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I nodi di Fed e Bce, stabilità finanziaria e rischio recessione, rialzo dei tassi e impatto sugli investimenti

Gli Usa potrebbero aver finito i rialzi dei tassi, in Europa ce ne saranno altri ma anche Lagarde si è mossa con cautela. Le attese a medio lungo termine
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Una stessa misura - 25 punti base di rialzo - ma due strategie molto diverse. Per la Fed è arrivato il momento della prudenza, dopo rialzi per complessivi 500 punti base, una parte del sistema bancario di medie dimensioni che preoccupa e un Paese - gli Stati Uniti - che nel secondo semestre si troverà ragionevolmente ad affrontare una recessione. Per la Bce invece c'è ancora molto lavoro da fare sul fronte dell'inflazione. E per certi aspetti la banca centrale europea ha dato messaggi contrastanti: non si è presa una pausa, ma ha ridotto l'intensità dei rialzi e nello stesso tempo ha confermato che le strette continueranno (gli operatori si aspettano almeno un altro mezzo punto, forse più, nei prossimi mesi). Come se tra la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria avesse bisogno di mediare con circospezione, calibrando bene gli interventi.

Il r…

Una stessa misura - 25 punti base di rialzo - ma due strategie molto diverse. Per la Fed è arrivato il momento della prudenza, dopo rialzi per complessivi 500 punti base, una parte del sistema bancario di medie dimensioni che preoccupa e un Paese - gli Stati Uniti - che nel secondo semestre si troverà ragionevolmente ad affrontare una recessione. Per la Bce invece c'è ancora molto lavoro da fare sul fronte dell'inflazione. E per certi aspetti la banca centrale europea ha dato messaggi contrastanti: non si è presa una pausa, ma ha ridotto l'intensità dei rialzi e nello stesso tempo ha confermato che le strette continueranno (gli operatori si aspettano almeno un altro mezzo punto, forse più, nei prossimi mesi). Come se tra la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria avesse bisogno di mediare con circospezione, calibrando bene gli interventi.

Il rischio tensioni

"La Bce ha detto chiaramente che il lavoro non è terminato, perché l'inflazione non è domata. Quindi ci aspettano altri rialzi - commenta Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo - però se l'istituto sarà capace di controllare l'inflazione, come il mercato crede, la parte lunga della curva dei tassi ne beneficerà. Btp compresi. Non vedo ragioni particolari di tensione, anche se il lungo percorso di rialzi dei tassi ha creato condizioni di credito più severe". Anche l'altro annuncio della Bce, sulla fine dei reinvestimenti sulle obbligazioni europee in scadenza nell'ambito del programma App a partire da luglio, potrebbe creare qualche tensione. Finora la Bce ha rinnovato titoli a una media di 15 miliardi al mese (grosso modo la metà di quelli che scadevano). Da luglio a dicembre le scadenze sono di circa 25 miliardi al mese, di cui 20 in titoli di Stato. Ma a luglio sono quasi 31 miliardi e in ottobre 52,5. L'Italia pesa per 442 miliardi su un totale di circa 2.500 miliardi del programma App; qualche contraccolpo può arrivare. Intermonte non esclude che possa esserci "un temporaneo allargamento dello spread in area 200/230 punti base, in conseguenza anche della prospettiva di minore supporto derivante dai reinvestimenti dell'App". L'altro tema sono le aste di Tltro, con cui la Bce ha generosamente finanziato il sistema per anni (in alcune fasi remunerando le banche che prendevano a prestito il denaro). Da qui a fine giugno scadono circa 480 miliardi di euro (concentrati a giugno) di cui 143 a carico delle banche italiane (che, a fine marzo, avevano liquidità in eccesso per 255 miliardi a fronte di finanziamenti complessivi Tltro per 318 miliardi).

Luci e ombre

Molti si aspettavano qualche annuncio, la presidente Christine Lagarde si è limitata a sottolineare che le scadenze sono note da tempo e le banche preparate. E che in ogni caso ci sono altre linee di liquidità a disposizione e comunque la Bce sa essere "inventive", all'occorrenza. Gli ottimisti sottolineano che le banche hanno molti modi per accrescere la raccolta, dalle obbligazioni ai depositi a termine remunerati: forme più costose ma comunque accessibili. E poi, a fronte di una domanda di credito fiacca, anche la necessità di avere risorse a disposizione è diminuita. Alcuni osservatori ritengono che alla fine la Bce varerà qualche altra asta sul modello Tltro, magari per importi più contenuti e di durata breve, per far sì che il sistema si assesti. Insomma, non è detto che ci siano nuvole all'orizzonte; almeno, non troppe. "Mi aspetto tassi a medio-lungo in calo per la fine dell'anno, con una recessione anche piuttosto severa negli Usa e un rallentamento in Europa - commenta Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte - per cui dovrebbero essere premianti gli investimenti in oro, i titoli azionari growth, il comparto dei bond governativi. Le prospettive incerte dell'economia, infatti, possono tradursi in aumento della liquidità e tassi a medio lungo termine calanti, condizioni favorevoli per queste classi d'investimento". Luci e ombre anche per Giordano Lombardo, co-fondatore e amministratore delegato di Plenisfer. "L'effetto dei tassi e dell'inflazione porterà a uno scenario non positivo nel breve termine, con correzioni maggiori sulle azioni - spiega - ma l'inflazione è anche un trend su cui il gestore può fare delle scelte. Certo, ci vuole un approccio da stock picking molto attivo".