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La scommessa del governo: detassare le tredicesime. "Solo se ci sono le risorse”

(ansa)
Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, che ha in mano il dossier sulla riforma fiscale, ne ha parlato in Parlamento. “Studiamo una misura per i dipendenti”. Nel decreto Lavoro 500 euro ai precari non stabilizzati
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ROMA - L’operazione bis sulle tasse è stata messa in cantiere. E ha già un titolo: la “ricca” tredicesima del governo Meloni. Più soldi nelle tasche degli italiani a dicembre, quando le spese aumentano perché si fanno i regali di Natale. Ma anche un nuovo segnale riservato ai lavoratori dipendenti, dopo il taglio del cuneo fiscale contenuto nel decreto Lavoro del primo maggio. La fidelizzazione, però, ha un problema non da poco: le risorse. Vanno trovate.

Per questo il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha subito elencato i paletti dell’operazione, dopo aver annunciato l’idea di "assoggettare la tredicesima mensilità a una tassazione più bassa". Spiegando, …

ROMA - L’operazione bis sulle tasse è stata messa in cantiere. E ha già un titolo: la “ricca” tredicesima del governo Meloni. Più soldi nelle tasche degli italiani a dicembre, quando le spese aumentano perché si fanno i regali di Natale. Ma anche un nuovo segnale riservato ai lavoratori dipendenti, dopo il taglio del cuneo fiscale contenuto nel decreto Lavoro del primo maggio. La fidelizzazione, però, ha un problema non da poco: le risorse. Vanno trovate.

Per questo il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha subito elencato i paletti dell’operazione, dopo aver annunciato l’idea di "assoggettare la tredicesima mensilità a una tassazione più bassa". Spiegando, nel corso di un’audizione in Parlamento sulla delega fiscale, che i conti si faranno in autunno, con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Solo allora si capirà se il taglio delle tasse sulle tredicesime si potrà fare oppure no. Sul tavolo, tra l’altro, ci sono altre opzioni, come la detassazione dei premi di produttività.

Come recuperare, quindi, i soldi che servono per finanziare i nuovi interventi? Leo ha fatto riferimento al Fondo taglia tasse, alimentato dagli incassi della lotta all’evasione: una parte è stata utilizzata per l’intervento sul cuneo, da luglio a dicembre; l’idea è impiegare un’altra “porzione” del Fondo per detassare le tredicesime. Ma gli impegni che l’esecutivo si è dato con la riforma fiscale non si fermano a dicembre. Dalla riduzione delle aliquote Irpef (da 4 a 3) all’Ires (l’imposta sui redditi delle società) a due aliquote, di risorse ne servono parecchie.

La caccia al tesoro è appena iniziata. Sono spuntati, però, i primi dettagli. In questo caso il bacino più consistente da cui l’esecutivo vuole attingere è quello dei crediti d’imposta: 227 in tutto, per un valore di circa 36 miliardi. "Su questi crediti - ha sottolineato Leo - si può fare un’intervento di pulizia per mettere le risorse a servizio della riduzione dell’Irpef".

E poi c’è la tassa sugli extraprofitti, rivista rispetto allo schema adottato dal governo Draghi. I soggetti chiamati a versare il balzello sono di più; è stata cambiata la base imponibile, ma la cautela è d’obbligo. La prima versione è stata un flop: appena 2,8 miliardi incassati dallo Stato a fronte di una previsione di circa undici. Otto miliardi di minori entrate. "Questa forse è una preoccupazione e vedremo come e se va coperta", ha commentato Leo. Anche per questo affidarsi alla tassa sugli extraprofitti per coprire il taglio delle tasse rischia di essere una soluzione scivolosa. Ma le alternative sono poche, le promesse tante, come rendere strutturali i fringe benefit a 3 mila euro per chi ha figli. Intanto subito un bonus: 500 euro per i precari che dopo due anni non vengono stabilizzati.


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