo un buco da 8 miliardi per il mancato incasso legato alla tassa sugli extraprofitti

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ROMA - Meno tasse sulle tredicesime dei lavoratori. Perché, ha spiegato il viceministro dell'Economia Maurizio Leo durante un'audizione alla Camera sulla riforma fiscale, il governo vuole dare un altro segnale ai lavoratori dipendenti, che con il decreto approvato il primo maggio beneficeranno di un taglio del cuneo fiscale più consistente, da luglio a dicembre. "Stiamo pensando di assoggettare la tredicesima a una tassazione più bassa, a dicembre quindi, quando gli italiani spenderanno per le feste" di Natale, ha detto Leo. In alternativa, l'esecutivo sta pensando a una detassazione dei premi di produttività, prevedendo un'aliquota piatta.

Ma come si finanzierà il nuovo intervento sulle tasse? Leo ha fatto riferimento al fondo taglia-tasse, alimentato dai proventi alla lotta dell'evasione: una parte è stata utilizzata per tagliare il cuneo, l'idea potrebbe essere quella di utilizzare un'altra "porzione" di questo Fondo. Parlando anche dell'intenzione di ridurre le aliquote Irpef a partire dal prossimo anno, portandole dalle attuali 4 a 3, il viceministro al Mef ha indicato anche un'altra copertura. Il bacino principale da cui il governo vuole attingere è quello dei crediti d'imposta: "La voce più importante - ha sottolineato il viceministro - riguarda i 227 crediti d'imposta che cubano circa 36 miliardi: su questi si può fare un intervento di pulizia per mettere le risorse a servizio della riduzione dell'Irpef".

Il governo guarda anche alla possibilità di recuperare risorse con la tassa sugli extraprofitti, che ha modificato con l'ultima legge di bilancio rispetto alla versione del governo Draghi. "Credo che dalla costruzione della nuova norma, che ha ampliato la platea dei soggetti, possano venire delle risposte positive", ha spiegato Leo. Ma c'è un problema: otto miliardi di minori entrate. È l'ammanco dell'incasso previsto dall'esecutivo precedente. Degli 11 miliardi previsti, ne sono stati incassati appena 2,8. Non a caso Leo ha espresso "preoccupazione", aggiungendo che "andrà coperta". Anche per questo affidarsi alla tassa sugli extraprofitti per coprire il taglio delle imposte è un'operazione scivolosa.

All'indomani del via libera in Consiglio dei ministri al decreto Lavoro, Leo è tornato anche su una delle misure contenute nel provvedimento: i fringe benefit per i lavoratori dipendenti che hanno figli. Per quest'anno, il tetto è stato alzato da 258 a 3.000 euro. L'ipotesi è di rendere strutturale questo aumento. "I fringe benefit - ha detto - oggi sono fermi a 258 euro, che sono le vecchie 500mila lire. Nel provvedimento di ieri, e questo pensiamo di fare in modo che questa cosa venga stabilizzata, abbiamo detto: se il datore dà dei fringe benefit, soprattutto per le bollette o altre emergenze, fino a tremila euro, il lavoratore le deduce e ne ha un beneficio".