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Decreto lavoro, salta il raddoppio degli sgravi fiscali per colf e badanti

Inizalmente era previsto un innalzamento della soglia di deducibilità dei contributi versati dalle famiglie a quota 3mila euro. Provvedimento che si è arenato per problemi di copertura, in attesa del testo bollinato
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MILANO - Niente da fare per il raddoppio della deducibilità dei contributi che le famiglie-datori di lavoro versano per i collaboratori domestici: colf, badanti, baby sitter. Presente nelle prime bozze del decreto Lavoro che erano circolate nelle settimane che hanno portato al Cdm del primo maggio, l'iniziativa si è arenata per problemi di copertura. Il testo bollinato del dl Lavoro non è ancora noto né tantomeno pubblicato in Gazzetta ufficiale, e la Ragioneria sta ultimando le verifiche sulla disponibilità di risorse. Ma si tratta solo di una flebile speranza residua per le associazioni che aspettavano la misura come un primo passo nella giusta direzione, per quanto insufficiente a calmierare i rincari dovuti all'adeguamento contrattuale automatico all'inflazione.

Il meccanismo previsto inizialmente dal governo individuava un raddoppio della deducibilità della parte di contributi previdenziali e assistenziali a carico delle fami…

MILANO - Niente da fare per il raddoppio della deducibilità dei contributi che le famiglie-datori di lavoro versano per i collaboratori domestici: colf, badanti, baby sitter. Presente nelle prime bozze del decreto Lavoro che erano circolate nelle settimane che hanno portato al Cdm del primo maggio, l'iniziativa si è arenata per problemi di copertura. Il testo bollinato del dl Lavoro non è ancora noto né tantomeno pubblicato in Gazzetta ufficiale, e la Ragioneria sta ultimando le verifiche sulla disponibilità di risorse. Ma si tratta solo di una flebile speranza residua per le associazioni che aspettavano la misura come un primo passo nella giusta direzione, per quanto insufficiente a calmierare i rincari dovuti all'adeguamento contrattuale automatico all'inflazione.

Il meccanismo previsto inizialmente dal governo individuava un raddoppio della deducibilità della parte di contributi previdenziali e assistenziali a carico delle famiglie e versati per colf e badanti. Ad ora si possono scalare dal reddito complessivo ai fini Irpef fino a un massimo di 1.549,37 euro, si sarebbe arrivati a 3mila euro dal 2023. Ma le ristrettezze economiche paiono aver suggerito la retromarcia, tanto che la misura non è presente né nel comunicato di Palazzo Chigi né nelle bozze filtratte dalla riunione dell'esecutivo.

Andrea Zini, presidente dell'associazione Assindatcolf, si dice "perplesso perché era una soluzione che si prospettava pur senza una nostra diretta sollecitazione. Era sì un passo avanti, ma non abbiamo mai nascosto che ci aspettassimo qualcosa in più: incentivi per la regolarizzazione, legge delega sulla non autosufficienza ma soprattutto una revisione complessiva dei meccanismi di detrazione e deduzione fiscale che, auspichiamo, con la legge delega possano dare maggiore respiro alle famiglie ammettendo sgravi non solo sul versamento dei contributi ma sull'intera retribuzione".

Da tempo la richiesta è che ci sia la totale deducibilità del lavoro domestico, quindi contributi ma anche retribuzione, tredicesima e Tfr.

Il ragionamento è che col raddoppio secco della deducibilità dei contributi un vantaggio significativo lo avrebbero avuto solo le famiglie con collaborazioni per un importante numero di ore settimanale. "Prendendo l'esempio del domestico assunto a tempo a tempo indeterminato per 54 ore settimanali - spiegava Zini al tempo delle prime bozze - la famiglia è tenuta a versare per propria parte 2.414,88 euro di contributi l'anno. Aumentando la quota di deducibilità, dagli attuali 1.549,37 euro ai potenziali 3.000, il datore potrebbe avere un vantaggio fiscale di 865.51 euro l'anno, abbassando di questa cifra l'imponibile su cui paga le tasse. Resterebbe, però, invariata la voce più pesante legata al costo del lavoro (stipendi, ferie, tredicesima e tfr), che nel caso di una badante ammonta, per esempio, a 16.224,24 euro l'anno". Piccolo miglioramento anche per le famiglie che hanno alle proprie dipendenze personale assunto per un lungo orario, 40 ore la settimana: in questo caso i contributi ammontano a 1.788,80 euro l'anno relativamente alla quota a loro carico, quindi aumentando la soglia di deducibilità si avrebbe un vantaggio fiscale da scontare sull'imponibile su cui si pagano le tasse di 239,43 euro l'anno.

Poca cosa, comunque, rispetto all'aumento dei costi legato all'adeguamento ai prezzi dell'anno passato. E, con un'inflazione che resta sopra l'8% ancora a marzo, il timore di Assindatcolf è che il problema raddoppi con la prossima tornata di adeguamenti.