Economia

Banche, Buffett contro politici e regolatori Usa: "Hanno spaventato i risparmiatori"

Banche, Buffett contro politici e regolatori Usa: "Hanno spaventato i risparmiatori"
(reuters)
L'imprenditore all'assemblea degli azionisti critica la gestione della crisi bancaria: "Chi ha sbagliato deve pagare". E sullo stallo sull'nnalzamento del tetto del debito: "Non penso che si voglia sconvolgere l'ordine mondiale"
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MILANO -  La recente crisi bancaria negli Stati Uniti è stata gestita in maniera pessima. È il pensiero espresso da Warren Buffett, nel corso dell'annuale assemblea degli azionisti. L'oracolo di Omaha, come viene definito l'imprenditore per la sua capacità di prevedere grandi successi imprenditoriali, si è scagliato contro politici, regolatori e stampa, accusando di avere spaventato i risparmiatori per via dei loro "messaggi scarni".
 

"La paura è contagiosa", ha detto, aggiungendo che "non si può gestire un'economia" quando la gente si preoccupa che i propri soldi siano al sicuro nelle banche. Buffett ha anche messo in guardia da un crescente "tribalismo" a Washington: "Dobbiamo perfezionare, in un certo senso, la nostra democrazia mano a mano che procediamo. Ma se potessi ancora scegliere, vorrei nascere negli Stati Uniti. È un mondo migliore di quello che abbiamo mai avuto", ha detto.

Secondo Buffett le autorità regolatorie hanno fatto bene a garantire i depositanti della Silicon Valley Bank e ha aggiunto che non farlo "sarebbe stato catastrofico". Buffett ha quindi sottolineato che gli azionisti e i dirigenti delle banche dovrebbero sopportare i rischi di una cattiva gestione, mentre il braccio destro Charlie Munger, 99 anni e in carica ancora come vice presidente - ha criticato i dirigenti preoccupati più di arricchirsi che dei clienti. "Un fiammifero acceso può trasformarsi in un incendio o spegnersi", ha detto Buffett. "Bisogna punire le persone che fanno le cose sbagliate", ha aggiunto.

Buffett si è anche espresso sul tema dell'innalzamento del tetto del debito Usa, spiegando di non riuscire a immaginare che i politici o le autorità di regolamentazione siano disposti a "sconvolgere il sistema finanziario mondiale", nel caso in cui Washington non riesca a superare l'impasse.